OLOTROPICA AZZURRA
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Considerazioni su disturbi e deviazioni sessuali
 
( Architettura dei disturbi emotivi e psicosomatici di Stan Grof )
 
Nella psicanalisi classica, l'interpretazione dei problemi sessuali si basa su diversi concetti fondamentali, formulati da Freud.
Il primo è la nozione della sessualità infantile. Una delle pietre angolari della teoria psicanalitica è che la sessualità non si manifesta nella
pubertà, ma già nella prima infanzia. Siccome la libido si sviluppa attraverso vari stadi evolutivi (orale, anale, uretrale e fallico), la
frustrazione o l'eccessiva indulgenza in uno di questi stadi può portare a una fissazione.
Nella sessualità matura, il centro primario di attenzione è genitale, mentre gli elementi pre-genitali svolgono un ruolo secondario, per lo
più come parte dei preliminari. Nel corso della vita, un determinato stress psicologico può causare la regressione agli stadi più antichi di
sviluppo libidico, in cui è avvenuta la fissazione.
A seconda della forza dei meccanismi di difesa che si oppongono a tali impulsi, si può andare incontro a perversioni o a psiconevrosi (Freud 1981). Un altro importante concetto dell'approccio psicanalitico ai problemi sessuali è il complesso di castrazione.
Freud era convinto che entrambi i sessi attribuissero una grande importanza al pene; lo considerava un problema di rilevanza fondamentale per la psicologia. Secondo lo scienziato, i bambini sperimentano un'immensa paura di perdere quest'organo considerato così prezioso.
Le bambine credono che .una volta possedevano un pene e poi lo hanno perduto, il che favorisce in loro il masochismo e i sensi di colpa.      
I critici di Freud hanno spesso obiettato che un simile punto di vista rappresenta una grave distorsione e un'interpretazione errata della
sessualità femminile, in quanto raffigura le femmine come maschi castrati
Il discorso sulla visione freudiana della sessualità non è completo se non viene citato un altro concetto importante: la famosa vagina dentata, l'osservazione cioè secondo la quale i bambini vedrebbero i genitali femminili come organi pericolosi dotati di denti, come parti del corpo che possono uccidere o castrare. Insieme con i complessi di Edipo e di Elettra e con quello di castrazione, la fantasia degli inquietanti genitali femminili esercita un ruolo decisivo nell'interpretazione psicanalitica delle deviazioni sessuali e delle psiconevrosi. 
Freud ha indicato due ragioni per cui la vista dei genitali femminili può creare ansia nei maschietti.
Innanzitutto, il riconoscere che esistono esseri umani senza pene può portare alla conclusione che si può rientrare in quella categoria, il che accresce la paura della castrazione.
In secondo luogo, la percezione dei genitali femminili come strumenti di castrazione in grado di mordere è dovuta a un'associazione con antiche ansietà orali (Fenichel 1945).
Nessuna delle due ragioni è particolarmente convincente.
Le osservazioni tratte dagli stati olotropici ampliano e approfondiscono in maniera radicale la teoria di Freud riguardo la sessualità,
aggiungendo all'inconscio individuale la dimensione perinatale. Secondo questa nuova ottica, le prime sensazioni sessuali non vengono
sperimentate durante l'allattamento al seno, ma già nel canale del parto.
Come è stato detto prima, l'asfissia e la sofferenza provate nella MPB III sembrano generare un'estrema eccitazione sessuale.
Ciò significa che il nostro primo incontro le sensazioni sessuali avviene in circostanze molto precarie.
La nascita è una situazione in cui la vita è messa in pericolo: crediamo di soffocare e proviamo altre forme di disagi estremi, fisici ed
emotivi. "Infliggiamo dolore a un altro organismo, mentre un altro organismo infligge dolore al nostro".
Per di più, siamo in contatto con varie forme di materiale biologico: sangue, secrezioni vaginali, liquido amniotico, e persino feci e urina.
La risposta caratteristica a questo stato è una miscela di ansia e rabbia vitale.
Associazioni problematiche del genere formano la base naturale per la comprensione delle principali disfunzioni, deviazioni e perversioni sessuali.
Riconoscere la profonda influenza delle dinamiche perinatali sulla sessualità chiarisce anche alcuni gravi problemi teorici associati al concetto di Freud sul complesso di castrazione. Molte importanti caratteristiche di tale complesso non hanno senso fintante che le mettiamo in relazione con il pene. Secondo Freud, l'intensità della paura di castrazione è talmente gigantesca che è pari alla paura della morte.
Lo scienziato ha visto la castrazione come psicologicamente equivalente alla perdita di un'importante relazione umana, indicando con ciò
che potrebbe realmente essere attivata da una simile perdita.
Tra le libere associazioni che emergono spesso in connessione con il complesso di castrazione, vi sono quelle che hanno a che fare con situazioni comprendenti il soffocamento e la mancanza di respiro.
E, come ho detto in precedenza, il complesso di castrazione si trova sia fra gli uomini sia fra le donne.
Nessuna delle connessioni appena citate potrebbe essere adeguatamente spiegata, se il complesso di castrazione riflettesse unicamente una preoccupazione per la perdita del pene.
Osservazioni provenienti dagli stati olotropici dimostrano invece che le esperienze che Freud considerava all'origine del complesso di castrazione rappresentano lo strato superficiale di un sistema COEX sovrapposto alla memoria traumatica del taglio del cordone ombelicale.
Tutte le contraddizioni trattate in precedenza spariscono quando ci rendiamo conto che molti elementi sconcertanti del complesso di
castrazione freudiano, in realtà, si riferiscono alla separazione dalla madre dopo la recisione del cordone ombelicale, non alla perdita del
pene.
Contrariamente ai motti di spirito degli adulti riguardo la castrazione, a spontanee fantasie di castrazione e persino a interventi
chirurgici sul pene come la circoncisione o la correzione dell'adesione del prepuzio (furiosi), il taglio del cordone ombelicale è associato
con una situazione potenzialmente o realmente pericolosa per l'esistenza.
Poiché recide la connessione vitale con l'organismo materno, costituisce il prototipo della perdita di una relazione importante.
L'associazione del taglio del cordone ombelicale con il soffocamento è comprensibile, visto che il cordone è la fonte di ossigeno per il feto.
Inoltre, è un'esperienza condivisa da entrambi i sessi.
Analogamente, l'immagine della vagina dentata che Freud ha considerato una primitiva fantasia infantile si presenta sotto una nuova luce se accettiamo che il neonato è un essere cosciente o, per lo meno, che il trauma della nascita è registrato nella sua memoria.
Piuttosto di essere un'assurda e stupida costruzione dell'immatura psiche infantile, l'immagine della vagina come un organo pericoloso
riflette correttamente i rischi connessi con i genitali femminili in una situazione ben precisa, vale a dire durante il parto.
Lontano dall'essere una mera fantasia senza alcun fondamento nella realtà, rappresenta l'estensione dell'esperienza individuale in una situazione minacciosa per la vita, ad altri contesti nei quali non è appropriata
Il collegamento tra la sessualità e il trauma potenzialmente pericoloso della nascita crea un'inclinazione generale per disturbi sessuali di vari tipi. Perciò, disordini specifici si sviluppano quando questi elementi perinatali sono rinforzati da traumi dell'infanzia e della fanciullezza.
Le esperienze traumatiche che gli psicanalisti vedono come cause principali dei disturbi emotivi e psicosomatici, in realtà, rinforzano
alcuni aspetti del trauma della nascita e facilitano il loro emergere nella coscienza.
E analogamente ad altri disturbi psicogeni, i problemi sessuali hanno radici più profonde che raggiungono la dimensione transpersonale e che si collegano a vari elementi karmici, archetipici e filogenetici.
Dopo questa introduzione generale, tratteggerò ora un breve quadro delle acquisizioni raggiunte grazie agli stati olotropici riguardo a diverse forme specifiche del comportamento sessuale umano.
L'omosessualità si divide in molti tipi e sottotipi, e ha indubbiamente parecchie cause.
Nei primi stadi di sviluppo,l'embrione umano è anatomicamente e fisiologicamente bisessuale.
Durante l'adolescenza sono assai comuni le sperimentazioni omoerotiche, persino per ragazzi e ragazze che in età adulta diventano totalmente eterosessuali.
Nell'ambito di situazioni in cui la scelta eterosessuale è impossibile, come la prigione, il servizio militare o una lunga permanenza in mare,
non è inconsueto per una persona eterosessuale ricorrere ad attività omosessuali. 
Alcune tribù native americane riconoscono e rispettano non due o quattro, ma sei sessi  (Tafoya 1994).
La preferenza e il comportamento sessuale possono essere influenzati da predisposizioni genetiche e dagli ormoni, come pure da fattori culturali, sociali e psicologici..
La ricerca che si serve degli stati olotropici permette l'accesso a profonde dinamiche inconsce e offre interessanti intuizioni psicologiche altrimenti non ottenibili.  Questo lavoro rivela l'esistenza di cause perinatali e transpersonali del comportamento sessuale.
Quindi da un importante contributo al complesso mosaico della nostra conoscenza sulle preferenze sessuali, ricavata da varie altre discipline.
La disamina che segue dovrebbe essere vista da questa prospettiva. 
La mia esperienza clinica con l'omosessualità è piuttosto parziale, dato che si è limitata soprattutto agli individui venuti a farsi curare perché consideravano l'omosessualità un problema che generava in loro gravi conflitti. 
I miei pazienti omosessuali erano afflitti anche da altri disturbi clinici: depressione, tendenze suicide, sintomi nevrotici o manifestazioni psicosomatiche.
Tali considerazioni sono importanti per trarre conclusioni generali dalle mie osservazioni. Inoltre, ho anche avuto l'opportunità di
condurre sessioni psichedeliche e olotropiche con un certo numero di uomini e donne omosessuali che partecipavano al nostro programma
psichedelico per professionisti ed ai corsi di respirazione olotropica.
Il motivo principale per cui erano venuti non era la terapia, ma l'addestramento professionale o la crescita personale.
Per molti l'omosessualità era chiaramente una preferenza: erano contenti del loro modo di vivere.
Il problema più importante era il conflitto con una società intollerante piuttosto che una lotta intrapsichica.
La maggior parte dei pazienti omosessuali maschi con cui ho lavorato era in grado di impegnarsi in buone relazioni sociali con donne, ma non riusciva ad avere rapporti sessuali con loro. Spesso ricorreva alle attività omosessuali dopo ripetute esperienze frustranti con le donne.
Durante la cura, è stato possibile risalire all'origine del problema: le freudiane paure della castrazione e della vagina dentata.
Come è già stato detto, questi concetti hanno avuto bisogno di essere radicalmente reinterpretati, ampliandoli con la dimensione perinatale
e spesso anche transpersonale.
Alcuni pazienti hanno individuato la loro predisposizione al ruolo omosessuale passivo nella profonda identificazione inconscia con la
madre che partoriva. Ciò implicava una determinata combinazione di sensazioni tipiche della MPB III: la percezione di un oggetto
biologico all'interno del proprio corpo, un misto di piacere e di dolore e una combinazione di eccitazione sessuale e di pressione anale.  
I pazienti hanno capito che questa era esattamente l'esperienza che cercavano nell'atto omosessuale.
Il fatto che il rapporto anale possa contenere una forte componente sadomasochistica suggerisce una connessione tra una simile forma di omosessualità maschile e le dinamiche della MPB III.
A un livello più superficiale, erano frequentemente presenti fattori biografici che sembrava contribuissero alle scelte sessuali dei miei pazienti.
Particolarmente ripetuti erano l'assenza o la distanza emotiva della figura paterna e la risultante fame di affetto da parte di un uomo.     
In un maschio adulto, il forte bisogno di una relazione intima e affettiva con un uomo può essere realizzato esclusivamente in una relazione omosessuale. Un altro fattore comune è stato una forte fissazione sulla madre, associata con problemi di limitazione e con il tabù dell'incesto.
Alcuni uomini omosessuali che hanno partecipato ai nostri corsi psichedelici per professionisti e al programma di respirazione olotropica non hanno manifestato importanti conflitti interiori sul loro orientamento sessuale.
Durante le sessioni sono riusciti a fare risalire tale inclinazione a fonti transpersonali.
Per alcuni è stata l'influenza di una determinata figura archetipica, per esempio una forma culturalmente determinata del puer aeternus.
Altri hanno attribuito la loro preferenza a un'esperienza dì vita passata in cui erano una persona del sesso opposto, oppure erano individui che vivevano in una civiltà che accettava o persino celebrava l'omosessualità (per esempio, la Grecia antica). Alcuni hanno semplicemente capito e accettato il proprio orientamento come un esperimento della Coscienza Cosmica, una variazione che riflette la fantasia del Principio creativo nel disegno universale.
Per quanto riguarda l'orientamento lesbico devo premettere le stesse riserve che ho specificato per l'omosessualità maschile, poiché i casi che mi sono capitati erano ugualmente parziali e limitati. Un importante fattore nelle mie pazienti era certamente un bisogno inappagato di contatto intimo con il corpo femminile, conseguenza di un periodo di deprivazione emotiva nell'infanzia.
Se le necessità anaclitiche non vengono soddisfatte durante l'infanzia, esse tendono a durare per tutta l'esistenza. Nella vita adulta, l'unico modo per risolvere questo intenso desiderio frustrato si trova nel contesto non sessuale di una terapia regressiva.
L'alternativa, cioè dare al desiderio un'espressione nella vita di tutti i giorni, da luogo a una relazione omosessuale femminile.
Un altro importante elemento dell' orientamento lesbico sembra essere la tendenza a tornare psicologicamente al ricordo della liberazione immediatamente dopo la nascita, avvenuta in stretto contatto con i genitali femminili (il che sarebbe essenzialmente simile alle psicodinamiche delle preferenze eterosessuali maschili per le pratiche oro-genitali).
Un ulteriore fattore perinatale collegato alla memoria della nascita è la paura di essere dominate, sopraffatte e violate, specialmente in
una relazione sessuale con un partner maschile.
Molto spesso, le esperienze negative fatte nell'infanzia con la figura patema sono motivi supplementari per preferire le donne e tenersi lontano dagli uomini.
In generale, l'omosessualità femminile sembra essere meno connessa con le matrici perinatali negative e con i pesanti temi di vita e di morte, come lo è nel caso delle loro controparti maschili.
Le tendenze lesbiche riflettono un elemento perinatale positivo di attrazione verso l'organismo materno (MPB I e IV), mentre
l'omosessualità maschile è associata con la memoria della minacciosa vagina dentata. Inoltre, la relazione erotica tra donne appare più naturale, perché il contatto intimo con il corpo femminile è qualcosa che entrambi i sessi sperimentano all'inizio della vita.
La maggiore tolleranza per l'omosessualità femminile piuttosto che per quella maschile da parte della società sembra essere d'accordo
con questo punto
vista.
Come gli omosessuali maschi, alcune donne mostrano un'inequivocabile preferenza per lo stesso sesso, senza apparenti conflitti
intrapsichici al riguardo.
Qui, i fattori determinanti potrebbero essere di origine biologica, oppure di natura transpersonale.
La disfunzione erettiva (impotenza), in altre parole l'inabilità a sviluppare o mantenere un'erezione e l'incapacità all'orgasmo (frigidità)
hanno una base psicodinamica affine.
L'approccio convenzionale a tali problemi vede l'impotenza come un'espressione di debolezza sessuale, di mancanza di forza o di coraggio
maschile.
L'inabilità femminile all'orgasmo, indicata dall'antica definizione come frigidità, è solitamente interpretata nel senso di una freddezza sessuale e di una mancanza di reazioni erotiche. Secondo la mia esperienza, è vero semmai l'opposto: in entrambi i casi, il problema è in realtà un eccesso di energia perinatale sessualizzata.
Secondo la mia esperienza, è vero semmai l'opposto: in entrambi i casi, il problema è in realtà un eccesso di energia perinatale
sessualizzata. Gli individui colpiti da disturbi di questo tipo sono sotto la forte influenza dell'aspetto sessuale della MPB III.
Ciò rende loro impossibile provare l'eccitamento sessuale, senza che contemporaneamente si attivino tutti gli altri elementi della stessa
matrice .Di conseguenza, l'intensità dell'energia, gli impulsi aggressivi, l'ansietà vitale e la paura di perdere il controllo, associati con la
MPB III, inibiscono l'atto sessuale.  In entrambi i casi, i problemi sessuali sono connessi con sistemi COEX che, oltre ai fattori perinatali,
possiedono anche livelli biografici e radici transpersonali: memorie individuali e karmiche di abusi e violenze sessuali, l'associazione tra
sesso e dolore o pericolo e altri temi simili.
Il sostegno empirico del coinvolgimento di dinamiche perinatali nell'impotenza' e nella 'frigidità' viene dalla psicoterapia esperienziale.
Quando creiamo una situazione non sessuale in cui gli elementi della MPB III possono essere portati alla coscienza e l'energia collegata riesce a essere scaricata, l'impotenza può essere temporaneamente sostituita da una condizione chiamata satinasi, un eccessivo impulso e appetito sessuale.
Ciò è dovuto al fatto che si è stabilita una connessione tra il pene e l'energia sessuale generata dal trauma della nascita. In questo caso è
l'energia perinatale e non la normale libido a essere usata nell'atto sessuale. A causa dell'eccessivo carico di energia disponibile al livello
perinatale, tale situazione può portare a uno stimolo incessante e ad una capacità insaziabile di praticare la sessualità.
I maschi che prima non riuscivano a mantenere un'erezione, ora sono capaci di avere più rapporti sessuali in un'unica notte.
Di solito la liberazione non è pienamente soddisfacente e, non appena raggiungono l'orgasmo ed eiaculano, l'energia sessuale ricomincia ad
aumentare.  C'è bisogno di un ulteriore lavoro esperienziale non sessuale, per portare questa energia a un livello
controllabile. Analogamente, le donne che in precedenza non riuscivano a lasciarsi andare e a raggiungere l'orgasmo possono diventare
orgiastiche quando scaricano in una situazione non sessuale una parte dell'immensa energia associata alla MPB III.
Quando questo accade, i primi orgasmi sono travolgenti. Spesso sono accompagnati da forti urli involontari, seguiti da diversi minuti di
violento tremore. Succede che vi sia una tendenza a perdere brevemente il controllo e a percuotere o graffiare il partner.
In circostanze del genere, non è raro che la donna sperimenti orgasmi multipli.   
Questa liberazione iniziale può anche portare a un aumento dell'appetito sessuale, a un livello tale che appare insaziabile.
Quindi, è possibile vedere una trasformazione tèmporanea della 'frigidità' in uno stato conosciuto come ninfo­mania. E, di nuovo, come nel caso dell'impotenza maschile, un ulteriore lavoro inferiore in una situazione non sessuale è necessario per portare l'energia ad un livello controllabile
in un contesto sessuale.
La comprensione delle dimensioni perinatali della sessualità inquadra in una nuova, interessante ottica il sadomasochismo, una
patologia che ha costituito un'enorme sfida per le speculazioni teoriche di Freud, che ha dibattuto questo disturbo fino alla fine dei suoi
giorni, senza mai trovare una risposta veramente soddisfacente. La ricerca attiva del dolore, caratteristica di individui con tendenze
sadomasochistiche, era in contraddizione con una delle pietre angolari della teoria di Freud nella sua prima formulazione: il 'principio del
piacere', secondo il quale la forza più profonda che motiva la psiche è la ricerca del piacere e il rifuggire dal disagio.
Freud era anche sconcertato dalla strana fusione di due istinti fondamentali, la sessualità e l'aggressività, vale a dire le caratteristiche
essenziali del sado­masochismo. È stata l'esistenza del sadomasochismo e di altre patologie 'oltre il principio del piacere' che ha costretto
Freud all'abbandono delle sue prime teorie e alla creazione di un sistema di psicanalisi totalmente nuovo, comprendente il controverso
concetto di thanatos. o istinto di morte (Freud 1986, 1989).
Sebbene lo scienziato non abbia mai suggerito una connessione tra morte e nascita, queste ultime speculazioni riflettevano chiaramente la sua perspicace intuizione secondo cui il sadomasochismo confina con la vita e con la morte. Freud era convinto che una teoria psicologica degna di esistere dovesse comprendere il problema della morte.
Chiaramente, un simile modo di pensare era molto in anticipo rispetto ai suoi seguaci, alcuni dei quali hanno formulato teorie sul sadomasochismo imperniate su situazioni biografiche relativamente banali.
La teoria di Kucera (1959) che collega il sadomasochismo all'esperienza della dentizione e al momento in cui gli sforzi attivi di mordere
fatti dal bambino diventano dolorosi è un esempio di tali speculazioni. Ipotesi di questo tipo non spiegano minimamente la profondità degli
impulsi masochistici.Il sadomasochismo e la sindrome del bondage possono essere capiti se si ricorda che nella MPB III l'eccitazione
sessuale, la limitazione fisica, il dolore e il soffocamento sono ugualmente presenti.
Ciò spiega la fusione tra sessualità e aggressività, come pure il collegamento tra la sessualità e il dolore inflitto o provato, che caratterizzano le due patologie. Gli individui che sentono il bisogno di combinare il sesso con elementi come la costrizione fisica, il dominio e la sottomissione, l'infliggere sofferenza e il provarla, lo strangolamento o l'asfissia, ripetono semplicemente l'insieme di sensazioni ed emozioni sperimentate durante la propria nascita. Il perno di tali attività è perinatale, non sessuale. Esperienze e visioni sadomasochistiche accadono di frequente in sedute dominate dalla MPB III.
La necessità di creare una situazione sadomasochistica e di esteriorizzare il complesso esperienziale inconscio appena descritto non è
soltanto un comportamento sintomatico, ma anche il tentativo abortito della psiche di espurgare e integrare l'impressione traumatica
originaria. Tale sforzo si rivela vano e non porta all'autoguarigione, perché non va abbastanza nelle profondità dell'inconscio, e perché
manca l'elemento dell'introspezione, dell'intuizione e della comprensione della natura del processo.
Il complesso esperienziale è eseguito senza la conoscenza e la consapevolezza delle sue fonti inconsce.
Lo stesso è valido per la coprofilia, la coprofagia, e l'urolagnia, deviazioni sessuali caratterizzate da un forte bisogno di far entrare feci
e urina nel rapporto sessuale. I soggetti affetti da queste aberrazioni cercano il contatto intimo con materiale biologico solitamente
considerato ripugnante: ne vengono sessualmente eccitati e tendono a includerli nella propria vita sessuale.
In situazioni estreme, attività del genere ( farsi urinare e defecare addosso, essere spalmati di feci, mangiare escrementi e bere urina ) diventano un requisito necessario per raggiungere l'appagamento sessuale. La combinazione di eccitazione sessuale e di elementi scatologici è un'esperienza abbastanza comune durante gli stadi finali del processo di morte e rinascita.
Ciò sembra riflettere il fatto che, nei parti in cui non sono stati usati cateteri o clisteri, molti bambini sperimentano un contatto intimo non soltanto con sangue, muco e liquido amniotico, ma anche con feci e urina.            
La base naturale di tale deviazione, apparentemente estrema e bizzarra, è il contatto orale con feci e urina nel momento in cui la testa è
liberata dalle strette del canale del parto, dopo parecchie ore di sofferenza e di pericolo mortale. L'intimo contatto con materiale del
genere diventa perciò il simbolo di una liberazione orgiastica totale, come pure il suo necessario prerequisito.
Secondo la letteratura psicanalitica, il neonato (a causa della sua natura essenzialmente animale) è originariamente attratto da varie forme di materiale biologico; soltanto in un secondo momento sviluppa un'avversione nei loro confronti, quale risultato delle misure repressive da parte dei genitori e della società.
Ma  le osservazioni provenienti dalla ricerca psichedelica indicano che questa non deve essere necessariamente la spiegazione.
L'atteggiamento nei confronti del materiale biologico è co-determinato in modo rilevante dalla natura di ciò con cui si è venuto a contatto
durante l'esperienza della nascita. A seconda delle circostanze, questo atteggiamento può essere estremamente positivo o negativo.             
In alcuni parti, il bambino affronta le secrezioni vaginali, l'orina o le feci come semplicemente facenti parte dell' ambiente fisico ed emotivo
della sua liberazione.
In altri, il materiale è inalato, ostruisce le vie respiratorie e causa tremendi soffocamenti. In casi estremi, la vita del neonato deve essere
salvata con un'intubazione e una suzione per liberare la trachea ed i bronchi. Queste sono due forme radicalmente differenti di incontro
con materiale biologico durante la nascita: una positiva, l'altra spaventosa e traumatica.
Una situazione in cui la respirazione comincia prematuramente e il materiale biologico inalato minaccia la vita del bambino può creare un'intensa paura e diventare la base di futuri disturbi ossessivo-compulsivi.
Una ricca fonte di importanti informazioni sulle deviazioni sessuali è il volume  A Sexual Profile ofMen in Power  (Profilo sessuale di uomini di potere), di Janus, Bess e Saltus (1977) .
Il loro studio è basato su oltre settecento ore di interviste con prostitute di alto bordo della costa orientale degli Stati Uniti.
Diversamente da molti altri ricercatori, gli autori non erano interessati tanto alla personalità delle prostitute quanto alle preferenze e alle abitudini dei loro clienti, tra i quali molti famosi rappresentanti della politica, della legge, della giustizia e del mondo degli affari.
Le interviste hanno rivelato che soltanto una piccolissima minoranza dei clienti cercava un semplice rapporto sessuale.
La maggior parte era interessata a varie pratiche deviate, che si potrebbero definire 'pesanti pratiche erotiche pervertite'.     
Di solito i clienti volevano il bondage, l'uso della frusta e altre forme di tortura. Alcuni erano pronti a pagare somme elevate per un allestimento scenico di complesse fantasie sadomasochistiche. Per esempio, c'era un cliente che esigeva la riproduzione realistica di una situazione in cui egli impersonava un pilota americano colpito e catturato dai tedeschi nazisti durante la seconda guerra mondiale.              
Le prostitute dovevano vestirsi come le bestiali donne della Gestapo, indossando stivaloni di pelle ed elmetti militari.
Il loro compito era di sottomettere il cliente a svariate e ingegnose torture.
Tra le pratiche più richieste e più costose c'erano la "pioggerella d'oro" e la "pioggerella marrone", il farsi urinare e defecare addosso
nel contesto sessuale. Secondo i racconti delle prostitute, dopo il culmine dell'esperienza sadomasochistica e scatologica e dopo che i
clienti avevano raggiunto l'orgasmo sessuale, molti di questi uomini estremamente ambiziosi e influenti regredivano a uno stato
infantile. Volevano essere tenuti in braccio, succhiare i capezzoli delle prostitute ed essere trattati come neonati. Tale comportamento,
ovviamente, era in forte contrasto con l'immagine pubblica che gli uomini cercavano di proiettare nella vita di tutti i giorni
Nel libro, le interpretazioni avanzate sono esclusivamente biografiche e freudiane. Gli autori collegano le torture con le punizioni dei
genitori, la pioggerella d'oro e quella marrone con problemi relativi al momento dell'insegnamento dell'uso del vasino, il bisogno di
succhiare il seno a desideri frustrati di essere allattati, a una fissazione sulla madre, e così via.
Un esame più attento, tuttavia, rivela che i clienti recitavano veri e propri temi perinatali, e non eventi postnatali dell'infanzia.
La combinazione di costrizione fisica, dolore e tortura, eccitazione sessuale, pratiche scatologiche e il successivo comportamento orale
regressivo sono indiscutibilmente indicazioni dell'attivazione delle MPB III e IV.
A questo punto, porterò un breve esempio che illustra il legame esistente tra pratiche sessuali del genere appena descritto e il processo perinatale.
Un mio amico australiano, che durante la terapia vedeva una prostituta proveniente da una grande città ed era particolarmente ben
informato sulla situazione del sottobosco sessuale del luogo, mi descrisse l'attrazione più popolare e maggiormente richiesta, offerta dalle
prostitute locali: il cliente si chiudeva a chiave in una stanza particolare, insieme con tre ragazze adolescenti travestite da suore.
Mentre le rincorreva e le assaliva sessualmente, le ragazze fingevano di essere prese dal panico e gli si opponevano, oppure fingevano di scappare.
Tutto ciò succedeva mentre diversi altoparlanti diffondevano musica sacra, come per esempio la Messa di Santa Cecilia di Charles Gounod
o il Requiem di Wolfgang Amadeus Mozart.
La combinazione di sesso, aggressività ed elementi spirituali è assolutamente tipica della transizione tra la MPB III e la MPB IV.
Le conclusioni di Janus, Bess e Saltus meritano una nota particolare. Gli autori si sono rivolti al pubblico americano, dicendo di non aspettarsi che gli uomini politici e altri eminenti personaggi fungano da modelli di comportamento sessuale.
Alla luce del loro lavoro questa aspettativa sarebbe altamente non realistica.
I risultati delle loro ricerche indicano infatti che stimoli sessuali eccessivi e le tendenze verso le deviazioni sono inestricabilmente
collegati con l'alto grado di ambizione richiesta dalla società odierna per diventare un personaggio pubblico di successo.                        
Dunque, non dobbiamo essere sorpresi dagli scandali che avvengono nei più elevati circoli sociali e politici: per esempio, Yaffaire Profumo, che ha sconvolto il parlamento inglese, le scappatelle di Ted Kennedy, che hanno annientato le sue possibilità di candidarsi alla presidenza, i peccatucci di John Kennedy, che hanno minacciato la sicurezza nazionale, e le stravaganze sessuali di Bill Clinton, che per molti mesi hanno paralizzato il governo americano. La comprensione delle radici perinatali del comportamento umano offre una soluzione inaspettata ali' antica discussione tra Freud e Adler su quale sia l'elemento dominante della psiche umana: l'impulso sessuale o la volontà di potenza.
Secondo Freud, la forza più ragguardevole che guida pensieri, emozioni e comportamento è la ricerca dell'appagamento sessuale.
Poi, vogliamo il potere perché ci rende più desiderabili e aumenta le nostre opportunità sessuali.
Per Adler, invece, l'elemento motivante decisivo della psiche è il sentimento di inferiorità e un preciso impulso a compensarlo in modo ec­cessivo:
la lotta per il potere o, come diceva lo psicologo, « la protesta maschile ».
Ciò che vogliamo più di ogni altra cosa è il potere, e ci serviamo del sesso per ottenerlo e per migliorare la nostra posizione nel mondo.
Janus, Bess e Saltus indicano che un forte impulso sessuale e una grande ambizione non sono in conflitto tra loro, ma rappresentano in realtà due facce della stessa medaglia. Ciò è in perfetto accordo con il modello perinatale: nel contesto della MPB III, le due forze sono inestricabilmente collegate.
Come abbiamo visto, l'asfissia ed il dolore provati nel canale del parto creano un impulso sessuale straordinariamente intenso che cerca di scaricarsi. Ma il confronto con le forze primarie delle contrazioni uterine e con la resistenza del canale del parto fa sentire il feto impotente e inadeguato.
Nello stesso tempo, l'estremo disagio e il pericolo mortale della nascita mettono in moto l'istinto di sopravvivenza, e si concludono in sforzi disperati per affrontare la prova e superarla. Eventi nella vita postnatale formano allora sistemi COEX che possono consolidare l'uno o l'altro
degli elementi di questa coppia complementare.
Alcune forme estreme di patologia sessuale criminale, come lo stupro, l’’omicidio sadico e la necrofilia, rivelano  chiaramente le proprie radici perinatali. Gli individui che sperimentano gli aspetti sessuali della MPB III parlano spesso del fatto che questo livello del processo della nascita
ha molte caratteristiche in comune con lo stupro.
Il paragone è significativo se si considerano alcune caratteristiche esperienziali principali dello stupro.
Per la vittima, sono presenti gli elementi di grave pericolo, ansietà vitale, dolore estremo, costrizione fisica, lotta per liberarsi, asfissia
ed eccitazione sessuale imposta. A sua volta, l'esperienza dello stupratore implica le controparti attive degli stessi elementi: mettere in
pericolo, minacciare, infliggere dolore, limitare, asfissiare e provocare l'eccitazione sessuale.
L'esperienza della vittima ha molti elementi in comune con quelli del bambino che soffre nelle strette del canale del parto, mentre lo stupratore esteriorizza e riproduce le forze introiettate delle contrazioni uterine e, nello stesso tempo, si vendica con un surrogato della madre.  
Se la memoria della MPB III è vicina alla coscienza, può creare una forte pressione psicologica sull'individuo e far sì che ne attui gli elementi nella vita di tutti i giorni: costringe a violenti rapporti sessuali consensuali o provoca inconsciamente persino pericolose situazioni sessuali.
Un meccanismo del genere in realtà non è valido per tutte le vittime di crimini sessuali, ma in alcuni casi può avere un ruolo importante.
Inoltre, pur essendo manifestamente autodistruttivo, un simile comportamento contiene in sé un inconscio impulso alla guarigione: esperienze generate dalla psiche del soggetto nel contesto di una terapia esperienziale, con intuizioni attinte alle fonti dell'inconscio, possono portare alla guarigione e ad una trasformazione psicospirituale.
A causa della somiglianza tra l'esperienza dello stupro e quella della nascita, la vittima soffre un trauma psicologico che non riflette soltanto il doloroso impatto del fatto appena avvenuto, ma anche l'annientamento delle barriere difensive che la proteggevano dalla memoria della nascita biologica. I frequenti e pluriennali problemi emotivi provocati da uno stupro sono molto probabilmente causati dall'emergere di emozioni perinatali nella coscienza e di manifestazioni psicosomatiche.
La risposta terapeutica dovrà comprendere un lavoro sul trauma della nascita .
L'influenza della terza matrice perinatale è ancora più evidente nel caso degli omicidi sadici, strettamente connessi con lo stupro.
Oltre alla scarica combinata degli impulsi sessuali e aggressivi, questi atti comprendono gli elementi della morte, della mutilazione, dello smembramento e dell'indulgere scatologico nel sangue e negli intestini. Ciò è chiaramente una combinazione tipica di quando si rivivono le fasi finali della nascita. Le dinamiche dell'omicidio sadico sono strettamente collegate con quelle del suicidio con spargimento di sangue.
L'unica differenza è che, nella prima, l'individuo assume apertamente il ruolo dell'aggressore, mentre, nella seconda, fa suo anche quello della vittima.
In ultima analisi, entrambi i ruoli rappresentano aspetti separati della stessa personalità; quella dell'aggressore riflette l'introiezione delle forze oppressive e distruttive del canale del parto, quella della vittima la memoria delle emozioni e sensazioni del bambino durante il parto .
Una simile combinazione di elementi, ma con proporzioni alquanto differenti, sembra essere la base dell'immagine clinica della necrofilia.
La necrofilia avviene in molte forme e in gradi diversi: presenta manifestazioni innocue ma anche dimensioni criminali.
Nelle sue variazioni più superficiali, implica l'eccitazione sessuale prodotta dalla vista di cadaveri o dall'attrazione per i cimiteri, le tombe e oggetti connessi Forme più gravi di necrofilia sono caratterizzate da una forte voglia di toccare un cadavere,.di annusarlo o di assaggiarlo e di indugiare nella putrefazione e nella decomposizione.
Il passo successivo è la manipolazione vera e propria delle salme, con un'enfasi sessuale che culmina in un rapporto carnale concreto in obitori, imprese di pompe funebri e cimiteri.
Casi  estremi di questa perversione combinano l'abuso sessuale dei cadaveri con atti di mutilazione, di smembramento dei corpi e di
cannibalismo.
L'analisi della necrofilia rivela lo stesso strano amalgama di sessualità, morte, aggressività e scatologia, così caratteristico della terza matrice perinatale. Le radici più profonde di questa grave patologia sembrano implicare una regressione filogenetica nel regno animale e l'identificazione con la coscienza di specie carnivore saprofaghe.  
 
a cura di Katia Soliani  -  di Stanislav Grof ; tratto da" psicologia del futuro"  ed. RED
 
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