oloazzurra
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1 PARTE
PSICOSI E SOCIETA' UNAMA  ( Una prospettiva storica. )
di Stanislav Grof
 
“I grandi progressi compiuti nel campo dell'anatomia cerebrale e fisiologia patologica, è in generale un preconcetto a favore della scienza naturale,ci hanno insegnato a cercare, sempre e ovunque, cause materiali, e ad essere contenti una volta che le abbiamo trovate. L’antica spiegazione metafisica della Natura è stata screditata a causa dei suoi molteplici errori,
tanto che il suo valore del punto di vista psicologico è andato perduto.
C.G.Jung: Sul Problema della Psicogenesi nelle Malattie Mentali
 
“Soffro del tipo di pazzia di cui parlava Socrate, una liberazione divina dell'anima dal giogo del costume e della convenzione.     
  Mi rifiuto di essere ancora intimidito dalla realtà. Dopo tutto, cos'è la realtà? Nient’altro che una impressione  collettiva.”
Lily Tomlin in La Ricerca dei Segni di Vita Intelligente nell'Universo di Jane Wagner.
 
divisorio
Il concetto di emergenza spirituale è in conflitto con i concetti teorici e le strategie cliniche che dominano la psichiatria contemporanea. Una forte dipendenza dal modello medico e la preferenza per spiegazioni biologiche che caratterizzano le pratiche psichiatriche di oggi,comporta una tendenza al trattamento di disordini emozionali, in generale, e altri più seri, come malattie.
Il ruolo dei fattori psicologici è riconosciuto in certi domini limitati e chiaramente definiti, come le nevrosi, disordini psicosomatici, e l'”effetto Placebo”- l'influenza terapeutica spesso sorprendente di medicazioni farmacologiche inattive. Spiegazioni psicologiche delle psicosi sono discusse in testi psichiatrici, più o meno come curiosità storiche.

Nella pratica clinica quotidiana della maggior parte degli psichiatri. il modello medico e' prevalente; i casi in cui si utilizza un approccio psicoterapeutico nell'affrontare i disordini emotivi acuti sono eccezioni rare.
E l'enfasi sulla dimensione spirituale della psiche umana, così cruciale per l'idea di emergenza spirituale, è aliena al tradizionale pensare psichiatrico.   I concetti e le pratiche attuali che dominano la psichiatria moderna, così come le loro limitazioni e le controversie che li circondano, possono essere pienamente compresi solo alla luce dell'intera storia delle visioni evolutive che concernono esperienze e comportamenti umani inusuali.
Con questo in mente, mi piacerebbe esplorare gli approcci a disordini mentali gravi da una prospettiva storica e multiculturale.
 
1. L'alba della psichiatria:
Metafisica e Scienza nelle Culture Antiche.
Riferimenti ai disordini psichiatrici incluse le psicosi possono essere trovate nel mondo della letteratura fin dall'antichità. Vivide descrizioni di vari stati appartenenti a questa categoria esistono in Cina, India, Mesopotamia, come in varie culture dell'area Mediterranea. Durante questi tempi, l'opinione prevalente era che queste condizioni erano causate da possessioni da parte di spiriti cattivi e demoni oppure erano la rappresentazione di una meritata punizione divina. Il rispettivo trattamento era poi l’esorcismo o appello alla divinità punitrice combinato con regali e offerte appropriate. La terapia era eseguita primariamente dai sacerdoti.
Mentre un tale comprensione metafisica certamente prevalse nelle culture antiche, spesso coesisteva con le interpretazioni che possono essere viste come precursori del pensiero scientifico. Anche parte delle procedure del trattamento e rimedi naturalistici possono essere capiti in termini scientifici. Parte di loro è addirittura servita come diretta ispirazione per la terapia moderna, come ad esempio le ricche farmacopee dell'antichità.
 
India.
Tra le descrizioni di malattie trovate nell'Atharveda, una delle antiche scritture Hindu, vi sono varie forme di pazzia. Questo Veda inoltre prevede il ricorso agli Dei, prescrizioni per l'esorcismo dei demoni, e delinea rituali magici appropriati  per varie condizioni. Comunque i Bramini Indiani usavano anche l'esposizione delle persone mentalmente ammalate a cobra con denti estratti per dissipare la condizione psicotica attraverso la paura travolgente. Loro inscenavano per lo stesso scopo finti attacchi di elefanti allenati a fermarsi all'ultimo momento, oppure sorprendevano la persona disturbata mentalmente con un'improvvisa caduta in acqua fredda.
Lo psicodramma terapeutico pianificato per persone importanti implicava manovre estremamente complicate come l'arresto da guardie reali, sentenze di morte, e il“perdono”da parte del re all'ultimo minuto.

L'efficacia di queste procedure possono essere considerate come precursori delle“terapie da shock”, che dominarono la psichiatria moderna fino alla rivoluzione psicofarmacologica negli anni '50. Hanno anche un senso alla luce delle osservazioni delle psicoterapie sperimentali, indicando che il confronto con la morte, in questo caso messo in scena dal proprio'inconscio, ha profondi effetti terapeutici.
Ma le strategie di trattamento nell'India antica non erano limitate ai sopracitati mezzi psicologici; essi includono anche una straordinaria farmacopea.
Tra le molte erbe medicinali, due meritano una particolare un'attenzione . Una pianta con proprietà psichedeliche, la cui identità fu persa nel corso del tempo, ricevette molta attenzione nel  RigVeda e era considerata così potente che le  fu dato il nome di un dio: Soma.
La pianta Ayurvedica  Rauwolfia Serpentina usata per i trattamenti dell'insanità mentale, una delle 500 erbe menzionate nell'antico Charaka Samhita, divenne fonte di reserpine, un importante prototipo di un sedativo moderno.
 
Cina.
Similarmente, nell'antica Cina, il capire le malattie, fisiche e mentali, era basato sulla credenza in dei e demoni come cause effettive. Testi graffiti su ossa oracolari del periodo Shang (1766-1122 a.C.) sono esempi che indicando che il rifugio dalla sofferenza è stato cercato nella magia e nell'esorcismo. Statuette di argilla del tempo della dinastia Han, che governò la Cina durante i secoli intorno alla nascita di Cristo, rappresentano sciamani che erano creduti essere in possesso di poteri capaci di combattere le malattie mentali.
Questa tradizione coesistette con pratiche naturalistiche, che rappresentavano un'unica e molto originale insieme di metafisica e invenzioni concrete pragmaticamente corrette. Le origini della medicina tradizionale cinese possono essere rintracciate molto più lontano nella storia. La visione del mondo e la via di pensiero che caratterizza questo sistema di guarigione sono molto diversi da ,e incompatibili con la filosofia delle scienze occidentali.
Il suo approccio era olistico e enfatizzava i disturbi del flusso di energia nel corpo sottolineando i problemi fisici e mentali, piuttosto che la patologia di organi individuali. Per questa ragione la medicina cinese non distingueva chiaramente tra malattie fisiche e mentali: erano considerati essere diverse manifestazioni di disturbi dell'equilibrio energetico.

La filosofia alla base della medicina tradizionale in Cina vedeva l'universo come un'interazione complessa di cinque elementi o principi cosmici: fuoco, terra, metallo, acqua e legno. Questi governavano vari eventi nel macrocosmo, così come il funzionamento del corpo e della mente umana. Mappe elaborate erano usate per rappresentare un sistema di meridiani, o di canali per il flusso del Chi, o sottile energia cosmica, che attraversa il corpo. In ultima analisi, comunque, gli elementi e il Chi erano solo manifestazioni specifiche di un principio universale trascendente, il Tao, e i suoi polari componenti, yin e yang.

Oltre a un'elaborata farmacopea, i medici Cinesi usavano l'agopuntura – applicazione di aghi freddi o caldi in vari punti giacenti sui meridiani del corpo – per aprire il flusso di energia e ristabilire l'equilibrio dinamico. La scelta dei punti dell'agopuntura non era specifica per malattie nel senso occidentale, ma era basata sui risultati di una procedura diagnostica valutando la situazione energetica generale.
Comunque, esistevano certi punti specifici per l'agopuntura che si credeva restituissero l'equilibrio emozionale dei pazienti severamente disturbati. Il valore pragmatico dell'agopuntura è stato confermato nei tempi moderni, anche se le ragioni della sua efficacia rimangono incomprensibili per il punto di vista scientifico occidentale
 
Egitto e Mesopotamia.
Gli antichi egizi credevano anch'essi che malattie e insanita mentali fossero il risultato di attacchi da parte di demoni cattivi e spiriti. I metodi di guarigione usati dai preti – guaritori, consistevano in rituali magici e religiosi con lo scopo di espellere le entità malevoli che avevano causato tali condizioni. Incantamenti, preghiere e sacrificio erano gli strumenti terapeutici più importanti del tempo.
Un'importante istituzione nell'antico Egitto erano le procedure conosciute come misteri del tempio; il più famoso fra questi era li mistero della morte – rinascita associato ai nomi si Iside e Osiride. Anche se il loro scopo era primariamente la trasformazione spirituale, i loro effetti benefici includevano anche la guarigione emozionale e psicosomatica.

Come in India e Cina, l'Egitto aveva ricche farmacopee con molte piante i quali effetti sono stati validati dalla scienza moderna. Specialmente significativo tra loro era il Papavero, che veniva utilizzato per l'oppio – inducendo sonno terapeutico. È interessante menzionare in questo contesto che il trattamento della depressione con tinture d'oppio apparteneva alle pratiche popolari della psichiatria europea durante le prime decadi del ventesimo secolo. Le culture mesopotamiche, Assiro-Babilonese, rassomigliavano all'Egitto nel praticare mescolanze curative metafisiche e naturalistiche.
 
Grecia e Roma.
Nell'antica Grecia, la culla della civiltà moderna, la situazione riguardo ai disordini emozionali era particolarmente interessante e complessa. La letteratura greca abbonda in descrizioni, artistiche e scientifiche, di varie forme di insanita  e scene rappresentanti squilibri mentali sono raffigurate su antichi vasi . Il concetto popolare di“pazzia”implicava la credenza in causalità soprannaturale, in particolare la possessione da parte delle terrificanti dee Mania e Lyssa, inviate dalle altre divinità irate.
In aggiunta, la dea Artemide si diceva infliggesse disordini mentali e nervosi , un ruolo simile era anche attribuito agli Dei infernali che erano considerati responsabili della pazzia, isteria, epilessia e varie nevrosi.
Gli dei comunicavano frequentemente con i mortali attraverso oracoli, sogni e visioni. Il trattamento basato su queste credenze era naturalmente la preghiera alle divinità appropriate, supportata da doni e offerte.
La situazione sopracitata è in netto contrasto con il fatto che gli stessi antichi Greci generarono una grande conoscenza di rilevanza scientifica ed è spesso riferita come la culla della moderna medicina razionale e psichiatria.
Questo concetto non è molto accurato storicamente, dato che ignora il fatto che le pratiche medicinali naturalistiche sono esistite in molte antiche culture precedenti e che i Greci ereditarono molto da Babilonia ed Egitto, ed addirittura dall'India, dalla Cina e Tibet.
Comunque è indiscutibile che il primo sforzo sistematico per formulare i principi della comprensione medica dei disordini mentali fu fatto in Grecia.
Già nel 5° secolo a.C., i Greci fecero i primi tentativi per sviluppare un approccio alle scienze naturali che marcarono l'inizio della psichiatria biologica. A questo tempo, i filosofi Pre-Socratici e i fisiologi Alcmeone di Crotone condusse le prime autopsie e concluse che il sito della ragione e dell'anima era il cervello.
Nel 4° secolo a.C., il famoso fisico greco Ippocrate formulò una teoria secondo la quale il corpo mano conteneva quattro fluidi di base o“umori”- sangue (sanguis), bile gialla (cholon), bile nera (melancholon) e phlegma.
Egli suggerì che essi giocano un importante ruolo nel determinare il temperamento e che lo squilibrio tra di essi era causa di malattie incluse le aberrazioni mentali.
Ippocrate inoltre iniziò l'uso terapeutico di emetici, lassativi e salasso (venepuncture), procedure che costituivano molti trattamenti psichiatrici attraverso tutto il Medioevo. Due secoli dopo, un altro rinomato fisico, Asklepiade dall'Asia Minore, aggiunse a questa triade: idroterapia, dieta ed esercizio fisico insieme alla terapia occupazionale e musicale.
Il genio Greco diede anche contributi di valore alla comprensione psicologica della mente e delle malattie mentali che non avevano perso la loro rilevanza anche nei tempi moderni e sono state riscoperte dagli psicologi contemporanei. La comprensione Greca dei sogni e del lavoro con essi è precedente a Freud di millenni e addirittura Artemidoro da Daldianus includeva l'uso di associazioni libere.
 La discussione di Platone sui quattro tipi di pazzia che egli attribuiva alla possessione da parte di divinità (o nella terminologia di Jung da archetipi dell'essere)- rituale, poetica, erotica e profetica – sono di grande interesse per i moderni studenti di psicosi.
Una speciale forma di trattamento che era molto popolare nella Grecia antica era il tempio del sonno o“incubazione”. Dopo riti di purificazione e astinenza dal vino e dal cibo, il supplicante dormiva sulla pelle degli animali sacrificati nel porticato del tempio della guarigione vicino all'immagine della divinità. In alcuni casi, la guarigione occorreva attraverso l'intervento diretto della divinità nel sonno, altre volte le indicazioni per il trattamento arrivavano sotto forma di sogni. Nei tempi moderni, l'incubazione nel tempio ha attratto l'attenzione dei circoli junghiani e i suoi effetti sono stati interpretati in termini di psicologia archetipica.
Un'altra importante istituzione erano i misteri della morte e rinascita che esisteva nella Grecia antica in molte varietà, come i misteri Eleusini, i misteri Coribanti, il culto Orfico, i Baccanali (o riti di Dionisio), e i misteri di Attis e Adonis.
Come i misteri Egiziani di Iside e Osiride, essi erano una combinazione di procedure spirituali e  cerimonie di guarigione. Entrambi Platone e Aristotele lasciarono testimonianze positive sull'impatto terapeutico delle esperienze potenti e disorganizzanti degli iniziati a questi misteri.
La guarigione e il potenziale trasformativo degli antichi misteri, così come alcuni dei meccanismi psicologici implicati sono adesso diventati comprensibili alla luce delle scoperte nella ricerca moderna sulla conscienza e nelle psicoterapie sperimentali.
Le idee Greche continuarono ad avere una considerevole influenza culturale nel mondo antico durante i secoli intorno alla nascita di Gesù, nonostante il potere politico fosse gestito dall'Impero Romano. Benché alcuni individui eccezionali, come i fisici Celsus e Galenus, il politico-filosofo Cicerone, abbiano dato alcuni contributi originali alla comprensione dei disordini mentali, e ai concetti popolari e medici Romani circa la pazzia, così come la letteratura sul soggetto,erano variazioni su temi greci.
Due grandi fisici del tempo, Aretaeus di Cappadocia e Soranus, gettarono le fondamenta per il trattamento e la gestione di malattie mentali ,basate su principi umanitari. Enfatizzarono la gentilezza, il tatto e la discrezione nell'interazione con i pazienti, ed anche il bisogno di contatto e dell’osservazione durante la convalescenza.
L'ultimo contributo del mondo antico alla psicologia furono gli scritto di Sant'Agostino, generalmente considerato la più grande mente introspettiva prima di Freud. Benché non fosse specificamente interessato ai disordini mentali, le sue osservazioni a questo riguardo furono di grande importanza. Esse includevano il riconoscimento della rilevanza della sessualità come una forza che influenza la psiche umana ed una anticipata versione del concetto di inconscio.
 
2. Eretici e Santi: Approcci Medievali alle Psicosi.
La caduta della parte occidentale dell'Impero Romano nel 476 d.C. segnò l'inizio di una nuova era storica, il Medioevo. Durante questo periodo durato almeno 1000 anni, ci fu un lieve progresso nell'esplorazione della mente umana, sia nella salute che nella malattia. Durante questo lungo tempo non furono dati contributi nella comprensione biologica o psicologica delle psicosi. Tra le poche eccezioni vi furono il filosofo cristiano Tommaso d'Aquino e il teologo-scienziato Alberto Magno che descrissero vari sintomi psicotici e tipi di malati di mente. La teoria della psicopatologia che essi svilupparono presupponeva che l'insanità fosse primariamente un disturbo somatico; comunque questo era basato sulla supposizione teologica che l'anima non potesse ammalarsi.
Nell'insieme, l'età medievale rappresentò un periodo buio nella storia dell'umanità in generale ed in particolare della psichiatria. Al culmine del Medioevo, i malati mentali erano rinchiusi in buie prigioni insieme ai criminali comuni, condannati al carcere dalla società o alle condizioni incredibilmente macabre dei manicomi. Il“trattamento”consisteva in dolorose procedure fisiche, quali frustate, bruciature con ferro rovente, l'uso di unguenti caustici, immersione in acque gelide, la collocazione di formiche sotto i vestiti, l'esposizione a forti odori e  al disturbo del sonno.
Ulteriori  problemi per le persone affette da disordini mentali furono generati dal tumulto politico e religioso del tempo.
Il periodo che precede il declino del feudalesimo diede luogo a  numerosi  movimenti eretici e ad una frenesia collettiva espressa attraverso danze estatiche con evidenti elementi sessuali e aggressivi. Nello stesso tempo, l'idealizzazione nata in periodo feudale, della donna; diffusa dai trovatori, stava rapidamente scomparendo.
Con il declino delle istituzioni medievali la donna iniziò ad essere considerata un essere pericoloso e tentatore, una seduttrice, che, fin dal tempo del peccato originale, é stata posseduta dal demonio ;
Il cui obbiettivo finale era la distruzione dell'uomo.
La Chiesa rispose a questa situazione con una caccia alla strega di dimensioni senza precedenti.
Nel 1487, il papa Innocenzo VIII emanò una bolla che accettava ufficialmente la credenza nei demoni: si riferiva a uomini e donne che praticavano la stregoneria  causando sterilità, impotenza, malattia, carestia e uccisioni.
Tre anni dopo, due monaci domenicani Sprenger e Kramer,inviati dal papa in Germania, scrissero il libro“Malleus Maleficarum” o“il Martello delle Streghe”che legò indissolubilmente i disordini mentali alla stregoneria per i secoli a venire.
Questo orribile documento divenne lo standard  di riferimento  per la Chiesa e lo Stato, sia per quanto riguarda la valutazione di tutte le esperienze e comportamenti inusuali, così come per le questioni concernenti l'investigazione, l'inchiesta, l'atto di accusa, il processo, il giudizio e la punizione delle presunte streghe.
Nell'atmosfera di paranoia collettiva che ne risultò, un gran numero di persone con varie forme di patologia e coloro che sperimentavano ciò che noi adesso chiameremmo esperienze trans-personali o emergenze spirituali, erano accusate di stregoneria o di possessione da parte del demonio.. Essi erano esposti a torture inimmaginabili da parte della Santa Inquisizione che vedeva queste procedure così drastiche come mezzo legittimo per ottenere confessioni di collegamento con il demonio e per salvare le anime di streghe e satanisti dalla dannazione e dagli orrori dell'inferno.
In accordo con le estimazioni storiche, come risultato di questi processi, centinaia di migliaia e probabilmente di milioni di persone furono uccise, torturate fino alla morte durante le investigazioni, impiccate o bruciate sul rogo del famigerato autos-da-fè.
Queste persecuzioni alle streghe continuarono fino al diciottesimo secolo nonostante alcuni occasionali tentativi di fisici illuminati, come ad esempio Paracelsus, Johannes Weyer e Thomas Sydenham, per sostituire queste pratiche con considerazioni e procedure mediche.
Contemporaneamente ai numerosissimi sfortunati che diventarono vittime dell'Inquisizione, alcuni incontrarono un fato differente: le loro esperienze inusuali furono considerate di origine divina ed essi vennero santificati dalla Chiesa Cattolica. Santa Teresa d'Avila e San Giovanni della Croce possono essere menzionati come esempi di questa categoria. La natura arbitraria e capricciosa del processo che assegnò queste persone al gruppo di streghe o dei santi può essere rappresentato da Santa Giovanna d'Arco.
Ella fu processata nel 1431, colpevole di stregoneria e bruciata sul rogo , però 25 anni dopo la sua morte questa sentenza fu annullata. Circa cinque secoli dopo, nel 1909, Giovanna fu beatificata e nel 1920 canonizzata dalla Chiesa Cattolica di Roma.
 Durante l'età medievale, le idee greche continuarono a svilupparsi nei paesi Arabi ed ebbero una grande influenza sulla loro vita culturale, risultando in un trattamento molto più umano dei malati mentali, in confronto all’Europa. Tra il nono e il tredicesimo secolo alcuni manicomi furono costruiti nel Medio Oriente dove i malati mentali ricevevano trattamenti umani e illuminati. Queste strutture erano poste in bellissimi giardini con fontane, in un'atmosfera rilassante e i regimi terapeutici includevano diete speciali, bagni, droghe, oli fragranti e profumi, così come concerti di musica ad effetto calmante.
 
.3.Scienze Occidentali e Psicosi: la Ricerca delle Diagnosi.
Mentre la società occidentale stava emergendo dal Medioevo e si stava lasciando il triste lascito alle spalle, la situazione dei malati mentali cominciò a cambiare. Gli usi e costumi rivoluzionari e umanitari si stavano diffondendo, penetrando anche nel buio dei manicomi.
Questo movimento grazie al lavoro di Philip Pinel, il quale al tempo della Rivoluzione Francese iniziò a liberare i malati di mente (in molti casi significava letteralmente rimuovere catene e manette dai loro corpi). Allo stesso tempo l'interesse scientifico iniziò a rimpiazzare il fanatismo religioso nell'approccio alle malattie mentali.
Alla metà del diciannovesimo secolo, cominciò a cristallizzare per la prima volta nella storia della medicina un vivo interesse per la classificazione scientifica delle malattie mentali. Fin dall'inizio questi sforzi coinvolsero una controversia appassionata tra due correnti – una che cercava di differenziare questi disordini secondo i sintomi e l'altra che enfatizzava sulle cause, come criterio determinante.
La tesi di coloro che sostenevano la suddivisione in categorie a partire dai sintomi era chiara : un numero ristretto di cause per i disturbi emozionali erano conosciuti e le ipotesi su ipotetiche eziologie non erano semplicemente un solido fondamento per il raggruppamento delle malattie mentali.
Coloro che enfatizzavano le cause, d'altra parte, insistevano sul fatto che nella medicina una buona classificazione doveva essere sempre basata sull'eziologia. Questo secondo gruppo doveva fornire presupposti sulle origini delle malattie mentali e si trovarono nella nebbia di un altro dilemma: tutte le malattie mentali erano causate da disturbi organici del cervello?   (o di qualche altra parte del corpo che indirettamente influenza il cervello) oppure era possibile che alcuni di questi disordini fossero”funzionali”, non in relazione a danni biologici o addirittura il risultato di cause puramente psicologiche !?
Cerchiamo innanzitutto di seguire la storia delle lotte per la classificazione delle psicosi in base ai sintomi. Qui il ruolo pionieristico è stato svolto dallo psichiatra tedesco Emil Kraepelin, che a tutt'oggi è considerato il padre della moderna classificazione psichiatrica.
Allo storico incontro dell’associazione psichiatrica nel sud della Germania che ha avuto luogo alla fine del XIX secolo a Heidelberg, Kraepelin ha presentato la sua classificazione che distingue due forme base di psicosi, demenza praecox, letteralmente demenza precoce che può in fine sfociare in un deterioramento mentale, e psicosi maniaco-depressiva che lascia la personalità del paziente intatta.
Anche se la classificazione di Kraepelin dopo opposizioni iniziali fu generalmente accettata, essa ha presentato alcuni problemi. Lo stesso Kraepelin ha ammesso che alcuni dei suoi pazienti che mostravano i sintomi della dementia praecox però non sfociavano in un deterioramento: essi manifestavano quello che poteva essere descritto come“dementia praecox sine dementia” (demenza precoce senza demenza).
Divenne anche chiaro che il risultato finale del processo non fosse un valido criterio per una classificazione : lo psichiatra avrebbe dovuto aspettare anni per la diagnosi finale. Inoltre l'enfasi sulla demenza creò una quadro molto pessimista e disfattista per il trattamento dei pazienti psicotici.
Questo spiacevole impasse fu superato dallo psichiatra svizzero Eugene Bleuler che nel 1911 trovò un altro nome e una nuova concettualizzazione del problema, influenzato dalle letture del primo libro di Sigmund Freud“ Studi sull'Isteria”.
Il termine di Bleuler “schizofrenia” sostituì il termine demenza precoce, enfatizzando come aspetto centrale le caratteristiche fondamentali, piuttosto che il risultato finale del processo.
Egli inoltre suggerì che i sintomi schizofrenici potevano manifestarsi sia nel contesto di una malattia o come reazione psicopatologica a varie situazioni. Conseguentemente egli si aspettava che alcuni pazienti peggiorassero mentre altri recuperassero con o senza danni.
Nel sistema di Bleuler, la schizofrenia era suddivisa in quattro tipi: tre di questi erano uguali alle forme di demenza precoce di Kraepelin: -ebefrenica, paranoide e catatonica. Lo stesso Bleuler aggiunse il quarto tipo – schizofrenia semplice. Questi quattro tipi condividevano certi aspetti comuni e si diversificavano in manifestazioni specifiche. Tra i contributi fondamentali di Bleuler alla psichiatria si trova la formula dei criteri per la diagnosi della schizofrenia e la sua differenziazione da altre psicosi. Egli puntualizzò che queste manifestazioni come ad esempio allucinazioni, delirio , stupore o negatività non erano sufficienti per etichettare la schizofrenia: questo richiedeva la presenza di ciò che Bleuler denominava “sintomi primari”.
Il primo di questi era un disordine specifico e caratteristico del processo del pensiero che si manifesta in inusuali associazioni. Un altro aspetto critico era l'incongruenza tra il contenuto di un pensiero e le emozioni che lo accompagnano, reagendo in modo inappropriato alle situazioni. Bleuler parlò di dissociazione tra pensiero e sentimento.
Tra i primari sintomi di schizofrenia si trovava anche il ritiro nel mondo della fantasia e dell'autismo. L'ultimo di questi era la forte ambivalenza emotiva che porta a impulsi di conflitto ed indecisione. La definizione di Bleuler di schizofrenia e il suo sistema di classificazioni sono sopravvissuti con piccole modifiche fino ai giorni nostri.
La psichiatria moderna divide le reazioni psicotiche in due grandi categorie. Nella prima di queste si trovano le psicosi organiche – condizioni causate da cambiamenti fisici nel cervello o nel corpo che possono essere rintracciate dalle tecniche cliniche e dai laboratori.
Tipici esempi di questa categoria possono essere cambamentii psicologici che accompagnano processi degenerativi, disordini cardiovascolari, infezioni, intossicazioni e dolori traumatici del cervello, febbre tifoidea o uremia.
Questi appartengono senza dubbio al regno della medicina e sono di poca rilevanza per il problema dell'emergenza spirituale. Ciò che ci interessa in questo contesto è la seconda categoria di reazioni, riferita come psicosi funzionale: queste mancano di qualsiasi nota base organica specifica rilevabile con metodi di laboratorio moderni.
A questi appartengono tutte le reazioni schizofreniche dei quattro tipi descritti sopra (schizofrenia semplice, ebefrenica, paranoide e catatonica) ed una forma mista chiamata schizofrenia indifferenziata.
La schizofrenia semplice è caratterizzata da una grande perdita di interessi, ambizioni ed iniziative.
Siccome la personalità lentamente si disintegra, così la persona mostra negligenza per l'apparenza, l'igiene e doveri basilari: c'è una forte tendenza al ritiro e all'isolamento sociale.
La schizofrenia ebefrenica comporta una regressione marcata al primitivo, un comportamento disorganizzato e disinibito che può apparire come una caricatura di comportamenti osservati durante la pubertà, come ad esempio sorridere, fare smorfie e scoppi di risate inappropriate.
La schizofrenia paranoide solitamente mostra meno regressione, ha maggiori risorse dell'ego ed è socialmente meglio determinata.
I pazienti che soffrono di questa forma di psicosi possono avere allucinazioni e deliri , manie di persecuzione e grandezza. La loro attitudine generale è sospettosa e spesso aggressiva. Il loro intelletto di solito rimane sorprendentemente intatto al di fuori dell'area delirante.
Infine la schizofrenia catatonica ha come caratteristica gli estremi cambi nel comportamento motorio che può spaziare da completa inattività e stupore a grande agitazione.
I catatonici possono anche mostrare varie bizzarre forme di comportamento: ripetono frasi che essi sentono da altre persone (ecolalia), imitano in maniera speculare movimenti e gesti (ecopraxia) oppure mantengono per molte ore varie posture innaturali (flexibilitas cerea).
Essi potrebbero non rispondere a discorsi ordinari, ma reagiscono a sussurri o ad ordini dati in tono militare.
In passato pazienti di questo tipo hanno contribuito a creare un’atmosfera grottesca nei reparti chiusi degli ospedali psichiatrici. La schizofrenia indifferenziata mostra sintomi di molti dei tipi “puri e non può essere chiaramente assegnata a nessuno di essi.
Un altro gruppo di psicosi funzionali è la varietà maniaco-depressiva, caratterizzata primariamente da drammatici cambi emozionali. Fasi depressive di queste reazioni coinvolgono profonda tristezza, difficoltà e lentezza nel pensare e un'inibizione generale dell'attività. Le fasi maniacali rappresentano il polo opposto per il fatto che diventano euforici, con pensiero accelerato , logorrea e un impulso incontrollabile per l'azione.
La classificazione ufficiale distingue anche reazioni paranoiche che differiscono dalla schizofrenia. Le caratteristiche più importanti di queste condizioni sono personalità intatte, così come emozioni e comportamenti che sono coerenti con la natura e il contenuto delle idee deliranti.
Questo delirio è normalmente persecutorio, grandioso, geloso o erotico.
 
Continua.....avanti
 
Tradotto in italiano per Olotropica.com da Anna Nobili - Revisione di Katia Soliani - Agosto 2010
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