| Traduzione in italiano disponibile fine 2010 -
da Bollati Boringhieri |
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| Potete vedere il video relativo al libro
alla pag web
http://www.ibs.it/code/9788833920948/jung-carl-g-/libro-rosso.html |
Tratto da : Il
libro rosso - Liber Novus - di Carl Gustav Jung. |
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Quando, nell'ottobre 1913, ebbi la visione dell'alluvione,
questo avvenne in un periodo per me incisivo sul piano
personale. |
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Allora, all'età di quarant'anni, avevo ottenuto tutto ciò che mi
ero augurato. |
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Avevo raggiunto fama, potere, ricchezza, sapere e ogni tipo di
felicità umana. |
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Cessò allora dentro di me il desiderio di accrescere ancora quei
beni, mi venne a mancare il desiderio e fui colmo d'orrore. |
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La visione dell'alluvione mi sopraffece e
percepii lo spirito del profondo, senza tuttavia comprenderlo.
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Esso però mi forzò causandomi un insopportabile, intimo
struggimento, e io dissi: |
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Anima mia, dove sei? |
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Mi senti? |
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Io parlo, ti chiamo... sei lì ? |
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Sono tornato, sono di nuovo qui ! |
| Ho
scosso dai miei calzari la polvere di ogni paese e sono venuto
da te, sono a te vicino; dopo lunghi anni di lunghe
peregrinazioni sono ritornato da te. |
| Vuoi che ti
racconti tutto ciò che ho visto, vissuto, assorbito in me? |
| Oppure non vuoi sentire nulla di tutto il rumore della vita e
del mondo? |
| Ma una cosa devi sapere: una cosa ho imparato, ossia che questa
vita va vissuta. |
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Questa vita è la via, la via a lungo cercata verso ciò che è
inconoscibile e che noi chiamiamo divino.
Non c'è altra via.
Ogni altra strada è sbagliata.
Ho trovato la via giusta, mi ha condotto a te, anima mia.
Ritorno temprato e purificato.
Mi conosci ancora?
Quanto a lungo è durata la separazione !
Tutto è così mutato.
E come ti ho trovata?
Com'è stato bizzarro il mio viaggio!
Che parole dovrei usare per descrivere per quali tortuosi
sentieri una buona stella mi ha guidato fin da te?
Dammi la
mano, anima mia quasi dimenticata.
Che immensa gioia rivederti, o anima per tanto tempo
disconosciuta!
La vita mi ha riportato a te.
Diciamo grazie alla vita perché ho
vissuto, per tutte le ore serene e per quelle tristi, per ogni
gioia e ogni dolore.
Anima mia, il mio viaggio deve proseguire insieme a te.
Con te voglio andare e ascendere alla mia solitudine». |
| Mandala di C.G.Jung |
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Questo mi
costrinse a dire lo spirito del profondo e al tempo stesso a
viverlo contro la mia stessa volontà, perché non me l'aspettavo.
In quel periodo ero ancora totalmente prigioniero dello spirito
di questo tempo e nutrivo altri pensieri riguardo all'anima
umana.
Pensavo e parlavo molto dell'anima, conoscevo tante parole dotte
in proposito, l'avevo giudicata e resa oggetto della scienza.
Non credevo che la mia anima potesse essere l'oggetto del mio
giudizio e del mio sapere; il mio giudizio e il mio sapere sono
invece proprio loro gli oggetti della mia anima.
Perciò lo spirito del profondo mi costrinse
a parlare all'anima mia,a rivolgermi a lei come a una creatura
vivente, dotata di esistenza propria.
Dovevo acquistare consapevolezza di aver perduto la mia anima.
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Da questo impariamo in che modo lo spirito del profondo
consideri l'anima: la vede come una creatura vivente, dotata di
una propria esistenza, e con ciò contraddice lo spirito di
questo tempo per il quale l'anima è una cosa dipendente
dall'uomo, che si può giudicare e classificare e di cui possiamo
afferrare i confini. |
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Ho dovuto capire che ciò che prima consideravo la mia anima, non
era affatto l'anima mia, bensì un'inerte costruzione dottrinale.
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Ho dovuto quindi parlare alla mia anima come se fosse qualcosa
di distante e ignoto, che non esisteva grazie a me, ma grazie
alla quale io stesso esistevo.
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| Approda al luogo
dell'anima colui il cui desiderio si distoglie dalle cose
esteriori. |
| Se non la trova, viene
sopraffatto dall'orrore del vuoto. |
| E, agitando più volte
il suo flagello, l'angoscia lo spronerà a una ricerca disperata
e a una cieca brama delle cose vacue di questo mondo. |
| Impazzirà per la sua
insaziabile cupidigia e si allontanerà dalla sua anima, per non
ritrovarla mai più. |
| Correrà dietro a ogni
cosa, se ne impadronirà, ma non ritroverà la sua anima, perché
solo dentro di sé la potrebbe trovare. |
| La sua anima si trovava
certo nelle cose e negli uomini, tuttavia colui che è cieco
coglie le cose e gli uomini, ma non la propria anima nelle cose
e negli uomini. Nulla sa dell'anima sua. |
| Come potrebbe
distinguerla dagli uomini e dalle cose? |
| La potrebbe trovare nel desiderio
stesso, ma non negli oggetti del desiderio. |
| Se lui fosse padrone del suo
desiderio, e non fosse invece il suo desiderio a impadronirsi di
lui, avrebbe toccato con mano la propria anima, perché il suo
desiderio ne è immagine ed espressione. |
Se possediamo
l'immagine di una cosa, possediamo la metà di quella cosa.
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| L'immagine del mondo costituisce
la metà del mondo. |
| Chi possiede il mondo, ma non invece la sua immagine, possiede
soltanto la metà del mondo, poiché l'anima sua è povera e
indigente. |
| La ricchezza dell'anima è fatta
d'immagini. |
| Chi possiede l'immagine del
mondo, possiede la metà del mondo, anche se il suo lato umano è
povero e indigente. |
| Nutrite l'anima perché
la fame la trasforma in una belva che divora cose che non
tollera e da cui resta avvelenata. |
| Amici miei, saggio è
nutrire l'anima, per non allevarvi draghi e diavoli in seno. |
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| Realizzato tra il 1914
e il 1930, il "Libro Rosso" costituisce una testimonianza intima
del viaggio dello psicanalista svizzero negli abissi della sua
psiche |
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| Traduzione di Maria Anna Massimello per gentile
concessione di Bollati Boringhieri editore |
| ( Da Domenica Il Sole 24 Ore) |
| © Reprinted with the permission of WW Norton &
Company, Inc. Copyright (c) 2009 by the Foundation of the Works
of C.G. Jung. |
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