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| 1 PARTE |
| PSICOSI E SOCIETA' UNAMA ( Una prospettiva storica. ) |
| di Stanislav Grof |
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“I grandi progressi compiuti nel campo dell'anatomia
cerebrale e fisiologia patologica, è in generale un preconcetto
a favore della scienza naturale,ci hanno insegnato a cercare,
sempre e ovunque, cause materiali, e ad essere contenti una
volta che le abbiamo trovate. L’antica spiegazione metafisica
della Natura è stata screditata a causa dei suoi molteplici
errori,
tanto che il suo valore del punto di vista psicologico è
andato perduto. |
| C.G.Jung: Sul Problema della Psicogenesi nelle Malattie Mentali |
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“Soffro del tipo di pazzia di cui
parlava Socrate, una liberazione divina dell'anima dal giogo del
costume e della convenzione.
Mi rifiuto di essere ancora
intimidito dalla realtà. Dopo tutto, cos'è la realtà?
Nient’altro che una impressione collettiva.”
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| Lily Tomlin in La Ricerca dei Segni di Vita Intelligente
nell'Universo di Jane Wagner. |
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Il concetto
di emergenza spirituale è in conflitto con i concetti teorici e
le strategie cliniche che dominano la psichiatria contemporanea.
Una forte dipendenza dal modello medico e la preferenza per
spiegazioni biologiche che caratterizzano le pratiche
psichiatriche di oggi,comporta una tendenza al trattamento di
disordini emozionali, in generale, e altri più seri, come
malattie.
Il ruolo dei fattori psicologici è riconosciuto in certi domini
limitati e chiaramente definiti, come le nevrosi, disordini
psicosomatici, e l'”effetto Placebo”- l'influenza terapeutica
spesso sorprendente di medicazioni farmacologiche inattive.
Spiegazioni psicologiche delle psicosi sono discusse in testi
psichiatrici, più o meno come curiosità storiche.
Nella pratica clinica quotidiana della maggior parte degli
psichiatri. il modello medico e' prevalente; i casi in cui si
utilizza un approccio psicoterapeutico nell'affrontare i
disordini emotivi acuti sono eccezioni rare.
E l'enfasi sulla
dimensione spirituale della psiche umana, così cruciale per
l'idea di emergenza spirituale, è aliena al tradizionale pensare
psichiatrico. I concetti e le pratiche attuali che dominano la
psichiatria moderna, così come le loro limitazioni e le
controversie che li circondano, possono essere pienamente
compresi solo alla luce dell'intera storia delle visioni
evolutive che concernono esperienze e comportamenti umani
inusuali.
Con questo in mente, mi piacerebbe esplorare gli
approcci a disordini mentali gravi da una prospettiva storica e
multiculturale. |
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| 1. L'alba della psichiatria: |
| Metafisica e Scienza nelle Culture Antiche. |
Riferimenti ai disordini psichiatrici
incluse le psicosi possono essere trovate nel mondo della
letteratura fin dall'antichità. Vivide descrizioni di vari stati
appartenenti a questa categoria esistono in Cina, India,
Mesopotamia, come in varie culture dell'area Mediterranea.
Durante questi tempi, l'opinione prevalente era che queste
condizioni erano causate da possessioni da parte di spiriti
cattivi e demoni oppure erano la rappresentazione di una
meritata punizione divina. Il rispettivo trattamento era poi
l’esorcismo o appello alla divinità punitrice combinato con
regali e offerte appropriate. La terapia era eseguita
primariamente dai sacerdoti.
Mentre un tale comprensione metafisica certamente prevalse nelle
culture antiche, spesso coesisteva con le interpretazioni che
possono essere viste come precursori del pensiero scientifico.
Anche parte delle procedure del trattamento e rimedi
naturalistici possono essere capiti in termini scientifici.
Parte di loro è addirittura servita come diretta ispirazione per
la terapia moderna, come ad esempio le ricche farmacopee
dell'antichità. |
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| India. |
Tra le descrizioni di malattie trovate
nell'Atharveda, una delle antiche scritture Hindu, vi sono varie
forme di pazzia. Questo Veda inoltre prevede il ricorso agli
Dei, prescrizioni per l'esorcismo dei demoni, e delinea
rituali magici appropriati per varie condizioni.
Comunque i Bramini Indiani usavano anche l'esposizione delle
persone mentalmente ammalate a cobra con denti estratti per
dissipare la condizione psicotica attraverso la paura
travolgente. Loro inscenavano per lo stesso scopo finti attacchi
di elefanti allenati a fermarsi all'ultimo momento, oppure sorprendevano la persona disturbata mentalmente con
un'improvvisa caduta in acqua fredda.
Lo psicodramma terapeutico
pianificato per persone importanti implicava manovre
estremamente complicate come l'arresto da guardie reali,
sentenze di morte, e il“perdono”da parte del re all'ultimo
minuto.
L'efficacia di queste procedure possono essere considerate come
precursori delle“terapie da shock”, che dominarono la
psichiatria moderna fino alla rivoluzione psicofarmacologica
negli anni '50. Hanno anche un senso alla luce
delle osservazioni delle psicoterapie sperimentali, indicando che
il confronto con la morte, in questo caso messo in scena dal
proprio'inconscio, ha profondi effetti
terapeutici.
Ma le strategie di trattamento nell'India antica non erano
limitate ai sopracitati mezzi psicologici; essi includono
anche una straordinaria farmacopea.
Tra le molte erbe medicinali,
due meritano una particolare un'attenzione . Una pianta con proprietà
psichedeliche, la cui identità fu persa nel corso del tempo,
ricevette molta attenzione nel RigVeda e era considerata
così potente che le fu dato il nome di un dio: Soma.
La
pianta Ayurvedica Rauwolfia Serpentina usata per i
trattamenti dell'insanità mentale, una delle 500 erbe menzionate nell'antico Charaka Samhita,
divenne fonte di reserpine, un importante prototipo di un
sedativo moderno. |
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| Cina. |
Similarmente, nell'antica Cina, il
capire le malattie, fisiche e mentali, era basato sulla credenza
in dei e demoni come cause effettive. Testi graffiti su ossa
oracolari del periodo Shang (1766-1122 a.C.) sono esempi che
indicando che il rifugio dalla sofferenza è stato cercato nella
magia e nell'esorcismo. Statuette di argilla del tempo della
dinastia Han, che governò la Cina durante i secoli intorno alla
nascita di Cristo, rappresentano sciamani che erano creduti
essere in possesso di poteri capaci di combattere le malattie
mentali.
Questa tradizione coesistette con pratiche naturalistiche, che
rappresentavano un'unica e molto originale insieme di metafisica
e invenzioni concrete pragmaticamente corrette. Le origini della
medicina tradizionale cinese possono essere rintracciate molto
più lontano nella storia. La visione del mondo e la via di
pensiero che caratterizza questo sistema di guarigione sono
molto diversi da ,e incompatibili con la filosofia delle scienze
occidentali.
Il suo approccio era olistico e enfatizzava i disturbi del
flusso di energia nel corpo sottolineando i problemi fisici e
mentali, piuttosto che la patologia di organi individuali. Per
questa ragione la medicina cinese non distingueva chiaramente
tra malattie fisiche e mentali: erano considerati essere diverse
manifestazioni di disturbi dell'equilibrio energetico.
La filosofia alla base della medicina tradizionale in Cina
vedeva l'universo come un'interazione complessa di cinque
elementi o principi cosmici: fuoco, terra, metallo, acqua e
legno. Questi governavano vari eventi nel macrocosmo, così come
il funzionamento del corpo e della mente umana. Mappe elaborate
erano usate per rappresentare un sistema di meridiani, o di
canali per il flusso del Chi, o sottile energia cosmica, che
attraversa il corpo. In ultima analisi, comunque, gli elementi e
il Chi erano solo manifestazioni specifiche di un principio
universale trascendente, il Tao, e i suoi polari componenti, yin
e yang.
Oltre a un'elaborata farmacopea, i medici Cinesi usavano
l'agopuntura – applicazione di aghi freddi o caldi in vari punti
giacenti sui meridiani del corpo – per aprire il flusso di
energia e ristabilire l'equilibrio dinamico. La scelta dei punti
dell'agopuntura non era specifica per malattie nel senso
occidentale, ma era basata sui risultati di una procedura
diagnostica valutando la situazione energetica generale.
Comunque, esistevano certi punti specifici per l'agopuntura che
si credeva restituissero l'equilibrio emozionale dei pazienti
severamente disturbati. Il valore pragmatico dell'agopuntura è
stato confermato nei tempi moderni, anche se le ragioni della
sua efficacia rimangono incomprensibili per il punto di vista
scientifico occidentale |
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| Egitto e Mesopotamia. |
Gli antichi egizi credevano anch'essi che
malattie e insanita mentali fossero il risultato di attacchi da
parte di demoni cattivi e spiriti. I metodi di guarigione usati
dai preti – guaritori, consistevano in rituali magici e religiosi con lo
scopo di espellere le entità malevoli che avevano causato tali
condizioni. Incantamenti, preghiere e sacrificio erano gli
strumenti terapeutici più importanti del tempo.
Un'importante istituzione nell'antico Egitto erano le procedure
conosciute come misteri del tempio; il più famoso fra questi era
li mistero della morte – rinascita associato ai nomi si Iside e
Osiride. Anche se il loro scopo era primariamente la
trasformazione spirituale, i loro effetti benefici includevano
anche la guarigione emozionale e psicosomatica.
Come in India e Cina, l'Egitto aveva ricche farmacopee con molte
piante i quali effetti sono stati validati dalla scienza
moderna. Specialmente significativo tra loro era il Papavero,
che veniva utilizzato per l'oppio – inducendo sonno terapeutico.
È interessante menzionare in questo contesto che il trattamento
della depressione con tinture d'oppio apparteneva alle pratiche
popolari della psichiatria europea durante le prime decadi del
ventesimo secolo. Le culture mesopotamiche, Assiro-Babilonese,
rassomigliavano all'Egitto nel praticare mescolanze curative
metafisiche e naturalistiche. |
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| Grecia e Roma. |
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Nell'antica Grecia, la culla della civiltà
moderna, la situazione riguardo ai disordini emozionali era
particolarmente interessante e complessa. La letteratura greca
abbonda in descrizioni, artistiche e scientifiche, di varie
forme di insanita e scene rappresentanti squilibri mentali
sono raffigurate su antichi vasi . Il concetto popolare
di“pazzia”implicava la credenza in causalità soprannaturale, in
particolare la possessione da parte delle terrificanti dee Mania e Lyssa,
inviate dalle altre divinità irate. |
In aggiunta, la dea Artemide si diceva infliggesse disordini
mentali e nervosi , un ruolo simile era anche attribuito agli Dei
infernali che erano considerati responsabili della pazzia,
isteria, epilessia e varie nevrosi.
Gli dei comunicavano frequentemente con i mortali attraverso
oracoli, sogni e visioni. Il trattamento basato su queste
credenze era naturalmente la preghiera alle divinità
appropriate, supportata da doni e offerte.
La situazione sopracitata è in netto contrasto con il fatto che
gli stessi antichi Greci generarono una grande conoscenza di
rilevanza scientifica ed è spesso riferita come la culla della
moderna medicina razionale e psichiatria.
Questo concetto non è molto accurato storicamente, dato che
ignora il fatto che le pratiche medicinali naturalistiche sono
esistite in molte antiche culture precedenti e che i Greci
ereditarono molto da Babilonia ed Egitto, ed addirittura
dall'India, dalla Cina e Tibet. |
Comunque è indiscutibile che il primo sforzo sistematico
per formulare i principi della comprensione medica dei disordini
mentali fu fatto in Grecia.
Già nel 5° secolo a.C., i Greci fecero i primi tentativi per
sviluppare un approccio alle scienze naturali che marcarono
l'inizio della psichiatria biologica. A questo tempo, i filosofi
Pre-Socratici e i fisiologi Alcmeone di Crotone condusse le
prime autopsie e concluse che il sito della ragione e dell'anima
era il cervello.
Nel 4° secolo a.C., il famoso fisico greco Ippocrate formulò una
teoria secondo la quale il corpo mano conteneva quattro fluidi
di base o“umori”- sangue (sanguis), bile gialla (cholon), bile
nera (melancholon) e phlegma.
Egli suggerì che essi giocano un importante ruolo nel
determinare il temperamento e che lo squilibrio tra di essi era
causa di malattie incluse le aberrazioni mentali. |
Ippocrate inoltre iniziò l'uso terapeutico
di emetici, lassativi e salasso (venepuncture), procedure che
costituivano molti trattamenti psichiatrici attraverso tutto il
Medioevo. Due secoli dopo, un altro rinomato fisico, Asklepiade
dall'Asia Minore, aggiunse a questa triade: idroterapia, dieta
ed esercizio fisico insieme alla terapia occupazionale e
musicale.
Il genio Greco diede anche contributi di valore alla
comprensione psicologica della mente e delle malattie mentali
che non avevano perso la loro rilevanza anche nei tempi moderni
e sono state riscoperte dagli psicologi contemporanei. La
comprensione Greca dei sogni e del lavoro con essi è precedente
a Freud di millenni e addirittura Artemidoro da Daldianus
includeva l'uso di associazioni libere. |
La discussione di
Platone sui quattro tipi di pazzia che egli attribuiva alla
possessione da parte di divinità (o nella terminologia di Jung
da archetipi dell'essere)- rituale, poetica, erotica e profetica
– sono di grande interesse per i moderni studenti di psicosi.
Una speciale forma di trattamento che era molto popolare nella
Grecia antica era il tempio del sonno o“incubazione”. Dopo riti
di purificazione e astinenza dal vino e dal cibo, il supplicante
dormiva sulla pelle degli animali sacrificati nel porticato del
tempio della guarigione vicino all'immagine della divinità. In
alcuni casi, la guarigione occorreva attraverso l'intervento
diretto della divinità nel sonno, altre volte le indicazioni per
il trattamento arrivavano sotto forma di sogni. Nei tempi
moderni, l'incubazione nel tempio ha attratto l'attenzione dei
circoli junghiani e i suoi effetti sono stati interpretati in
termini di psicologia archetipica. |
Un'altra importante istituzione erano i misteri della morte e
rinascita che esisteva nella Grecia antica in molte varietà,
come i misteri Eleusini, i misteri Coribanti, il culto
Orfico, i Baccanali (o riti di Dionisio), e i misteri di Attis
e Adonis.
Come i misteri Egiziani di Iside e Osiride, essi erano una
combinazione di procedure spirituali e cerimonie di guarigione.
Entrambi Platone e Aristotele lasciarono testimonianze positive
sull'impatto terapeutico delle esperienze potenti e
disorganizzanti degli iniziati a questi misteri. |
La
guarigione e il potenziale trasformativo degli antichi misteri,
così come alcuni dei meccanismi psicologici implicati sono
adesso diventati comprensibili alla luce delle scoperte nella
ricerca moderna sulla conscienza e nelle psicoterapie sperimentali.
Le idee Greche continuarono ad avere una
considerevole influenza culturale nel mondo antico durante i
secoli intorno alla nascita di Gesù, nonostante il potere
politico fosse gestito dall'Impero Romano. Benché alcuni
individui eccezionali, come i fisici Celsus e Galenus, il
politico-filosofo Cicerone, abbiano dato alcuni contributi
originali alla comprensione dei disordini mentali, e ai concetti
popolari e medici Romani circa la
pazzia, così come la letteratura sul
soggetto,erano variazioni su temi greci. |
Due grandi fisici del tempo, Aretaeus di Cappadocia e Soranus, gettarono le fondamenta per il trattamento
e la gestione di malattie mentali ,basate su principi umanitari.
Enfatizzarono la gentilezza, il tatto e la discrezione
nell'interazione con i pazienti, ed anche il bisogno di contatto
e dell’osservazione durante la convalescenza.
L'ultimo contributo del mondo antico alla psicologia furono gli
scritto di Sant'Agostino, generalmente considerato la più grande
mente introspettiva prima di Freud. Benché non fosse
specificamente interessato ai disordini mentali, le sue
osservazioni a questo riguardo furono di grande importanza. Esse
includevano il riconoscimento della rilevanza della sessualità
come una forza che influenza la psiche umana ed una anticipata
versione del concetto di inconscio. |
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| 2. Eretici e Santi: Approcci Medievali alle Psicosi. |
La caduta della parte occidentale
dell'Impero Romano nel 476 d.C. segnò l'inizio di una nuova era
storica, il Medioevo. Durante questo periodo durato almeno 1000
anni, ci fu un lieve progresso nell'esplorazione della mente
umana, sia nella salute che nella malattia. Durante questo lungo
tempo non furono dati contributi nella comprensione biologica o
psicologica delle psicosi. Tra le poche eccezioni vi furono il
filosofo cristiano Tommaso d'Aquino e il teologo-scienziato
Alberto Magno che descrissero vari sintomi psicotici e tipi di
malati di mente. La teoria della psicopatologia che essi
svilupparono presupponeva che l'insanità fosse primariamente
un disturbo somatico; comunque questo era basato sulla
supposizione teologica che l'anima non potesse ammalarsi.
Nell'insieme, l'età medievale rappresentò un periodo buio nella
storia dell'umanità in generale ed in particolare della
psichiatria. Al culmine del Medioevo, i malati mentali erano
rinchiusi in buie prigioni insieme ai criminali comuni,
condannati al carcere dalla società o alle condizioni
incredibilmente macabre dei manicomi. Il“trattamento”consisteva
in dolorose procedure fisiche, quali frustate, bruciature con
ferro rovente, l'uso di unguenti caustici, immersione in acque
gelide, la collocazione di formiche sotto i vestiti,
l'esposizione a forti odori e al disturbo del sonno.
Ulteriori problemi per le persone affette da disordini
mentali furono
generati dal tumulto politico e religioso del tempo.
Il periodo
che precede il declino del feudalesimo diede luogo a numerosi movimenti eretici e ad una frenesia collettiva
espressa attraverso danze estatiche con evidenti elementi
sessuali e aggressivi. Nello stesso tempo, l'idealizzazione
nata in periodo feudale, della donna; diffusa dai trovatori, stava
rapidamente scomparendo.
Con il declino delle istituzioni medievali la donna iniziò ad
essere considerata un essere pericoloso e tentatore, una
seduttrice, che, fin dal tempo del peccato originale, é stata posseduta
dal demonio ;
Il cui obbiettivo finale era la distruzione
dell'uomo.
La Chiesa rispose a questa situazione con una caccia alla strega
di dimensioni senza precedenti.
Nel 1487, il papa Innocenzo VIII
emanò una bolla che accettava ufficialmente la credenza nei
demoni: si riferiva a uomini e donne che praticavano la stregoneria
causando sterilità, impotenza, malattia, carestia e
uccisioni.
Tre anni dopo, due monaci domenicani Sprenger e Kramer,inviati
dal papa in Germania, scrissero il libro“Malleus Maleficarum”
o“il Martello delle Streghe”che legò indissolubilmente i
disordini mentali alla stregoneria per i secoli a venire.
Questo orribile documento divenne lo standard di
riferimento per la Chiesa
e lo Stato, sia per quanto riguarda la valutazione di tutte le
esperienze e comportamenti inusuali, così come per le questioni
concernenti l'investigazione, l'inchiesta, l'atto di accusa,
il processo, il giudizio e
la punizione delle presunte streghe. |
| Nell'atmosfera di paranoia collettiva
che ne risultò, un gran numero di persone con varie forme di
patologia e coloro che sperimentavano ciò che noi adesso
chiameremmo esperienze trans-personali o emergenze spirituali,
erano accusate di stregoneria o di possessione da parte del
demonio.. Essi erano esposti a torture inimmaginabili da parte
della Santa Inquisizione che vedeva queste procedure così
drastiche come mezzo legittimo per ottenere confessioni di
collegamento con il demonio e per salvare le anime di streghe e
satanisti dalla dannazione e dagli orrori dell'inferno. |
In accordo con le estimazioni
storiche, come risultato di questi processi, centinaia di
migliaia e probabilmente di milioni di persone furono uccise,
torturate fino alla morte durante le investigazioni, impiccate o
bruciate sul rogo del famigerato autos-da-fè.
Queste persecuzioni alle streghe continuarono fino al
diciottesimo secolo nonostante alcuni occasionali tentativi di
fisici illuminati, come ad esempio Paracelsus, Johannes Weyer e
Thomas Sydenham, per sostituire queste pratiche con
considerazioni e procedure mediche. |
Contemporaneamente ai numerosissimi
sfortunati che diventarono vittime dell'Inquisizione, alcuni
incontrarono un fato differente: le loro esperienze inusuali
furono considerate di origine divina ed essi vennero santificati
dalla Chiesa Cattolica. Santa Teresa d'Avila e San Giovanni
della Croce possono essere menzionati come esempi di questa
categoria. La natura arbitraria e capricciosa del processo che
assegnò queste persone al gruppo di streghe o dei santi può
essere rappresentato da Santa Giovanna d'Arco.
Ella fu processata nel 1431, colpevole di stregoneria e bruciata
sul rogo , però 25 anni dopo la sua morte questa sentenza fu
annullata. Circa cinque secoli dopo, nel 1909, Giovanna fu
beatificata e nel 1920 canonizzata dalla Chiesa Cattolica di
Roma. |
| Durante l'età medievale, le idee
greche continuarono a svilupparsi nei paesi Arabi ed ebbero una
grande influenza sulla loro vita culturale, risultando in un
trattamento molto più umano dei malati mentali, in confronto
all’Europa. Tra il nono e il tredicesimo secolo alcuni manicomi
furono costruiti nel Medio Oriente dove i malati mentali
ricevevano trattamenti umani e illuminati. Queste strutture
erano poste in bellissimi giardini con fontane, in un'atmosfera
rilassante e i regimi terapeutici includevano diete speciali,
bagni, droghe, oli fragranti e profumi, così come concerti di
musica ad effetto calmante. |
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| .3.Scienze Occidentali e Psicosi: la Ricerca delle Diagnosi. |
Mentre la società occidentale stava
emergendo dal Medioevo e si stava lasciando il triste lascito
alle spalle, la situazione dei malati mentali cominciò a
cambiare. Gli usi e costumi rivoluzionari e umanitari si stavano
diffondendo, penetrando anche nel buio dei manicomi.
Questo movimento grazie al lavoro di Philip Pinel, il quale al
tempo della Rivoluzione Francese iniziò a liberare i malati di
mente (in molti casi significava letteralmente rimuovere catene
e manette dai loro corpi). Allo stesso tempo l'interesse
scientifico iniziò a rimpiazzare il fanatismo religioso
nell'approccio alle malattie mentali. |
Alla metà del diciannovesimo secolo,
cominciò a cristallizzare per la prima volta nella storia della
medicina un vivo interesse per la classificazione scientifica
delle malattie mentali. Fin dall'inizio questi sforzi
coinvolsero una controversia appassionata tra due correnti – una
che cercava di differenziare questi disordini secondo i sintomi
e l'altra che enfatizzava sulle cause, come criterio
determinante.
La tesi di coloro che sostenevano la suddivisione in categorie a
partire dai sintomi era chiara : un numero ristretto di cause
per i disturbi emozionali erano conosciuti e le ipotesi su
ipotetiche eziologie non erano semplicemente un solido
fondamento per il raggruppamento delle malattie mentali. |
| Coloro che enfatizzavano le cause, d'altra
parte, insistevano sul fatto che nella medicina una buona
classificazione doveva essere sempre basata sull'eziologia.
Questo secondo gruppo doveva fornire presupposti sulle origini
delle malattie mentali e si trovarono nella nebbia di un altro
dilemma: tutte le malattie mentali erano causate da disturbi
organici del cervello? (o di qualche altra parte del
corpo che indirettamente influenza il cervello) oppure era
possibile che alcuni di questi disordini fossero”funzionali”,
non in relazione a danni biologici o addirittura il risultato di
cause puramente psicologiche !? |
Cerchiamo innanzitutto di seguire la storia
delle lotte per la classificazione delle psicosi in base ai
sintomi. Qui il ruolo pionieristico è stato svolto dallo
psichiatra tedesco Emil Kraepelin, che a tutt'oggi è considerato
il padre della moderna classificazione psichiatrica.
Allo storico incontro dell’associazione psichiatrica nel sud
della Germania che ha avuto luogo alla fine del XIX secolo a
Heidelberg, Kraepelin ha presentato la sua classificazione che
distingue due forme base di psicosi, demenza praecox,
letteralmente demenza precoce che può in fine sfociare in un
deterioramento mentale, e psicosi maniaco-depressiva che lascia
la personalità del paziente intatta. |
Anche se la classificazione di Kraepelin
dopo opposizioni iniziali fu generalmente accettata, essa ha
presentato alcuni problemi. Lo stesso Kraepelin ha ammesso che
alcuni dei suoi pazienti che mostravano i sintomi della dementia
praecox però non sfociavano in un deterioramento: essi
manifestavano quello che poteva essere descritto come“dementia
praecox sine dementia” (demenza precoce senza demenza).
Divenne anche chiaro che il risultato finale del processo non
fosse un valido criterio per una classificazione : lo psichiatra
avrebbe dovuto aspettare anni per la diagnosi finale. Inoltre
l'enfasi sulla demenza creò una quadro molto pessimista e
disfattista per il trattamento dei pazienti psicotici. |
Questo spiacevole impasse fu superato dallo
psichiatra svizzero Eugene Bleuler che nel 1911 trovò un altro
nome e una nuova concettualizzazione del problema, influenzato
dalle letture del primo libro di Sigmund Freud“ Studi
sull'Isteria”.
Il termine di Bleuler “schizofrenia” sostituì il termine demenza
precoce, enfatizzando come aspetto centrale le caratteristiche
fondamentali, piuttosto che il risultato finale del processo.
Egli inoltre suggerì che i sintomi schizofrenici potevano
manifestarsi sia nel contesto di una malattia o come reazione
psicopatologica a varie situazioni. Conseguentemente egli si
aspettava che alcuni pazienti peggiorassero mentre altri
recuperassero con o senza danni. |
| Nel sistema di Bleuler, la schizofrenia era
suddivisa in quattro tipi: tre di questi erano uguali alle forme
di demenza precoce di Kraepelin: -ebefrenica, paranoide e
catatonica. Lo stesso Bleuler aggiunse il quarto tipo –
schizofrenia semplice. Questi quattro tipi condividevano certi
aspetti comuni e si diversificavano in manifestazioni
specifiche. Tra i contributi fondamentali di Bleuler alla
psichiatria si trova la formula dei criteri per la diagnosi
della schizofrenia e la sua differenziazione da altre psicosi.
Egli puntualizzò che queste manifestazioni come ad esempio
allucinazioni, delirio , stupore o negatività non erano
sufficienti per etichettare la schizofrenia: questo richiedeva
la presenza di ciò che Bleuler denominava “sintomi primari”. |
Il primo di questi era un disordine
specifico e caratteristico del processo del pensiero che si
manifesta in inusuali associazioni. Un altro aspetto critico era
l'incongruenza tra il contenuto di un pensiero e le emozioni che
lo accompagnano, reagendo in modo inappropriato alle situazioni.
Bleuler parlò di dissociazione tra pensiero e sentimento.
Tra i primari sintomi di schizofrenia si trovava anche il ritiro
nel mondo della fantasia e dell'autismo. L'ultimo di questi era
la forte ambivalenza emotiva che porta a impulsi di conflitto ed
indecisione. La definizione di Bleuler di schizofrenia e il suo
sistema di classificazioni sono sopravvissuti con piccole
modifiche fino ai giorni nostri. |
La psichiatria moderna divide le reazioni
psicotiche in due grandi categorie. Nella prima di queste si
trovano le psicosi organiche – condizioni causate da cambiamenti
fisici nel cervello o nel corpo che possono essere rintracciate
dalle tecniche cliniche e dai laboratori.
Tipici esempi di questa categoria possono essere cambamentii
psicologici che accompagnano processi degenerativi, disordini
cardiovascolari, infezioni, intossicazioni e dolori traumatici
del cervello, febbre tifoidea o uremia.
Questi appartengono
senza dubbio al regno della medicina e sono di poca rilevanza
per il problema dell'emergenza spirituale. Ciò che ci interessa
in questo contesto è la seconda categoria di reazioni, riferita
come psicosi funzionale: queste mancano di qualsiasi nota base
organica specifica rilevabile con metodi di laboratorio moderni. |
A questi appartengono tutte le reazioni
schizofreniche dei quattro tipi descritti sopra (schizofrenia
semplice, ebefrenica, paranoide e catatonica) ed una forma mista
chiamata schizofrenia indifferenziata.
La schizofrenia semplice è caratterizzata da una grande perdita
di interessi, ambizioni ed iniziative.
Siccome la personalità
lentamente si disintegra, così la persona mostra negligenza per
l'apparenza, l'igiene e doveri basilari: c'è una forte tendenza
al ritiro e all'isolamento sociale.
La schizofrenia ebefrenica comporta una regressione marcata al
primitivo, un comportamento disorganizzato e disinibito che può
apparire come una caricatura di comportamenti osservati durante
la pubertà, come ad esempio sorridere, fare smorfie e scoppi di
risate inappropriate. |
La schizofrenia paranoide solitamente mostra
meno regressione, ha maggiori risorse dell'ego ed è socialmente
meglio determinata.
I pazienti che soffrono di questa forma di psicosi possono avere
allucinazioni e deliri , manie di persecuzione e grandezza. La
loro attitudine generale è sospettosa e spesso aggressiva. Il
loro intelletto di solito rimane sorprendentemente intatto al di
fuori dell'area delirante.
Infine la schizofrenia catatonica ha come caratteristica gli
estremi cambi nel comportamento motorio che può spaziare da
completa inattività e stupore a grande agitazione.
I catatonici possono anche mostrare varie bizzarre forme di
comportamento: ripetono frasi che essi sentono da altre persone
(ecolalia), imitano in maniera speculare movimenti e gesti (ecopraxia)
oppure mantengono per molte ore varie posture innaturali (flexibilitas
cerea). |
Essi potrebbero non rispondere a discorsi
ordinari, ma reagiscono a sussurri o ad ordini dati in tono
militare.
In passato pazienti di questo tipo hanno contribuito a creare
un’atmosfera grottesca nei reparti chiusi degli ospedali
psichiatrici. La schizofrenia indifferenziata mostra sintomi di
molti dei tipi “puri e non può essere chiaramente assegnata a
nessuno di essi. |
| Un altro gruppo di psicosi funzionali è la
varietà maniaco-depressiva, caratterizzata primariamente da
drammatici cambi emozionali. Fasi depressive di queste reazioni
coinvolgono profonda tristezza, difficoltà e lentezza nel
pensare e un'inibizione generale dell'attività. Le fasi
maniacali rappresentano il polo opposto per il fatto che
diventano euforici, con pensiero accelerato , logorrea e un
impulso incontrollabile per l'azione. |
La classificazione ufficiale distingue anche
reazioni paranoiche che differiscono dalla schizofrenia. Le
caratteristiche più importanti di queste condizioni sono
personalità intatte, così come emozioni e comportamenti che sono
coerenti con la natura e il contenuto delle idee deliranti.
Questo delirio è normalmente persecutorio, grandioso, geloso o
erotico. |
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Continua..... |
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| Tradotto in italiano per Olotropica.com da Anna Nobili - Revisione
di Katia Soliani - Agosto 2010 |
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