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ARCHETIPI, IMMAGINAZIONE MITCA E SOCIETA’ MODERNA di Stanislav Grof, M.D.
2° PARTE 
 
4. Gli Archetipi e le Correnti Sociopolitiche nella Storia 
 
Le forze archetipiche non governano solamente la psiche individuale, ma, in quanto forze della storia, anche la psiche collettiva.
Ai cavalieri del medioevo era chiesto di sacrificare le loro vite in nome di Gesù, prendendo parte alle Crociate con l’obiettivo di riconquistare la Terra Santa ai danni dei seguaci di Maometto.
Gli Hussiti di Boemia erano soliti appellarsi con il termine “Guerrieri di Dio” ed inneggiare in coro “Ye Who Are the Warriors of God” con una tale intensità da preannunciare la devastazione dei nemici in procinto d’esser affrontati, fin al punto di convincerli alla fuga. Lo stesso Hitler utilizzò simboli archetipici con l’obiettivo di influenzare i suoi sostenitori, quali la svastica vedica e l’aquila del sole, il millenario Reich e la supremazia della razza ariana.
C.G. Jung rilevò come il simbolo archetipico di Ragnarok (Goetterdaemmerung o Il Crepuscolo degli Dei) continuasse ad apparire nei sogni dei suoi pazienti tedeschi, giustificandolo con il fatto che la Germania si trovava di fronte ad una catastrofe nazionale che avrebbe finito con l’annientarla.

Egli, inoltre, analizzò gli aspetti archetipici di Hitler e Stalin (Jung 1950), mettendo in risalto le implicazioni politiche che ebbe l’archetipo Odino per la Germania (Jung 1964).
Marie-Louise von Franz pubblicò un articolo intitolato “The Transformed Bersek” dove analizzò l’importanza dell’esperienza di Nikolas von Flue, santo patrono della Svizzera (sua visione del Cristo Wotanico) per il futuro della sua patria (Franz 1988). James Hillman raccolse nel suo splendido libro “A Terrible Love of War” una serie di prove convincenti del fatto che la guerra sia una forza archetipica portentosa in grado di imporre la sua irresistibile forza su individui ed intere nazioni (Hillman 2004)Ronald Reagan, nel corso dei suoi discorsi ufficiali, fece spesso riferimento all’Apocalisse e si riferì all’Unione Sovietica con l’appellativo di “Impero del Male”.
George Bush definì la sua lotta contro il terrorismo musulmano con il termine “Crociata”, mentre, di contro, gli estremisti musulmani fanno ricorso a fini politici al concetto di Jihad, la Guerra Santa contro gli infedeli ed aspirano alle delizie del Paradiso, include le vergini dagl’occhi neri Huri, come compenso per i loro attacchi suicidi contro gli infedeli.
Parimenti, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, i guerrieri kamikaze giapponesi credevano fermamente al sacrificio della loro vita per il Dio in terra, “Imperatore del Paradiso” Hirohito.
Gli autori dell’indottrinamento strategico si rivolgono ai membri della loro comunità come al “sacerdozio nucleare”, il primo test atomico fu denominato “Trinità” , l’unione del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, le tre forze maschili della creazione.
Gli scienziati che furono coinvolti nella realizzazione della prima bomba atomica ed assistettero all’attività di testing li descrissero come segue: “Fu come essere al cospetto del primo giorno della creazione” e Robert Oppenheimer rimembrò le parole rivolte da Krishna ad Arjuna nel Bhagavad Gita: “Mi sono trasformato in Morte, Distruttore di Mondi.
”Gli stati non ordinari di coscienza", raggiunti con o senza l’utilizzo di sostanze psichedeliche, danno accesso ad affascinanti approfondimenti circa la natura archetipica e prenatale della guerra e delle rivoluzioni sanguinose.
Immagini di violenza sociopolitica solitamente caratterizzano la fase della nascita biologica ed appaiono oltremodo in linea con le fasi successive del processo della nascita (matrice BPM) e ciascuna di queste fasi è interconnessa con particolari immagini archetipiche legate ai corrispondenti elementi del feto (Grof 1985, 2000).
Nel rivivere i momenti di quiete caratterizzanti il periodo intrauterino (BPM I), solitamente incontriamo scene di vita in cui gli esseri umani convivono in armonia con se stessi e con la natura che li circonda e l’universo archetipico fornisce immagini paradisiache di varie estrazioni culturali, mentre i ricordi di problematiche intrauterine, quali l’intossicazione dell’utero, l’imminenza di una nascita prematura o il tentativo di aborto, vengono caratterizzati da immagini di gruppi di uomini che vivono in aree industriali dove la natura è in balia di inquinamento e distruzione, o in società in cui l’ordine sociale è in pericolo ed ovunque regna la paranoia, le cui immagini archetipiche caratterizzanti sono demoni insidiosi.
Le più tipiche immagini archetipiche associate alla prima fase del processo di nascita sono vortici minacciosi, affondamenti o mostri strangolanti (draghi, Leviatano ( mostro marino), orche, tarantole e piovre) oppure apparizioni nel mondo sotterraneo.
Esperienze regressive relative alla prima fase della nascita clinica (BPM II), in cui l’utero incomincia a contrarsi, ma la cervice non è ancora aperta, sono solite presentare scenari molto particolari di società in cui i confini sono inaccessibili e regna un regime totalitario ed oppressivo che soggioga la popolazione e cancella la libertà personale, come fu la Russia Zarista e Comunista, il Terzo Reich di Hitler, le dittature Sudamericane e l’Apartheid Africana, o sequenze di prigionieri in campi di concentramento nazisti e dell’arcipelago di Gulag durante la dittatura staliniana.
Nel vivere queste scene di vita infernali, ci s’immedesima esclusivamente con le vittime provando profonda compassione per i sottomessi e gli sconfitti.
Alla base di tutto c’è l’archetipo infernale, rappresentante l’estrema ed infinita sofferenza fisica e mentale, con tanto di raffigurazioni di creature diaboliche e peccatrici.
Le esperienze che caratterizzano il rivivere della seconda fase clinica della nascita (BPM III), momento in cui la cervice si è ormai dilatata e le persistenti contrazioni conducono il feto attraverso lo stretto canale intrauterino, sono caratterizzate da una lunga serie di violenze, quali guerre e rivoluzioni sanguinose, stragi di uomini ed animali, mutilazioni, abusi sessuali ed omicidi.
Solitamente queste sequenze riportano elementi demoniaci e trame scatologico - repulsive, e, spesso, anche visioni legate al fuoco, come città in fiamme, lancio di razzi ed esplosioni di ordigni nucleari.
In questo caso non siamo limitati al solo ruolo della vittima, ma possiamo ricoprire il triplice ruolo di vittima, aggressore o semplice testimone coinvolto da un punto di vista emotivo.
Ed è quando la terza matrice si appresta a concludersi che le sequenze archetipiche incominciano a riportare raffigurazioni di morte e rinascita, quali Osiride, Dionisio, Quetzcoalt, Inanna, Gesù, Fenice o divinità associate al fuoco (come Moloch e Pele).
Gli eventi che caratterizzano la terza fase clinica del processo della nascita (BPM IV), l’attimo in cui il feto nasce a tutti gli effetti e si separa dalla madre, sono solitamente associati a sequenze di trionfi in guerra, rivoluzioni, rilascio di prigionieri, il buon esito di sforzi collettivi, quali i movimenti patriottici o nazionalisti, ed è proprio a questo punto che è possibile incontrare visioni di celebrazioni e parate, o esaltanti ricostruzioni post-belliche.
Gli elementi archetipici caratteristici di questa fase sono lo spettro dei colori dell’arcobaleno, i disegni dei pavoni, divinità quali la Grande Madre e raffigurazioni di divinità che appaiono sotto forma di luce (creature angeliche, gandharva ed apsaras).
Nel 1975 riportai tali considerazioni nel mio libro “Realms of the Human Unconscious” (Grof 1975) collegando le agitazioni socio-politiche alle fasi della nascita biologica e, subito dopo la pubblicazione, ricevetti una lettera da Lloyd de Mause, psicoanalista e giornalista di New York, che fu uno dei fondatori della psicostoria, disciplina che applica le scoperte della psicologia alla storia ed alle scienze politiche (Mause 1975), studiando questi argomenti sulla base del rapporto tra le esperienze d’infanzia dei leader politici ed il loro sistema di valori e processo decisionale, o l’influenza della formazione giovanile sulla tipologia di rivoluzione di un particolare periodo storico.
Lloyd de Mause mostrò un elevato interesse verso le mie conclusioni in materia di trauma della nascita e le possibili implicazioni socio-politiche in quanto furono di supporto nell’ambito della sua ricerca.
Per un certo periodo di tempo, de Mause studiò gli aspetti psicologici dei periodi che precedettero guerre e rivoluzioni, interessandosi principalmente a come i leader militari riuscirono a mobilitare masse pacifiche, trasformandole rapidamente in vere e proprie macchine da guerra.
Il suo approccio si rivelò creativo ed originale per il suo accostamento tra l’analisi delle tradizionali fonti d’informazione ad elementi di una certa rilevanza psicologica provenienti da caricature, scherzi, sogni, immaginario personale, sviste, propagande, e persino dagli scarabocchi riportati sulle bozze dei documenti politici.
Quando si mise in contatto con me, aveva così analizzato già diciassette periodi storici passati, tutti precedenti l’esplosione di guerre e sommosse rivoluzionarie, coprendo in questo modo un intervallo di parecchi secoli dall’antichità fino ai tempi più recenti.
Egli rimase molto colpito nel ritrovare, nel corso della sua analisi, un numero così elevato di figure retoriche, metafore ed immagini legate alla nascita biologica poiché, solitamente, i leader militari e politici di ogni periodo, nel descrivere situazioni critiche o dichiarare guerra, utilizzavano espressioni relative anche alle sofferenze prenatali.
Così costoro accusavano il nemico di soffocare e strangolare la popolazione facendogli uscire dai polmoni l’ultimo respiro, oppure di opprimerla senza darle abbastanza spazio per vivere (il “Lebensraum” o “Spazio Vitale” di Hitler).
Un recente esempio è la minaccia di Osama Bin Laden, contenuta in un filmato, in cui preannuncia che avrebbe spedito gli Stati Uniti a “soffocare all’inferno”.
Altrettanto frequenti erano le allusioni a caverne buie, cunicoli, frastornanti labirinti, baratri in cui rischiare d’esser spinti, e minacce d’esser inghiottiti da sabbie mobili o terrificanti vortici.
Parimenti, anche la proposta di soluzione della crisi appare sotto forma di sequenze archetipiche, così il leader promette di far uscire la nazione da un minaccioso labirinto, di condurla verso la luce alla fine del tunnel, e di far in modo che il pericoloso aggressore ed oppressore venga sopraffatto e tutti possano tornare a “respirare liberamente”.
Lloyd de Mause portò ad esempio famosi personaggi storici quali Alessandro il Grande, Napoleone, Samuel Adams, re Wilhelm II, Hitler, Khrushchev e Kennedy.
Così, Samuel Adams, riferendosi alla Rivoluzione Americana, parla dei “Figli dell’Indipendenza ora in lotta per rinascere”, Kaiser Wilhelm, nel 1914, dichiarò che “La Monarchia era stata afferrata per la gola e costretta a scegliere se lasciarsi strangolare oppure combattere fino all’ultimo sangue per difendersi dall’attacco” e, durante la crisi missilistica di Cuba, Khrushchev scrisse a Kennedy implorando che le due nazioni non arrivassero allo scontro come talpe cieche che combattono in un cunicolo fino al sopraggiungere della morte.
Ancor più esplicito fu il messaggio in codice utilizzato dall’ambasciatore giapponese Kurusu nel corso della sua telefonata a Tokyo per segnalare che la negoziazione con Roosevelt era stata interrotta e che era il momento di procedere con il bombardamento di Pearl Harbor.
Egli dichiarò che “La nascita del bambino era imminente” e, chiedendo cosa ne pensassero in Giappone, disse: “Non vi pare che il bambino sia sul punto di venire al mondo?”. La risposta fu: “Si, la nascita del bambino sembra ormai imminente.”
E’ interessante notare che i servizi segreti americani interpretarono come significato della codificazione “guerra = nascita”.
Particolarmente agghiacciante fu, poi, l’utilizzo del linguaggio prenatale in connessione con l’esplosione della bomba atomica ad Hiroshima.
All’aeroplano fu dato il nome della madre del pilota, Enola Gay, sullo stesso ordigno atomico venne dipinto il soprannome “The Little Boy” ed il messaggio che si stabilì di inviare a Washington per confermare il successo dell’operazione fu: “Il bambino è nato.”.
Senza poi allontanarsi troppo, anche dietro “Fat Man”, soprannome della bomba sganciata a Nagasaki, si può trovar traccia di una rinascita.
In seguito alla nostra corrispondenza, Lloyd de Mause continuò a collezionare nuovi esempi storici e raffinò la sua tesi su come il ricordo del trauma della nascita svolga un ruolo importante come fonte di motivazione per azioni sociali violente.
Le questioni riguardanti il conflitto nucleare sono di tale rilevanza che credo sia necessario entrare maggiormente nel dettaglio, utilizzando le argomentazioni riportate su di un affascinante articolo di Carol Cohn intitolato “Sesso e Morte nel Razionale Mondo degli Intellettuali Militari” (Cohn 1987).
Gli intellettuali militari sono civili che si susseguono al Governo, ricoprendo, a volte, il ruolo di ufficiali o consulenti amministrativi, a volte, di universitari od esperti, occupandosi di produrre teorie che forniscano le giuste informazioni e legittimino le azioni nucleari strategiche degli Stati Uniti, quali come gestire la corsa agli armamenti, come disincentivare l’uso delle armi nucleari, come combattere una guerra nucleare nel caso l’opera di dissuasione dovesse fallire e come spiegare i motivi per cui sia rischioso vivere senza possedere armamenti nucleari.
Carol Cohn partecipò ad un seminario estivo, della durata di due settimane, relativo agli armamenti nucleari, al loro controllo ed ai relativi concetti strategici, rimanendone affascinata a tal punto da trascorrere i susseguenti anni immersa nel mondo, quasi esclusivamente maschile (ad eccezione delle segretarie), degli intellettuali militari, e raccolse testimonianze estremamente interessanti che non fecero che confermare la presenza della dimensione prenatale nell’ambito della guerra nucleare.
Nei suoi affascinanti articoli vengono riportati otto avvenimenti storici nei quali messaggi in codice ed altri tipi di comunicazioni concernenti lo sviluppo e le attività di testing della bomba atomica ed all’idrogeno presentino dei riferimenti ai concetti di nascita e di neonati.
Ad ulteriore sostegno dell’importanza del ruolo svolto dall’universo prenatale dell’inconscio nella psicologia di guerra, altri elementi si possono ritrovare nello splendido libro di Sam Keen “Le Facce del Nemico” (Keen 1988).
Keen raccolse un’eccezionale serie di manifesti di guerra riportanti visioni distorte della realtà, vignette di propaganda e caricature, relativi a differenti periodi storici e provenienti da vari paesi, che dimostravano come il modo in cui il nemico venisse descritto e ritratto nel corso di una guerra od una rivoluzione fosse uno stereotipo ben preciso ed avesse ben poco a che fare con le peculiarità del paese o della cultura in questione.
Egli suddivise queste immagini in numerose categorie archetipiche sulla base delle loro principali peculiarità (per esempio lo Straniero, l’Aggressore, il Degno Avversario, lo Sconosciuto, il Nemico di Dio, il Barbaro, l’Avido, il Criminale, il Torturatore, lo Stupratore, la Morte) e notò come le presunte rappresentazioni del nemico fossero essenzialmente proiezioni degli aspetti più oscuri, repressi e sconosciuti del nostro inconscio.
Benché si possano certamente ritrovare nella storia umana esempi di guerre giuste, coloro che intraprendono attività belliche sono solitamente alla ricerca di obiettivi esterni per aspetti della loro psiche che dovrebbero, più propriamente, essere affrontati nel corso di un cammino di ricerca personale interiore.
Sam Keen non menziona esplicitamente nella sua teoria l’universo prenatale dell’inconscio, tuttavia, analizzando le immagini da lui raccolte, si può notare la prevalenza di sequenze archetipiche caratteristiche delle BPM II e BPM III.
Il nemico viene solitamente raffigurato come una piovra pericolosa, un drago brutale, un hydra a più teste, una gigantesca tarantola velenosa, oppure un leviatano ingurgitante.
Altri simboli frequentemente utilizzati sono brutali predatori felini o volatili, mostruosi squali e terrificanti serpenti, in particolar modo vipere e boa constrictors, ed abbondano, nei periodi di guerre, rivoluzioni e crisi politiche, scene rappresentanti strangolamenti o maciullamenti, minacciosi vortici ed insidiose sabbie mobili.
Si può dunque concludere dicendo che l’analogia tra le immagini che raffigurano esperienze prenatali, nel corso di stati di coscienza olotropici, e le collezioni di immagini storiche di Lloyd de Mause e Sam Keen costituiscono una prova rilevante delle radici prenatali e transpersonali della violenza umana.
Sulla base di queste nuove riflessioni, derivanti sia dall’osservazione della ricerca sulla coscienza sia dalle scoperte della psicostoria, si deduce come tutti noi siamo in possesso, nella profondità del nostro inconscio, di potenti energie ed emozioni associate al trauma della nascita, di cui non abbiamo sufficiente padronanza e che non sono state adeguatamente assimilate, il cui simbolismo deriva da fonti archetipiche.
Per alcuni di noi, tale aspetto della psiche potrebbe rimanere del tutto celato nell’inconscio, finché e se mai si intraprendesse un percorso di analisi interiore con l’ utilizzo di sostanze psichedeliche ed alcune potenti tecniche empiriche di psicoterapia, come la respirazione olotropica ed il rebirthing, mentre altri possono essere in possesso di vari livelli di consapevolezza delle emozioni e sensazioni fisiche provenienti dal livello prenatale e transpersonale dell’inconscio.
Tale tipo di attivazione può comportare gravi psicopatologie individuali, compreso un livello di violenza immotivato, e sembra che, per motivi sconosciuti, la consapevolezza dei fattori prenatali possa aumentare simultaneamente in un gran numero di persone, sviluppando un’atmosfera di tensione, ansietà ed aspettativa generale.
Un leader altro non è che un individuo influenzato da una maggior carica di energie prenatali rispetto alla media delle altre persone, per di più in possesso della capacità di negare le sue sensazioni più difficili da accettare (ciò che Jung chiama L’Ombra), proiettandole su situazioni esterne a lui.
La causa del malcontento generale viene attribuita al nemico e l’unica soluzione che viene offerta è l’intervento militare.
Le ricerche storiche ed astrologiche di Richard Tarnas contribuiscono in maniera affascinante a gettare nuova luce sull’idea di de Mause di una tensione collettiva, proveniente dall’inconscio prenatale, che solitamente precede situazioni di guerre o rivoluzioni.
Nel corso delle sue meticolose ricerche, Tarnas mostrò la profonda connessione tra lo studio dei fenomeni da me denominati Matrici Prenatali di Base (BPMs) e gli archetipi astrologici (BPM I con Nettuno;  BPM II con Saturno; BPM III con Plutone; BPM IV con Urano), e dimostrò come lungo il corso della storia umana vi sia stata una profonda correlazione dei periodi di guerra e rivoluzioni con gli aspetti più violenti di Plutone e Saturno (Tarnas 2006).
 
5. La Ricerca di un Nuovo Mito
 
Planetario Gli studiosi, quali Arnold Toynbee e Joseph Campbell, notarono che tutte le culture del passato erano governate da un mito predominante oppure da un complesso di più miti, e spesso Joseph Campbell si chiese quali fossero i miti che guidano la civilizzazione occidentale, sottolineando quanto fosse importante il mito della Ricerca del Sacro Grail in relazione all’individualismo che caratterizza la società occidentale.
Potremmo anche considerare i due miti più rilevanti nell’era moderna: il Paradiso Perduto e l’Ascesa dell’Uomo, ed altrettanto appropriati sembrano essere il Rapimento e lo Stupro, la Contesa, la Morte/Rinascita e tanti altri, quali Faust, l’Apprendista Stregone, Frankenstein, il Figliol Prodigo, la Torre di Babele e via discorrendo.
Joseph Campbell spesso si domandò anche quali sarebbero stati i miti del futuro e non nascose la speranza che la frammentazione e l’individualismo potessero essere superati dalla creazione di una civiltà planetaria dove le persone potessero vivere in armonia tra di loro e con la natura, beneficiando delle più straordinarie scoperte della scienza e della tecnologia, utilizzandole, però, con la saggezza proveniente da un luogo profondamente spirituale (Nuova Atlantide).
Raggiungere quest’obiettivo comporterebbe anche una rinascita psicospirituale, una liberazione ed un ritorno al femminile.
Dal momento che stiamo parlando della civilizzazione del pianeta, vorrei riferirmi ad un’interessante osservazione che credo sia di un certo rilievo a tal proposito.
Infatti, una delle più sorprendenti scoperte nel corso della mia attività con le sostanze psichedeliche e la respirazione olotropica è stato rilevare l’estrema facilità con cui gli individui, nell’ambito di stati di coscienza olotropici, possano trascendere i confini del tempo e dello spazio e venire a contatto con elementi, trame e scenari archetipici provenienti da ogni cultura apparsa nel corso della storia umana.
Con gli anni, io stesso ho avuto modo di vivere, nel corso delle mie sessioni psichedeliche, episodi provenienti da varie mitologie e religioni del mondo, quali la religione Induista, Buddista, Buddista-Tibetana, Musulmana, Cristiana, Egizia, Scintoista, Aborigena, degli Indiani d’America, Sudamericana .
Deve trattarsi di un nuovo fenomeno, in quanto molte culture entrarono in contatto ed utilizzarono potenti tecniche di alterazione della mente, incluse le piante psichedeliche, ma nel nostro caso, avendo la possibilità di entrare in contatto con l’intero inconscio collettivo così semplicemente come lo era per costoro, non avremmo dovuto distinguere mitologie di culture specifiche.
Infatti è logico presumere che, per esempio, i Tibetani entrassero in contatto con divinità Tibetane, e gli Indiani Huichol facessero lo stesso con le loro divinità, non essendoci riferimenti allo Spirito del Grande Cervo o Fuoco del Grande Padre nel Libro Tibetano dei Morti o, viceversa, ai Cinque Buddha nella tradizione Huichol.
L’impressione è che ciò che sta accadendo nel nostro mondo materiale aumenti sensibilmente l’accessibilità ai vari livelli dell’inconscio collettivo.
Basti pensare che fino alla fine del quindicesimo secolo gli Europei non erano in nessun modo a conoscenza del Nuovo Mondo e dei suoi abitanti, ne tanto meno lo erano gli Indigeni d’America per quanto concerne la società europea, e molte popolazioni insediate in remoti angoli del pianeta rimasero sconosciute al resto del mondo fino all’avvento della nostra era, così come i Tibetani rimasero pressoché isolati fino all’epoca dell’invasione Cinese del 1949.
Al giorno d’oggi, le stazioni radio ad onde corte, la televisione, il trasporto aereo e, più recentemente, l’avvento di internet, hanno cancellato molti dei confini passati, nella speranza che quanto stia accadendo nel mondo materiale e spirituale presagisca l’avvento di una civilizzazione realmente globalizzata. 
 
6. Ricerca sulla Coscienza, Psicologia Archetipica ed Astrologia 
 
Le nuove conoscenze sulla natura e l’attività degli archetipi, emerse nel corso degli studi sugli stati di coscienza olotropici, hanno importanti implicazioni nel campo dell’ astrologia.
Infatti, da una parte, questo nuovo scenario è di enorme supporto per i principi astrologici a livello planetario (Grof 2009) e, dall’altra parte, sviluppa nuove interessanti prospettive per la psichiatria, la psicologia ed un ampio spettro di altre discipline. Tuttavia si tratta di un argomento complesso che verrà trattato in altra sede.
  © per gentile concessione del prof. Stanislav Grof  
 
Tradotto in italiano per Olotropica.it da Angelo Savio - Revisione di Katia Soliani - Agosto 2010 
Articolo  tradotto e pubblicato con il consenso dell'Autore
 
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