 |
| E' in libreria da ottobre 2010
il nuovo libro di Stanislav e Cristina Grof |
| Respirazione olotropica,teoria e
pratica. Nuove prospettive in terapia e
nell’esplorazione del sé |
| di Stanislav e
Cristina Grof
- edizioni Apogeo-Urra |
| titolo in lingua originale |
| “Holotropic Breathwork:A New Approach to Therapy and
Self-Exploration" |
| Grof, Stanislav and
Grof Christina, State University of New York
Press, 2010 |
| |
|
Link alla scheda Libro : www.urraonline.com/libri/9788850329090/scheda. |
| |
| Sotto il link alla scheda disegni a colori del
libro - in formato PDF:
http://www.urraonline.com/2010/libri/9788850329090/allegati/pubblic/2909_insertoColori.pdf |
| |
| Introduzione |
| Questo libro descrive la teoria
e la pratica della Respirazione Olotropica (Holotropic
Breathwork), un nuovo approccio all’autoesplorazionee
alla psicoterapia che abbiamo elaborato insieme intorno
alla metà degli anni Settanta del secolo scorso. |
| La Respirazione
Olotropica unisce e integra elementi di diverse scuole
di psicologia analitica (quali quelle di Freud, Reich,
Jung e Rank) e li arricchisce con le intuizioni della
ricerca moderna sulla coscienza, dell’antropologia,
delle pratiche spirituali orientali e delle tradizioni
mistiche di tutto il mondo (per una spiegazione del
termine olotropico, vedi il Capitolo 2). |
Anche se sono
più di trent’anni che pratichiamo e insegniamo la
Respirazione Olotropica in seminari, conferenze e corsi
di formazione in tutto il mondo, questo volume
rappresenta il primo testo completo sulla teoria e sulla
pratica di questa nuova forma di psicoterapia e di
auto-esplorazione.
Il libro si apre con una sintesi delle radici storiche
della Respirazione Olotropica.
Nel Capitolo 1
viene riconosciuta l’influenza dell’innovativo lavoro di
Sigmund Freud, fondatore della psicoanalisi ;e dei suoi seguaci, che hanno indicato nuove vie per la
comprensione
della psiche umana.
Ma la Respirazione Olotropica
condivide anche alcuni elementi con gli approcci
terapeutici esperienziali
comparsi sulla scena della psicologia umanistica intorno
agli anni
Sessanta. |
La scoperta dei
potenti effetti psicoattivi dell’LSD e la nostra
esperienza con la terapia psichedelica ci hanno poi
offerto
la possibilità di elaborare una mappa dei profondi
recessi della psiche e di apprezzare il significativo
potenziale terapeutico degli stati
di coscienza non ordinari. Il capitolo si chiude con la
descrizione delle origini della psicologia
transpersonale, la disciplina che rappresenta la base
teorica della Respirazione Olotropica.
Nel Capitolo 2
parliamo di come il lavoro con gli stati di coscienza
non ordinari ha modificato la nostra comprensione della
natura della coscienza e della psiche umana in salute e
in malattia. |
Questa Psicologia del futuro (S. Grof,
2000; edizione italiana 2002), necessaria per la pratica
della Respirazione olotropica, evidenzia
un’estesa mappa della psiche che, a differenza del
modello utilizzato dalla psicologia accademica, non si
limita alla biografia di una
persona dalla nascita in poi e all’inconscio individuale
freudiano, ma comprende due importanti livelli
aggiuntivi: quello perinatale
(collegato alla memoria della nascita biologica) e
quello transpersonale (ovvero l’inconscio collettivo
archetipico e storico).
In base a questa nuova comprensione dell’architettura
della psicopatologia, le radici dei disturbi emotivi e
psicosomatici non nascono soltanto nell’infanzia e nella
preadolescenza, ma affondano profondamente in questi
altri due livelli dell’inconscio, precedentemente non
riconosciuti.
Questa scoperta, apparentemente scoraggiante, è
controbilanciata da quella dei nuovi potenti meccanismi
terapeutici che
abbiamo a disposizione sui livelli perinatali e
transpersonali della psiche negli stati di coscienza non
ordinari. |
Le nuove scoperte sulle strategie di
terapia e auto-esplorazione rappresentano probabilmente
l’innovazione più radicale della psicologia
contemporanea. La presenza di una vasta gamma di scuole
di psicoterapia, e la straordinaria mancanza di accordo
sui principi
teorici e pratici che le contraddistingue, riflettono
l’errore strategico che tutte, a eccezione dell’analisi
junghiana, condividono: il
tentativo di ottenere una comprensione intellettuale di
come opera la psiche, e di sviluppare su di essa una
tecnica che renda possibile
correggerne il funzionamento. Il lavoro con gli stati di
coscienza non ordinari offre invece un’alternativa
radicale che semplifica
enormemente il processo terapeutico.
Questi stati mobilitano infatti un “radar interno”
capace di identificare automaticamente il materiale
emotivamente carico e di portarlo a livello di coscienza
per poterlo elaborare. Il terapeuta non è un agente
attivo di questo processo, ma un “compagno di avventura”
che sostiene con intelligenza ciò che avviene. |
| Una parte significativa del
Capitolo
2 è dedicata al problema della spiritualità e della
religione. |
| Laddove gli psichiatri e gli
psicologi convenzionali sottoscrivono una visione del
mondo materialista e monistica, priva di aperture alla
religione o alla spiritualità, gli operatori di
Respirazione Olotropica si rifanno, nel loro lavoro,
alla psicologia transpersonale, una disciplina che
considera la spiritualità basata sull’esperienza
personale diretta non solo legittima, ma una dimensione
importante della psiche e della vita umana. |
Molte osservazioni raccolte
attraverso la Respirazione Olotropica e altri approcci
che utilizzano gli stati di coscienza non ordinari
sono tanto radicali da mettere a rischio non soltanto il
quadro di riferimento concettuale della psicologia e
della psichiatria ufficiali,
ma anche le affermazioni metafisiche della scienza
occidentale sulla natura dell’universo e sul rapporto
tra coscienza e materia. |
Nel Capitolo 3
affrontiamo gli elementi costitutivi fondamentali della
Respirazione Olotropica, risalendo fino alle loro radici
nella vita rituale delle culture indigene e nelle
pratiche spirituali delle grandi religioni del mondo e
di varie tradizioni mistiche.
Esploriamo qui il ruolo chiave che musica e respiro
hanno giocato nel corso della storia dell’umanità, come
elementi importanti in
varie “tecnologie del sacro” e cerimonie sciamaniche.
In modo analogo, il lavoro sul corpo e il contatto
fisico “nutriente” impiegati nella Respirazione
Olotropica hanno precedenti
in vari rituali delle culture indigene.
Anche il disegno dei mandala per assistere il processo
di integrazione delle esperienze olotropiche ha una
lunga storia tra i
rituali delle culture native, nella vita spirituale di
antiche civiltà e nelle tradizioni religiose orientali. |
Il Capitolo 4
offre un resoconto dettagliato della pratica della
Respirazione Olotropica: come creare un setting
fisicamente sicuro
e un sistema di supporto interpersonale per i
partecipanti, come prepararli alle sedute sul piano
teorico e pratico, ma anche come
verificare che non sussistano controindicazioni emotive
o fisiche.
Nello stesso capitolo vengono analizzati i principi
basilari per condurre sedute di breathwork, il ruolo di
chi le accompagna (facilitatori
e sitter, compagni di respirazione) e la natura delle
esperienze di Respirazione Olotropica.
Altri argomenti importanti di questo capitolo sono il
disegno dei mandala e la strategia per la conduzione del
lavoro di gruppo.
Il risultato delle sedute di Respirazione Olotropica
dipende in grandissima misura da come viene integrata
l’esperienza. |
Il Capitolo 5
descrive dunque alcuni aspetti importanti di questo
processo: come creare le migliori condizioni possibili
perché l’integrazione abbia luogo, che cosa fare per
agevolare l’esportazione dell’esperienza nella vita
quotidiana, come gestire efficacemente l’interfaccia con
la cultura che ci circonda e come condurre i colloqui
successivi. Dedichiamo un’attenzione particolare ai vari
approcci
terapeutici che, facilitando l’integrazione
dell’esperienza olotropica, rappresentano un utile
complemento al lavoro sul respiro. Tra gli altri, la pratica della Gestalt, il lavoro
corporeo, la pittura e la danza espressive, lo
psicodramma di Jacob Moreno, il Sand Play
(gioco della sabbia) di Dora Kalff, l’EMDR (Eye Movement
Desensitization and Reprocessing, la desensibilizzazione
e rielaborazione
attraverso i movimenti oculari) di Francine Shapiro, le
costellazioni familiari di Bert Hellinger. |
La Respirazione Olotropica
rappresenta un’innovazione radicale della psicoterapia,
che si differenzia in molti modi dagli approcci
convenzionali. Alcune sue caratteristiche, come
l’induzione di stati di coscienza non ordinari, l’uso di
musica evocativa suonata a volume
elevato, l’espressione di emozioni forti, le intense
manifestazioni fisiche e l’intimità del contatto fisico
tendono a sollecitare potenti reazioni negli individui
che con queste situazioni hanno poca familiarità. |
Il Capitolo 6,
intitolato “Cimenti e tribolazioni dei facilitatori di
Respirazione Olotropica”, racconta di diverse
avventure
attraverso le quali siamo passati, e le sfide che
abbiamo incontrato conducendo i seminari in diverse parti
del mondo e in ambienti culturali molto diversi tra
loro. |
Il
Capitolo 7 è dedicato al potenziale terapeutico
della Respirazione Olotropica e ai meccanismi di
guarigione e di trasformazione
che abbiamo a disposizione negli stati di coscienza non
ordinari.
Affrontiamo quindi gli effetti positivi che questo
approccio può avere su un’ampia gamma di disagi emotivi
e psicosomatici, ma
anche su alcuni disturbi che la teoria medica ufficiale
considera strettamente organici. Un altro aspetto
importante dell’azione della
Respirazione Olotropica consiste nei suoi effetti sulla
personalità, sulla strategia di vita e sulla gerarchia
individuale dei valori.
Prendendo come esempio le esperienze di alcuni individui
con il patrimonio rituale dei Nativi americani e degli
Aborigeni australiani,
mostriamo le potenzialità terapeutiche della
Respirazione Olotropica nei confronti delle ferite
culturali e dei conflitti storici. |
| Nel Capitolo 8
esploriamo i meccanismi terapeutici che intervengono
nella Respirazione Olotropica. |
Questo approccio
intensifica fortemente tutti i meccanismi conosciuti
delle terapie verbali tradizionali, dall’allentamento
dei meccanismi psicologici di difesa al ricordo degli
eventi traumatici repressi o rimossi, dalla
ricostruzione del passato mediante il lavoro sui sogni o
sui sintomi nevrotici agli insight intellettuali ed
emotivi, fino all’analisi del transfert.
Inoltre, mettiamo a disposizione un gran numero di
processi di guarigione e di trasformazione
straordinariamente efficaci e ancora
non riconosciuti dai circoli accademici, come la
possibilità di riportare alla luce, in uno spazio di
totale regressione, ricordi traumatici,
l’esperienza di rivivere la propria nascita biologica,
il ricordo di vite passate, l’incontro con figure
archetipiche, le sensazioni di
comunione universale e così via.
Secondo i manuali di fisiologia della respirazione, il
respiro accelerato tende a determinare una “sindrome da
iperventilazione”,
caratterizzata da tetania di mani e piedi (spasmi
muscolari carpopedali), ansia e altre sensazioni di
disagio fisico.
Questi sintomi sono generalmente considerati come
reazioni fisiologiche obbligate alle alterazioni
chimiche indotte dall’iperventilazione. |
Nel
Capitolo 9, dove descriviamo i cambiamenti
fisiologici che si presentano nel corso della
Respirazione Olotropica, dimostriamo come questo sia
soltanto un mito messo ampiamente in discussione dalle
osservazioni eseguite durante le sedute di breathwork,
che illustrano semmai come la reazione all’accelerazione
del respiro rifletta la storia psicosomatica di chi sta
sperimentando la respirazione e copra un ampio spettro
di manifestazioni, compresa l’occasionale assenza totale
di sintomi fisici, piuttosto che presentarsi in un
rigido stereotipo.
Inoltre, i sintomi indotti dal ritmo respiratorio
accelerato rappresentano un’opportunità terapeutica, non
una patologia. Un interesse
particolare rivestono anche le scoperte sui disagi
psicosomatici che gli stati olotropici riescono a
portare in superficie;
attualmente causa di forte disaccordo tra teorie in
conflitto. |
L’ultima parte del libro (Capitolo 10) porta
l’attenzione sul passato, sul presente e sul futuro
della Respirazione olotropica.
Ripercorre la storia di questa pratica fin dalle sue
origini presso l’Esalen Institute di Big Sur, in
California, e nei suoi primi anni di vita,
quando l’abbiamo presentata in seminari in ogni parte
del mondo.
Il resto del capitolo descrive invece come si è evoluta
la formazione degli operatori della pratica Olotropica dagli inizi
fino a oggi, con più di
mille operatori già formati, e qualche altro centinaio
in formazione in tutto il mondo. |
Dato che il crescente
interesse verso la Respirazione Olotropica nei circuiti
non professionali e nel pubblico in generale non ha
ancora un corrispettivo altrettanto caloroso presso le istituzioni
accademiche e tra i medici convenzionali, in questa
parte saranno affrontati i motivi di questa resistenza.
Infine, discuteremo i vantaggi e i benefici a
disposizione degli operatori capaci di accettare la
trasformazione radicale del pensiero
e della pratica terapeutica in una prospettiva
Olotropica, quali una comprensione più profonda del
disagio emotivo e psicosomatico,
una maggiore efficacia terapeutica in tempi più brevi,
la capacità di raggiungere quella parte del pubblico che
non risponde
alle forme più convenzionali di terapia, e alcune
brillanti intuizioni su temi quali la religione, la
politica, l’arte. |
L’effetto positivo della Respirazione Olotropica e del lavoro responsabile con gli stati
olotropici di coscienza, in generale, comporta qualcosa
in più che il sollievo o la risoluzione dei sintomi.
Infatti è accompagnato da apertura spirituale,
compassione, tolleranza e sensibilità ecologica, oltre
che da cambiamenti radicali nella gerarchia dei valori.
Queste trasformazioni non hanno quindi un effetto
positivo soltanto per la persona coinvolta, ma anche per
la società in generale.
Se avvenissero su una scala sufficientemente ampia,
potrebbero accrescere le probabilità di sopravvivenza
dell’umanità all’espansione incontrollata della crisi
globale. |
| Questo libro ha tre appendici. |
La prima, “Situazioni e
interventi particolari nelle sedute di Respirazione
Olotropica”, descrive in dettaglio le sfide che gli
operatori possono trovarsi ad affrontare quando
assistono un cliente, e il modo migliore per superarle.
La seconda è dedicata
invece alle somiglianze e alle differenze tra la
Respirazione Olotropica e altre forme di terapia
esperienziale
centrate sul respiro, come i vari approcci neoreichiani,
il Rebirthing di Leonard Orr, e il Radiance Breathwork
di Gay e Kathleen
Hendrick. |
La terza appendice,
“Disegni e mandala dei partecipanti ai corsi di
Respirazione Olotropica”, mostra una serie di disegni
creati
dai respiranti in occasione di nostri seminari.
Gli stessi disegni, a colori, si trovano nel sito
italiano
www.urraonline.com/libri/9788850329090/scheda.
Come abbiamo già visto, questo libro offre una
descrizione completa e dettagliata della teoria e della
pratica della Respirazione
Olotropica. |
| Questo comporta un grosso rischio potenziale: può
essere facilmente considerato come un manuale pratico di
istruzioni
capace di fornire al lettore, senza altro supporto,
informazioni adeguate per imbarcarsi in un’esplorazione
solitaria di sé o, peggio
ancora, nella conduzione di sedute di respirazione con
qualche cavia. Benché sia molto facile indurre uno stato
di coscienza
non ordinario, gestire le situazioni che possono
emergere durante il lavoro e portare efficacemente a
conclusione una seduta richiede
un’ampia esperienza degli stati di coscienza non
ordinari, propri e altrui. |
Per questo insistiamo che chiunque senta il
desiderio di sperimentare con la Respirazione Olotropica
lo faccia all’interno
di seminari condotti da operatori qualificati. Chiunque
progetti di condurre sedute con altri, dovrebbe innanzi
tutto sottoporsi a una
formazione adeguata, che permetta di sperimentare i
diversi ruoli di “respirante” e “sitter” (compagno di
respirazione, che si prende cura di una persona che sta
lavorando con il respiro) e “assistente” (operatore
disponibile per tutto il gruppo), sotto la supervisione
di
un facilitatore esperto. |
| Chiunque segua un corso di formazione in
Respirazione Olotropica o l’abbia già completato può
sempre fare esperienza diretta nel ruolo di assistente
(o apprendista) nei seminari condotti da operatori più
esperti. |
| * |
Respirazione olotropica, teoria e pratica,Nuove
prospettive in terapia e nell’esplorazione del sé
Autori: Stanislav Grof, Christina Grof - Original
Copyright © 2010 Stanislav Grof and Christina Grof
Copyright © per l’edizione italiana 2010 Urra – Apogeo
s.r.l.
Email: urra@urraonline.com
Sito web:
www.urraonline.com |
| |
| A proposito del Grof Transpersonal
Training |
Il Grof Transpersonal Training (GTT) offre seminari
e certificazione in Respirazione Olotropica (Holotropic
Breathwork TM ).
I nostri seminari di sei giorni (moduli)
sono progettati sia per chi desidera diventare un
professionista certificato, sia per chi
vuole sperimentare la Respirazione Olotropica in un
seminario prolungato, in associazione con altri temi
interessanti.
Può essere molto utile anche a
professionisti, quali terapeuti, educatori o sacerdoti,
che desiderino estendere le loro capacità professionali.
Il programma di certificazione è un programma di più di
seicento ore che si svolge nell’arco di almeno due anni:
non esiste invece un limite massimo per portarlo a
termine. |
I passaggi indispensabili sono sette moduli di sei
giorni ciascuno, un corso finale intensivo di due
settimane, consulenze individuali, assistenza ai seminari e
tirocinio.
Inoltre, chi porta a termine il programma
accetta di seguire una serie di
Norme Etiche e i
Principi
della Respirazione Olotropica. |
Ciascun modulo di sei giorni è dedicato a un tema
pratico e teorico specifico e comprende alcune sedute di
Respirazione Olotropica, oltre a esperienze pratiche
complementari, come meditazione, danza, arte, cinema,
tempo da passare nella natura e rituali.
Gli argomenti
dei moduli a tema comprendono : Il potere interiore; La pratica della Respirazione
Olotropica; Musica e Trascendenza; |
| Nuova comprensione dei disturbi emotivi e
psicosomatici; Emergenza Spirituale; Approccio Transpersonale all’alcolismo e alle dipendenze;
Dimensione psicologica, filosofica e respirazione. , ef
altri. |
Ogni anno i moduli del GTT vengono svolti in diverse
parti del mondo. Hanno avuto luogo negli Stati Uniti e
in Argentina, in Australia, in Austria, in Brasile, in
Cile, in Danimarca, in Germania, in Italia, in Messico,
in Norvegia, in Russia, in Spagna, in Svezia, in
Svizzera e nel Regno Unito.
Per un elenco aggiornato
delle località e delle date dei corsi, per gli argomenti
trattati nei moduli e per una descrizione completa:
• visitate il nostro sito web www.holotropic.com
• mandate una e-mail a gtt@holotropic.com
• telefonate al numero (U.S.): (415) 383-8779) |
| |
La pratica della respirazione olotropica richiede un
processo rigoroso e impegnativo di crescita personale e
un’approfondita formazione in psicologia e in altre
discipline correlate. Sarebbe altamente disonesto
provare a utilizzare questo metodo con gli altri
senza prima aver completato il programma di
certificazione.
Inoltre, coloro che non si sono certificati attraverso
il GTT non possono chiamare il lavoro che svolgono
“Respirazione Olotropica”.
Il Grof Transpersonal
Training è l’unica organizzazione che certifichi
la Respirazione Olotropica.
L’Associazione internazionale per la Respirazione
olotropica (Association for Holotropic Breathwork
International, AHBI) è un’organizzazione di soci aperta
a tutti coloro che sono interessati a esplorare e a
sostenere la pratica della Respirazione Olotropica. |
L’AHBI lavora per diffondere in tutto il mondo
questo Paradigma e la Pratica , per sostenere la
pratica dei facilitatori e dei partecipanti, per creare
comunicazioni e connessioni con le persone interessate
alla Respirazione Olotropica, per promuovere la
consapevolezza e per
sostenere la futura ricerca multidisciplinare su questo
metodo.
Per avere ulteriori informazioni sulla ricerca clinica
attuale, sui prossimi seminari e sui facilitatori
presenti nella tua zona, o per parlare con i
facilitatori o con altri partecipanti, visitate il sito
dell’Associazione Internazionale per la Respirazione Olotropica
(Association for Holotropic Breathwork International)
all’indirizzo www.ahbi.org. |
| |
 |
Capitolo 1 –
Le radici storiche della Respirazione olotropica
Sigmund Freud e gli albori della psicologia del profondo
La psicologia umanistica e le terapie esperienziali
L’avvento della terapia psichedelica
Maslow, Sutich e la nascita della psicologia
transpersonale
Capitolo 2 –
Fondamenti teorici della Respirazione olotropica
Stati olotropici di coscienza
Dimensioni della psiche umana
Natura e funzione dei disturbi emotivi e psicosomatici
Meccanismi terapeutici efficaci
Strategie di psicoterapia e autoesplorazione
Il ruolo della spiritualità nella vita umana
La natura della realtà: psiche, cosmo e coscienza
Capitolo 3 –
Elementi essenziali della Respirazione olotropica
Il potere terapeutico del respiro
Il potenziale terapeutico della musica
Il lavoro corporeo che facilita il rilascio
Il contatto fisico di sostegno e di nutrimento
Il disegno dei mandala: il potere espressivo dell’arte
Capitolo 4 –
La pratica della Respirazione olotropica
Sedute individuali e di gruppo
Setting e sistema di supporto interpersonale
La preparazione teorica dei partecipanti
Lo screening delle controindicazioni fisiche ed emotive
Istruzioni pratiche per le sedute di respirazione
Preparazione alla seduta ed Esercizio di rilassamento
Conduzione delle sedute di Respirazione olotropica
Lo spettro delle esperienze olotropiche
Il ruolo dei facilitatori
Il disegno dei mandala e il lavoro di gruppo
Capitolo 5 –
Integrazione dell’esperienza e lavoro successivo
Creare le condizioni per un’integrazione ottimale
Facilitare il passaggio alla vita quotidiana
Come condurre i colloqui successivi
I metodi che integrano la Respirazione olotropica |
Capitolo 6 –
Cimenti e tribolazioni dei facilitatori
Incontro con la giunta militare a Buenos Aires
In competizione con la mostra dei Dobermann
Sfide culturali per i facilitatori di Respirazione
olotropica
Complicazioni tecniche nelle sedute
L’orinatoio, gli squittii dei maialini e i Kleenex in
fumo
Prova suprema in un centro australiano
La pratica della Respirazione olotropica in ambienti
ostili
Capitolo 7 –
Il potenziale terapeutico
Guarigione del disagio emotivo e psicosomatico
Effetti positivi sulle patologie fisiche
Effetti su personalità, visione del mondo, strategia di
vita
Guarigione di ferite culturali e risoluzione di
conflitti storici
Capitolo 8 –
I meccanismi terapeutici
Intensificazione dei meccanismi terapeutici
convenzionali
Spostamenti dinamici nei sistemi che governano la psiche
Il potenziale terapeutico del processo di
morte-rinascita
I meccanismi terapeutici a livello transpersonale
La guarigione intesa come movimento verso la completezza
Capitolo 9 –
Meccanismi fisiologici della Respirazione olotropica
Alterazioni biochimiche e fisiologiche
Respirazione olotropica e sindrome da iperventilazione
Psicodinamica dei disturbi psicosomatici
Capitolo 10 –
Passato, presente e futuro
La formazione dei facilitatori di Respirazione
olotropica
La Respirazione olotropica e la comunità accademica
Vantaggi della prospettiva olotropica
Gli stati olotropici di coscienza e l’attuale crisi
globale
Appendice 1 –
Situazioni e interventi particolari nelle sedute
L’esperienza del soffocamento e dell’oppressione nel
petto
L’esperienza degli spasmi e delle contrazioni muscolari
Problemi relativi ai blocchi genitali e sessuali, e alla
nudità
Comportamenti iperattivi, stravaganti e aggressivi
Lavorare con l’energia demoniaca
Eccesso di controllo e incapacità di lasciar andare
Lavorare con la nausea e con l’impulso di vomitare
Stare in piedi e ballare durante le sedute
Rivivere il ricordo della nascita biologica
Appendice 2 –
Respirazione olotropica e altre tecniche
Appendice 3 –
Disegni e mandala dei partecipanti ai corsi di
Respirazione olotropica
Bibliografia
Indice analitico
Ringraziamenti e informazioni sul GTT |
| |