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E' in libreria da ottobre 2010 il nuovo libro di Stanislav  e Cristina Grof
Respirazione olotropica,teoria e pratica. Nuove prospettive in terapia e nell’esplorazione del sé
di Stanislav e Cristina  Grof  - edizioni Apogeo-Urra
titolo in  lingua originale
“Holotropic Breathwork:A New Approach to Therapy and Self-Exploration"
Grof, Stanislav and Grof Christina,  State University of New York Press, 2010
 
Link alla scheda Libro : www.urraonline.com/libri/9788850329090/scheda.
 
Sotto il link alla scheda disegni a colori del libro - in formato PDF: http://www.urraonline.com/2010/libri/9788850329090/allegati/pubblic/2909_insertoColori.pdf
 
Introduzione
Questo libro descrive la teoria e la pratica della Respirazione Olotropica  (Holotropic Breathwork), un nuovo approccio all’autoesplorazionee alla psicoterapia che abbiamo elaborato insieme intorno alla metà degli anni Settanta del secolo scorso.
La Respirazione Olotropica unisce e integra elementi di diverse scuole di psicologia analitica (quali quelle di Freud, Reich, Jung e Rank) e li arricchisce con le intuizioni della ricerca moderna sulla coscienza, dell’antropologia, delle pratiche spirituali orientali e delle tradizioni mistiche di tutto il mondo (per una spiegazione del termine olotropico, vedi il Capitolo 2).
Anche se sono più di trent’anni che pratichiamo e insegniamo la Respirazione Olotropica in seminari, conferenze e corsi di formazione in tutto il mondo, questo volume rappresenta il primo testo completo sulla teoria e sulla pratica di questa nuova forma di psicoterapia e di auto-esplorazione.
Il libro si apre con una sintesi delle radici storiche della Respirazione Olotropica.
Nel Capitolo 1 viene riconosciuta l’influenza dell’innovativo lavoro di Sigmund Freud, fondatore della psicoanalisi ;e dei suoi seguaci, che hanno indicato nuove vie per la comprensione della psiche umana.
Ma la Respirazione Olotropica condivide anche alcuni elementi con gli approcci terapeutici esperienziali comparsi sulla scena della psicologia umanistica intorno agli anni Sessanta.
La scoperta dei potenti effetti psicoattivi dell’LSD e la nostra esperienza con la terapia psichedelica ci hanno poi offerto la possibilità di elaborare una mappa dei profondi recessi della psiche e di apprezzare il significativo potenziale terapeutico degli stati di coscienza non ordinari. Il capitolo si chiude con la descrizione delle origini della psicologia transpersonale, la disciplina che rappresenta la base teorica della Respirazione Olotropica.
Nel Capitolo 2 parliamo di come il lavoro con gli stati di coscienza non ordinari ha modificato la nostra comprensione della
natura della coscienza e della psiche umana in salute e in malattia.
Questa Psicologia del futuro (S. Grof, 2000; edizione italiana 2002), necessaria per la pratica della Respirazione olotropica, evidenzia
un’estesa mappa della psiche che, a differenza del modello utilizzato dalla psicologia accademica, non si limita alla biografia di una
persona dalla nascita in poi e all’inconscio individuale freudiano, ma comprende due importanti livelli aggiuntivi: quello perinatale
(collegato alla memoria della nascita biologica) e quello transpersonale (ovvero l’inconscio collettivo archetipico e storico).
In base a questa nuova comprensione dell’architettura della psicopatologia, le radici dei disturbi emotivi e psicosomatici non nascono soltanto nell’infanzia e nella preadolescenza, ma affondano profondamente in questi altri due livelli dell’inconscio, precedentemente non riconosciuti.
Questa scoperta, apparentemente scoraggiante, è controbilanciata da quella dei nuovi potenti meccanismi terapeutici che abbiamo a disposizione sui livelli perinatali e transpersonali della psiche negli stati di coscienza non ordinari.
Le nuove scoperte sulle strategie di terapia e auto-esplorazione rappresentano probabilmente l’innovazione più radicale della psicologia
contemporanea. La presenza di una vasta gamma di scuole di psicoterapia, e la straordinaria mancanza di accordo sui principi
teorici e pratici che le contraddistingue, riflettono l’errore strategico che tutte, a eccezione dell’analisi junghiana, condividono: il
tentativo di ottenere una comprensione intellettuale di come opera la psiche, e di sviluppare su di essa una tecnica che renda possibile
correggerne il funzionamento. Il lavoro con gli stati di coscienza non ordinari offre invece un’alternativa radicale che semplifica
enormemente il processo terapeutico.
Questi stati mobilitano infatti un “radar interno” capace di identificare automaticamente il materiale emotivamente carico e di portarlo a livello di coscienza per poterlo elaborare. Il terapeuta non è un agente attivo di questo processo, ma un “compagno di avventura” che sostiene con intelligenza ciò che avviene.
Una parte significativa del Capitolo 2 è dedicata al problema della spiritualità e della religione.
Laddove gli psichiatri e gli psicologi convenzionali sottoscrivono una visione del mondo materialista e monistica, priva di aperture alla religione o alla spiritualità, gli operatori di Respirazione Olotropica si rifanno, nel loro lavoro, alla psicologia transpersonale, una disciplina che considera la spiritualità basata sull’esperienza personale diretta non solo legittima, ma una dimensione importante della psiche e della vita umana.
Molte osservazioni raccolte attraverso la Respirazione Olotropica e altri approcci che utilizzano gli stati di coscienza non ordinari
sono tanto radicali da mettere a rischio non soltanto il quadro di riferimento concettuale della psicologia e della psichiatria ufficiali,
ma anche le affermazioni metafisiche della scienza occidentale sulla natura dell’universo e sul rapporto tra coscienza e materia.
Nel Capitolo 3 affrontiamo gli elementi costitutivi fondamentali della Respirazione Olotropica, risalendo fino alle loro radici
nella vita rituale delle culture indigene e nelle pratiche spirituali delle grandi religioni del mondo e di varie tradizioni mistiche.
Esploriamo qui il ruolo chiave che musica e respiro hanno giocato nel corso della storia dell’umanità, come elementi importanti in
varie “tecnologie del sacro” e cerimonie sciamaniche.
In modo analogo, il lavoro sul corpo e il contatto fisico “nutriente” impiegati nella Respirazione Olotropica hanno precedenti
in vari rituali delle culture indigene.
Anche il disegno dei mandala per assistere il processo di integrazione delle esperienze olotropiche ha una lunga storia tra i
rituali delle culture native, nella vita spirituale di antiche civiltà e nelle tradizioni religiose orientali.
Il Capitolo 4 offre un resoconto dettagliato della pratica della Respirazione Olotropica: come creare un setting fisicamente sicuro
e un sistema di supporto interpersonale per i partecipanti, come prepararli alle sedute sul piano teorico e pratico, ma anche come
verificare che non sussistano controindicazioni emotive o fisiche.
Nello stesso capitolo vengono analizzati i principi basilari per condurre sedute di breathwork, il ruolo di chi le accompagna (facilitatori
e sitter, compagni di respirazione) e la natura delle esperienze di Respirazione Olotropica.
Altri argomenti importanti di questo capitolo sono il disegno dei mandala e la strategia per la conduzione del lavoro di gruppo.
Il risultato delle sedute di Respirazione Olotropica dipende in grandissima misura da come viene integrata l’esperienza.
Il Capitolo 5 descrive dunque alcuni aspetti importanti di questo processo: come creare le migliori condizioni possibili perché l’integrazione abbia luogo, che cosa fare per agevolare l’esportazione dell’esperienza nella vita quotidiana, come gestire efficacemente l’interfaccia con la cultura che ci circonda e come condurre i colloqui successivi. Dedichiamo un’attenzione particolare ai vari approcci
terapeutici che, facilitando l’integrazione dell’esperienza olotropica, rappresentano un utile complemento al lavoro sul respiro.                              Tra gli altri, la pratica della Gestalt, il lavoro corporeo, la pittura e la danza espressive, lo psicodramma di Jacob Moreno, il Sand Play
(gioco della sabbia) di Dora Kalff, l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing, la desensibilizzazione e rielaborazione
attraverso i movimenti oculari) di Francine Shapiro, le costellazioni familiari di Bert Hellinger.
La Respirazione Olotropica rappresenta un’innovazione radicale della psicoterapia, che si differenzia in molti modi dagli approcci
convenzionali. Alcune sue caratteristiche, come l’induzione di stati di coscienza non ordinari, l’uso di musica evocativa suonata a volume
elevato, l’espressione di emozioni forti, le intense manifestazioni fisiche e l’intimità del contatto fisico tendono a sollecitare potenti reazioni negli individui che con queste situazioni hanno poca familiarità.
Il Capitolo 6, intitolato “Cimenti e tribolazioni dei facilitatori di Respirazione Olotropica”, racconta di diverse avventure
attraverso le quali siamo passati, e le sfide che abbiamo incontrato conducendo  i seminari  in diverse parti del mondo e in ambienti culturali molto diversi tra loro.
Il Capitolo 7 è dedicato al potenziale terapeutico della Respirazione Olotropica e ai meccanismi di guarigione e di trasformazione
che abbiamo a disposizione negli stati di coscienza non ordinari.
Affrontiamo quindi gli effetti positivi che questo approccio può avere su un’ampia gamma di disagi emotivi e psicosomatici, ma
anche su alcuni disturbi che la teoria medica ufficiale considera strettamente organici. Un altro aspetto importante dell’azione della
Respirazione Olotropica consiste nei suoi effetti sulla personalità, sulla strategia di vita e sulla gerarchia individuale dei valori.
Prendendo come esempio le esperienze di alcuni individui con il patrimonio rituale dei Nativi americani e degli Aborigeni australiani,
mostriamo le potenzialità terapeutiche della Respirazione Olotropica nei confronti delle ferite culturali e dei conflitti storici.
Nel Capitolo 8 esploriamo i meccanismi terapeutici che intervengono nella Respirazione Olotropica.
Questo approccio intensifica fortemente tutti i meccanismi conosciuti delle terapie verbali tradizionali, dall’allentamento dei meccanismi psicologici di difesa al ricordo degli eventi traumatici repressi o rimossi, dalla ricostruzione del passato mediante il lavoro sui sogni o sui sintomi nevrotici agli insight intellettuali ed emotivi, fino all’analisi del transfert.
Inoltre, mettiamo a disposizione un gran numero di processi di guarigione e di trasformazione straordinariamente efficaci e ancora
non riconosciuti dai circoli accademici, come la possibilità di riportare alla luce, in uno spazio di totale regressione, ricordi traumatici,
l’esperienza di rivivere la propria nascita biologica, il ricordo di vite passate, l’incontro con figure archetipiche, le sensazioni di
comunione universale e così via.
Secondo i manuali di fisiologia della respirazione, il respiro accelerato tende a determinare una “sindrome da iperventilazione”,
caratterizzata da tetania di mani e piedi (spasmi muscolari carpopedali), ansia e altre sensazioni di disagio fisico.
Questi sintomi sono generalmente considerati come reazioni fisiologiche obbligate alle alterazioni chimiche indotte dall’iperventilazione.
Nel Capitolo 9, dove descriviamo i cambiamenti fisiologici che si presentano nel corso della Respirazione Olotropica, dimostriamo come questo sia soltanto un mito messo ampiamente in discussione dalle osservazioni eseguite durante le sedute di breathwork, che illustrano semmai come la reazione all’accelerazione del respiro rifletta la storia psicosomatica di chi sta sperimentando la respirazione e copra un ampio spettro di manifestazioni, compresa l’occasionale assenza totale di sintomi fisici, piuttosto che presentarsi in un rigido stereotipo.
Inoltre, i sintomi indotti dal ritmo respiratorio accelerato rappresentano un’opportunità terapeutica, non una patologia. Un interesse
particolare rivestono anche le scoperte sui disagi psicosomatici che gli stati olotropici riescono a portare in superficie; attualmente causa di forte disaccordo tra teorie in conflitto.
L’ultima parte del libro (Capitolo 10) porta l’attenzione sul passato, sul presente e sul futuro della Respirazione olotropica.
Ripercorre la storia di questa pratica fin dalle sue origini presso l’Esalen Institute di Big Sur, in California, e nei suoi primi anni di vita,
quando l’abbiamo presentata in seminari in ogni parte del mondo.
Il resto del capitolo descrive invece come si è evoluta la formazione degli operatori della pratica Olotropica dagli inizi fino a oggi, con più di mille operatori già formati, e qualche altro centinaio in formazione in tutto il mondo.
Dato che il crescente interesse verso la Respirazione Olotropica nei circuiti non professionali e nel pubblico in generale non ha ancora un corrispettivo altrettanto caloroso presso le istituzioni accademiche e tra i medici convenzionali, in questa parte saranno affrontati i motivi di questa resistenza.
Infine, discuteremo i vantaggi e i benefici a disposizione degli operatori capaci di accettare la trasformazione radicale del pensiero
e della pratica terapeutica in una prospettiva Olotropica, quali una comprensione più profonda del disagio emotivo e psicosomatico,
una maggiore efficacia terapeutica in tempi più brevi, la capacità di raggiungere quella parte del pubblico che non risponde
alle forme più convenzionali di terapia, e alcune brillanti intuizioni su temi quali la religione, la politica, l’arte.
L’effetto positivo della Respirazione Olotropica e del lavoro responsabile con gli stati olotropici di coscienza, in generale, comporta qualcosa in più che il sollievo o la risoluzione dei sintomi. Infatti è accompagnato da apertura spirituale, compassione, tolleranza e sensibilità ecologica, oltre che da cambiamenti radicali nella gerarchia dei valori.
Queste trasformazioni non hanno quindi un effetto positivo soltanto per la persona coinvolta, ma anche per la società in generale.
Se avvenissero su una scala sufficientemente ampia, potrebbero accrescere le probabilità di sopravvivenza dell’umanità  all’espansione incontrollata della crisi globale.
Questo libro ha tre appendici.
La prima, “Situazioni e interventi particolari nelle sedute di Respirazione Olotropica”, descrive in dettaglio le sfide che gli operatori possono trovarsi ad affrontare quando assistono un cliente, e il modo migliore per superarle.
La seconda è dedicata invece alle somiglianze e alle differenze tra la Respirazione Olotropica e altre forme di terapia esperienziale
centrate sul respiro, come i vari approcci neoreichiani, il Rebirthing di Leonard Orr, e il Radiance Breathwork di Gay e Kathleen
Hendrick.
La terza appendice, “Disegni e mandala dei partecipanti ai corsi di Respirazione Olotropica”, mostra una serie di disegni creati
dai respiranti in occasione di nostri seminari.
Gli stessi disegni, a colori, si trovano nel sito italiano www.urraonline.com/libri/9788850329090/scheda.
Come abbiamo già visto, questo libro offre una descrizione completa e dettagliata della teoria e della pratica della Respirazione
Olotropica.
Questo comporta un grosso rischio potenziale: può essere facilmente considerato come un manuale pratico di istruzioni capace di fornire al lettore, senza altro supporto, informazioni adeguate per imbarcarsi in un’esplorazione solitaria di sé o, peggio ancora, nella conduzione di sedute di respirazione con qualche cavia. Benché sia molto facile indurre uno stato di coscienza non ordinario, gestire le situazioni che possono emergere durante il lavoro e portare efficacemente a conclusione una seduta richiede un’ampia esperienza degli stati di coscienza non ordinari, propri e altrui.
Per questo insistiamo che chiunque senta il desiderio di sperimentare con la Respirazione Olotropica lo faccia all’interno di seminari condotti da operatori qualificati. Chiunque progetti di condurre sedute con altri, dovrebbe innanzi tutto sottoporsi a una
formazione adeguata, che permetta di sperimentare i diversi ruoli di “respirante” e  “sitter”  (compagno di respirazione, che si prende cura di una persona che sta lavorando con il respiro) e “assistente” (operatore disponibile per tutto il gruppo), sotto la supervisione di
un facilitatore esperto.
Chiunque segua un corso di formazione in Respirazione Olotropica o l’abbia già completato può sempre fare esperienza diretta nel ruolo di assistente (o apprendista) nei seminari condotti da operatori più esperti.
*
Respirazione olotropica, teoria e pratica,Nuove prospettive in terapia e nell’esplorazione del sé
Autori: Stanislav Grof, Christina Grof - Original Copyright © 2010 Stanislav Grof and Christina Grof
Copyright © per l’edizione italiana 2010 Urra – Apogeo s.r.l.
Email: urra@urraonline.com
Sito web: www.urraonline.com
 
A proposito del Grof Transpersonal Training
Il Grof Transpersonal Training (GTT) offre seminari e certificazione in Respirazione Olotropica (Holotropic Breathwork TM ).
I nostri seminari di sei giorni (moduli) sono progettati sia per chi desidera diventare un professionista certificato, sia per chi
vuole sperimentare la Respirazione Olotropica in un seminario prolungato, in associazione con altri temi interessanti.
Può essere molto utile anche a professionisti, quali terapeuti, educatori o sacerdoti, che desiderino estendere le loro capacità professionali.
Il programma di certificazione è un programma di più di seicento ore che si svolge nell’arco di almeno due anni: non esiste invece un limite massimo per portarlo a termine.
I passaggi indispensabili sono sette moduli di sei giorni ciascuno, un corso finale intensivo di due settimane, consulenze individuali, assistenza ai seminari e tirocinio.
Inoltre, chi porta a termine il programma accetta di seguire una serie di Norme Etiche e i Principi della Respirazione Olotropica.
Ciascun modulo di sei giorni è dedicato a un tema pratico e teorico specifico e comprende alcune sedute di Respirazione Olotropica, oltre a esperienze pratiche complementari, come meditazione, danza, arte, cinema, tempo da passare nella natura e rituali.
Gli argomenti dei moduli a tema comprendono : Il potere interiore; La pratica della Respirazione Olotropica; Musica e Trascendenza;
Nuova comprensione dei disturbi emotivi e psicosomatici; Emergenza Spirituale; Approccio Transpersonale all’alcolismo e alle dipendenze; Dimensione psicologica, filosofica e respirazione. , ef altri.
Ogni anno i moduli del GTT vengono svolti in diverse parti del mondo. Hanno avuto luogo negli Stati Uniti e in Argentina, in Australia, in Austria, in Brasile, in Cile, in Danimarca, in Germania, in Italia, in Messico, in Norvegia, in Russia, in Spagna, in Svezia, in Svizzera e nel Regno Unito.
Per un elenco aggiornato delle località e delle date dei corsi, per gli argomenti trattati nei moduli e per una descrizione completa:
• visitate il nostro sito web www.holotropic.com
• mandate una e-mail a gtt@holotropic.com
• telefonate al numero (U.S.): (415) 383-8779)
 
La pratica della respirazione olotropica richiede un processo rigoroso e impegnativo di crescita personale e un’approfondita formazione in psicologia e in altre discipline correlate. Sarebbe altamente disonesto provare a utilizzare questo metodo con gli altri senza prima aver completato il programma di certificazione.
Inoltre, coloro che non si sono certificati attraverso il GTT non possono chiamare il lavoro che svolgono “Respirazione Olotropica”.
Il Grof Transpersonal Training è l’unica organizzazione che certifichi la Respirazione Olotropica.
L’Associazione internazionale per la Respirazione olotropica (Association for Holotropic Breathwork International, AHBI) è un’organizzazione di soci aperta a tutti coloro che sono interessati a esplorare e a sostenere la pratica della Respirazione Olotropica.
L’AHBI lavora per diffondere in tutto il mondo questo Paradigma e la Pratica , per sostenere la pratica dei facilitatori e dei partecipanti, per creare comunicazioni e connessioni con le persone interessate alla Respirazione Olotropica, per promuovere la
consapevolezza e per sostenere la futura ricerca multidisciplinare su questo metodo.
Per avere ulteriori informazioni sulla ricerca clinica attuale, sui prossimi seminari e sui facilitatori presenti nella tua zona, o per parlare con i facilitatori o con altri partecipanti, visitate il sito dell’Associazione Internazionale per la Respirazione Olotropica
(Association for Holotropic Breathwork International)  all’indirizzo  www.ahbi.org.
 
Capitolo 1 –
Le radici storiche della Respirazione olotropica
Sigmund Freud e gli albori della psicologia del profondo
La psicologia umanistica e le terapie esperienziali
L’avvento della terapia psichedelica
Maslow, Sutich e la nascita della psicologia transpersonale
Capitolo 2 –
Fondamenti teorici della Respirazione olotropica
Stati olotropici di coscienza
Dimensioni della psiche umana
Natura e funzione dei disturbi emotivi e psicosomatici
Meccanismi terapeutici efficaci
Strategie di psicoterapia e autoesplorazione
Il ruolo della spiritualità nella vita umana
La natura della realtà: psiche, cosmo e coscienza
Capitolo 3 –
Elementi essenziali della Respirazione olotropica
Il potere terapeutico del respiro
Il potenziale terapeutico della musica
Il lavoro corporeo che facilita il rilascio
Il contatto fisico di sostegno e di nutrimento
Il disegno dei mandala: il potere espressivo dell’arte
Capitolo 4 –
La pratica della Respirazione olotropica
Sedute individuali e di gruppo
Setting e sistema di supporto interpersonale
La preparazione teorica dei partecipanti
Lo screening delle controindicazioni fisiche ed emotive
Istruzioni pratiche per le sedute di respirazione
Preparazione alla seduta ed Esercizio di rilassamento
Conduzione delle sedute di Respirazione olotropica
Lo spettro delle esperienze olotropiche
Il ruolo dei facilitatori
Il disegno dei mandala e il lavoro di gruppo
Capitolo 5 –
Integrazione dell’esperienza e lavoro successivo
Creare le condizioni per un’integrazione ottimale
Facilitare il passaggio alla vita quotidiana
Come condurre i colloqui successivi
I metodi che integrano la Respirazione olotropica
Capitolo 6 –
Cimenti e tribolazioni dei facilitatori
Incontro con la giunta militare a Buenos Aires
In competizione con la mostra dei Dobermann
Sfide culturali per i facilitatori di Respirazione olotropica
Complicazioni tecniche nelle sedute
L’orinatoio, gli squittii dei maialini e i Kleenex in fumo
Prova suprema in un centro australiano
La pratica della Respirazione olotropica in ambienti ostili
Capitolo 7 –
Il potenziale terapeutico
Guarigione del disagio emotivo e psicosomatico
Effetti positivi sulle patologie fisiche
Effetti su personalità, visione del mondo, strategia di vita
Guarigione di ferite culturali e risoluzione di conflitti storici
Capitolo 8 –
I meccanismi terapeutici
Intensificazione dei meccanismi terapeutici convenzionali
Spostamenti dinamici nei sistemi che governano la psiche
Il potenziale terapeutico del processo di morte-rinascita
I meccanismi terapeutici a livello transpersonale
La guarigione intesa come movimento verso la completezza
Capitolo 9 –
Meccanismi fisiologici della Respirazione olotropica
Alterazioni biochimiche e fisiologiche
Respirazione olotropica e sindrome da iperventilazione
Psicodinamica dei disturbi psicosomatici
Capitolo 10 –
Passato, presente e futuro
La formazione dei facilitatori di Respirazione olotropica
La Respirazione olotropica e la comunità accademica
Vantaggi della prospettiva olotropica
Gli stati olotropici di coscienza e l’attuale crisi globale
Appendice 1 –
Situazioni e interventi particolari nelle sedute
L’esperienza del soffocamento e dell’oppressione nel petto
L’esperienza degli spasmi e delle contrazioni muscolari
Problemi relativi ai blocchi genitali e sessuali, e alla nudità
Comportamenti iperattivi, stravaganti e aggressivi
Lavorare con l’energia demoniaca
Eccesso di controllo e incapacità di lasciar andare
Lavorare con la nausea e con l’impulso di vomitare
Stare in piedi e ballare durante le sedute
Rivivere il ricordo della nascita biologica
Appendice 2 –
Respirazione olotropica e altre tecniche
Appendice 3 –
Disegni e mandala dei partecipanti ai corsi di Respirazione olotropica
Bibliografia
Indice analitico
Ringraziamenti e informazioni sul GTT
 
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