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| ARCHETIPI, IMMAGINAZIONE MITCA E SOCIETA’ MODERNA di
Stanislav Grof, M.D. |
| 2° PARTE |
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| 4. Gli Archetipi e le Correnti Sociopolitiche nella Storia |
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Le forze archetipiche non governano
solamente la psiche individuale, ma, in quanto forze della
storia, anche la psiche collettiva.
Ai cavalieri del medioevo era chiesto di sacrificare le loro
vite in nome di Gesù, prendendo parte alle Crociate con
l’obiettivo di riconquistare la Terra Santa ai danni dei seguaci
di Maometto. |
Gli Hussiti di Boemia erano soliti
appellarsi con il termine “Guerrieri di Dio” ed inneggiare in
coro “Ye Who Are the Warriors of God” con una tale intensità da
preannunciare la devastazione dei nemici in procinto d’esser
affrontati, fin al punto di convincerli alla fuga. Lo stesso
Hitler utilizzò simboli archetipici con l’obiettivo di
influenzare i suoi sostenitori, quali la svastica vedica e
l’aquila del sole, il millenario Reich e la supremazia della
razza ariana.
C.G. Jung rilevò come il simbolo archetipico di
Ragnarok (Goetterdaemmerung o Il Crepuscolo degli Dei)
continuasse ad apparire nei sogni dei suoi pazienti tedeschi,
giustificandolo con il fatto che la Germania si trovava di
fronte ad una catastrofe nazionale che avrebbe finito con
l’annientarla.
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| Egli, inoltre, analizzò gli
aspetti archetipici di Hitler e Stalin (Jung 1950), mettendo in risalto le
implicazioni politiche che ebbe l’archetipo Odino per la
Germania (Jung 1964). |
Marie-Louise von Franz pubblicò un articolo intitolato “The
Transformed Bersek” dove analizzò l’importanza dell’esperienza
di Nikolas von Flue, santo patrono della Svizzera (sua visione
del Cristo Wotanico) per il futuro della sua patria (Franz
1988). James Hillman raccolse nel suo splendido libro “A
Terrible Love of War” una serie di prove convincenti del fatto
che la guerra sia una forza archetipica portentosa in grado di
imporre la sua irresistibile forza su individui ed intere
nazioni (Hillman 2004)Ronald Reagan, nel corso dei suoi discorsi
ufficiali, fece spesso riferimento all’Apocalisse e si riferì
all’Unione Sovietica con l’appellativo di “Impero del Male”.
George Bush definì la sua lotta contro il terrorismo musulmano
con il termine “Crociata”, mentre, di contro, gli estremisti
musulmani fanno ricorso a fini politici al concetto di Jihad, la
Guerra Santa contro gli infedeli ed aspirano alle delizie del
Paradiso, include le vergini dagl’occhi neri Huri, come compenso
per i loro attacchi suicidi contro gli infedeli. |
Parimenti, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, i guerrieri
kamikaze giapponesi credevano fermamente al sacrificio della
loro vita per il Dio in terra, “Imperatore del Paradiso”
Hirohito.
Gli autori dell’indottrinamento strategico si rivolgono
ai membri della loro comunità come al “sacerdozio nucleare”, il
primo test atomico fu denominato “Trinità” , l’unione del Padre,
del Figlio e dello Spirito Santo, le tre forze maschili della
creazione.
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Gli scienziati che furono coinvolti nella
realizzazione della prima bomba atomica ed assistettero
all’attività di testing li descrissero come segue: “Fu come
essere al cospetto del primo giorno della creazione” e Robert
Oppenheimer rimembrò le parole rivolte da Krishna ad Arjuna nel
Bhagavad Gita: “Mi sono trasformato in Morte, Distruttore di
Mondi.
”Gli stati non ordinari di coscienza", raggiunti con o senza
l’utilizzo di sostanze psichedeliche, danno accesso ad
affascinanti approfondimenti circa la natura archetipica e
prenatale della guerra e delle rivoluzioni sanguinose.
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Immagini di violenza sociopolitica solitamente caratterizzano la
fase della nascita biologica ed appaiono oltremodo in linea con
le fasi successive del processo della nascita (matrice BPM) e
ciascuna di queste fasi è interconnessa con particolari immagini
archetipiche legate ai
corrispondenti elementi del feto (Grof 1985, 2000).
Nel rivivere
i momenti di quiete caratterizzanti il periodo intrauterino (BPM
I), solitamente incontriamo scene di vita in cui gli esseri
umani convivono in armonia con se stessi e con la natura che li
circonda e l’universo archetipico fornisce immagini paradisiache
di varie estrazioni culturali, mentre i ricordi di problematiche
intrauterine, quali l’intossicazione dell’utero, l’imminenza di
una nascita prematura o il tentativo di aborto, vengono
caratterizzati da immagini di gruppi di uomini che vivono in
aree industriali dove la natura è in balia di inquinamento e
distruzione, o in società in cui l’ordine sociale è in pericolo
ed ovunque regna la paranoia, le cui immagini archetipiche
caratterizzanti sono demoni insidiosi.
Le più tipiche immagini
archetipiche associate alla prima fase del processo di nascita
sono vortici minacciosi, affondamenti o mostri strangolanti
(draghi, Leviatano ( mostro marino), orche, tarantole e piovre)
oppure apparizioni nel mondo sotterraneo.
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Esperienze regressive relative alla prima fase della nascita clinica (BPM II), in cui
l’utero incomincia a contrarsi, ma la cervice non è ancora
aperta, sono solite presentare scenari molto particolari di
società in cui i confini sono inaccessibili e regna un regime
totalitario ed oppressivo che soggioga la popolazione e cancella
la libertà personale, come fu la Russia Zarista e Comunista, il
Terzo Reich di Hitler, le dittature
Sudamericane e l’Apartheid Africana, o sequenze di prigionieri
in campi di concentramento nazisti e dell’arcipelago di Gulag
durante la dittatura staliniana.
Nel vivere queste scene di vita
infernali, ci s’immedesima esclusivamente con le vittime
provando profonda compassione per i sottomessi e gli sconfitti. |
Alla base di tutto c’è l’archetipo infernale, rappresentante
l’estrema ed infinita sofferenza fisica e mentale, con tanto di
raffigurazioni di creature diaboliche e peccatrici.
Le esperienze
che caratterizzano il rivivere della seconda fase clinica della
nascita (BPM III), momento in cui la cervice si è ormai dilatata
e le persistenti contrazioni conducono il feto attraverso lo
stretto canale intrauterino, sono caratterizzate da una lunga
serie di violenze, quali guerre e rivoluzioni sanguinose, stragi
di uomini ed animali, mutilazioni, abusi sessuali ed omicidi. |
Solitamente queste sequenze riportano elementi demoniaci e trame
scatologico - repulsive, e, spesso, anche visioni legate al
fuoco, come città in fiamme, lancio di razzi ed esplosioni di
ordigni nucleari.
In questo caso non siamo limitati al solo ruolo della vittima,
ma possiamo ricoprire il triplice ruolo di vittima, aggressore o
semplice
testimone coinvolto da un punto di vista emotivo.
Ed è quando la terza matrice si appresta a concludersi che le
sequenze archetipiche incominciano a riportare raffigurazioni di
morte e rinascita, quali Osiride, Dionisio, Quetzcoalt, Inanna,
Gesù, Fenice o divinità associate al fuoco (come Moloch e Pele). |
Gli
eventi che caratterizzano la terza fase clinica del processo
della nascita (BPM IV), l’attimo in cui il feto nasce a tutti
gli effetti e si separa dalla madre, sono solitamente associati
a sequenze di trionfi in guerra, rivoluzioni, rilascio di
prigionieri, il buon esito di sforzi collettivi, quali i
movimenti patriottici o nazionalisti, ed è proprio a questo
punto che è possibile incontrare visioni di celebrazioni e
parate, o esaltanti ricostruzioni post-belliche.
Gli elementi archetipici caratteristici di questa fase sono lo
spettro dei colori dell’arcobaleno, i disegni dei pavoni,
divinità quali la Grande Madre e raffigurazioni di divinità che
appaiono sotto forma di luce (creature angeliche, gandharva ed
apsaras). |
Nel 1975 riportai tali considerazioni nel mio libro “Realms of
the Human Unconscious” (Grof 1975) collegando le agitazioni
socio-politiche alle fasi della nascita biologica e, subito dopo
la pubblicazione, ricevetti una lettera da Lloyd de Mause,
psicoanalista e giornalista di New York, che fu uno dei
fondatori della psicostoria, disciplina che applica le scoperte
della psicologia alla storia ed alle scienze politiche (Mause
1975), studiando questi argomenti sulla base del rapporto tra le
esperienze d’infanzia dei leader politici ed il loro sistema di
valori e processo decisionale, o l’influenza della formazione
giovanile sulla tipologia di rivoluzione di un particolare
periodo storico.
Lloyd de Mause mostrò un elevato interesse verso
le mie conclusioni in materia di trauma della nascita e le
possibili implicazioni socio-politiche in quanto furono di
supporto nell’ambito della sua ricerca. |
Per un certo periodo di tempo, de Mause studiò gli aspetti
psicologici dei periodi che precedettero guerre e rivoluzioni,
interessandosi principalmente a come i leader militari
riuscirono a mobilitare masse pacifiche, trasformandole
rapidamente in vere e proprie macchine da guerra.
Il suo
approccio si rivelò creativo ed originale per il suo
accostamento tra l’analisi delle tradizionali fonti
d’informazione ad elementi di una certa rilevanza psicologica
provenienti da caricature, scherzi, sogni, immaginario
personale, sviste, propagande, e persino dagli scarabocchi
riportati sulle bozze dei documenti politici. |
Quando si mise in contatto con me, aveva così analizzato già
diciassette periodi storici passati, tutti precedenti
l’esplosione di guerre e sommosse rivoluzionarie, coprendo in
questo modo un intervallo di parecchi secoli dall’antichità fino
ai tempi più recenti.
Egli rimase molto colpito nel ritrovare, nel corso della sua
analisi, un numero così elevato di figure retoriche, metafore ed
immagini legate alla nascita biologica poiché, solitamente, i
leader militari e politici di ogni periodo, nel descrivere
situazioni critiche o dichiarare guerra, utilizzavano
espressioni relative anche alle sofferenze prenatali.
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Così costoro accusavano il nemico di soffocare e strangolare la
popolazione facendogli uscire dai polmoni l’ultimo respiro,
oppure di opprimerla senza darle abbastanza spazio per vivere
(il “Lebensraum” o “Spazio Vitale” di Hitler).
Un recente
esempio è la minaccia di Osama Bin Laden, contenuta in un
filmato, in cui preannuncia che avrebbe spedito gli Stati Uniti
a “soffocare all’inferno”. |
Altrettanto frequenti erano le allusioni a caverne buie,
cunicoli, frastornanti labirinti, baratri in cui rischiare
d’esser spinti, e minacce d’esser inghiottiti da sabbie mobili o
terrificanti vortici.
Parimenti, anche la proposta di soluzione
della crisi appare sotto forma di sequenze archetipiche, così il
leader promette di far uscire la nazione da un minaccioso
labirinto, di condurla verso la luce alla fine del tunnel, e di
far in modo che il pericoloso aggressore ed oppressore venga
sopraffatto e tutti possano tornare a “respirare liberamente”. |
Lloyd de Mause portò ad esempio famosi personaggi
storici quali Alessandro il Grande, Napoleone, Samuel Adams, re
Wilhelm II, Hitler, Khrushchev e Kennedy.
Così, Samuel Adams,
riferendosi alla Rivoluzione Americana, parla dei “Figli
dell’Indipendenza ora in lotta per rinascere”, Kaiser Wilhelm,
nel 1914, dichiarò che “La Monarchia era stata afferrata per la
gola e costretta a scegliere se lasciarsi strangolare oppure
combattere fino all’ultimo sangue per difendersi dall’attacco”
e, durante la crisi missilistica di Cuba, Khrushchev scrisse a
Kennedy implorando che le due nazioni non arrivassero allo
scontro come talpe cieche che combattono in un cunicolo fino al
sopraggiungere della morte. |
| Ancor più esplicito fu il messaggio
in codice utilizzato dall’ambasciatore giapponese Kurusu nel
corso della sua telefonata a Tokyo per segnalare che la
negoziazione con Roosevelt era stata interrotta e che era il
momento di procedere con il bombardamento di Pearl Harbor.
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Egli dichiarò che “La nascita del bambino era imminente” e,
chiedendo cosa ne pensassero in Giappone, disse: “Non vi pare
che il bambino sia sul punto di venire al mondo?”. La risposta
fu: “Si, la nascita del bambino sembra ormai imminente.”
E’
interessante notare che i servizi segreti americani
interpretarono come significato della codificazione “guerra =
nascita”.
Particolarmente agghiacciante fu, poi, l’utilizzo del linguaggio
prenatale in connessione con l’esplosione della bomba atomica ad
Hiroshima.
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All’aeroplano fu dato il nome della madre del pilota, Enola Gay,
sullo stesso ordigno atomico venne dipinto il soprannome “The
Little Boy” ed il messaggio che si stabilì di inviare a
Washington per confermare il successo dell’operazione fu: “Il
bambino è nato.”.
Senza poi allontanarsi troppo, anche dietro “Fat Man”,
soprannome della bomba sganciata a Nagasaki, si può trovar
traccia di una rinascita. |
In seguito alla nostra corrispondenza, Lloyd de Mause continuò a
collezionare nuovi esempi storici e raffinò la sua tesi su come
il ricordo del trauma della nascita svolga un ruolo importante
come fonte di motivazione per azioni sociali violente.
Le
questioni riguardanti il conflitto nucleare sono di tale
rilevanza che credo sia necessario entrare maggiormente nel
dettaglio, utilizzando le argomentazioni riportate su di un
affascinante articolo di Carol Cohn intitolato “Sesso e Morte
nel Razionale Mondo degli Intellettuali Militari” (Cohn 1987). |
Gli intellettuali militari sono civili che si susseguono al
Governo, ricoprendo, a volte, il ruolo di ufficiali o consulenti
amministrativi, a volte, di universitari od esperti, occupandosi
di produrre teorie che forniscano le giuste informazioni e
legittimino le azioni nucleari strategiche degli Stati Uniti,
quali come gestire la corsa agli armamenti, come disincentivare
l’uso delle armi nucleari, come combattere una guerra nucleare
nel caso l’opera di dissuasione dovesse fallire e come spiegare
i motivi per cui sia rischioso vivere senza possedere armamenti
nucleari.
Carol Cohn partecipò ad un seminario estivo, della
durata di due settimane, relativo agli armamenti nucleari, al
loro controllo ed ai relativi concetti strategici, rimanendone
affascinata a tal punto da trascorrere i susseguenti anni
immersa nel mondo, quasi esclusivamente maschile (ad eccezione
delle segretarie), degli intellettuali militari, e raccolse
testimonianze estremamente interessanti che non fecero che
confermare la presenza della dimensione prenatale nell’ambito
della guerra nucleare. |
Nei suoi affascinanti articoli vengono riportati otto
avvenimenti storici nei quali messaggi in codice ed altri tipi
di comunicazioni concernenti lo sviluppo e le attività di
testing della bomba atomica ed all’idrogeno presentino dei
riferimenti ai concetti di nascita e di neonati.
Ad ulteriore
sostegno dell’importanza del ruolo svolto dall’universo
prenatale dell’inconscio nella psicologia di guerra, altri
elementi si possono ritrovare nello splendido
libro di Sam Keen “Le Facce del Nemico” (Keen 1988).
Keen
raccolse un’eccezionale serie di manifesti di guerra riportanti
visioni distorte della realtà, vignette di propaganda e
caricature, relativi a differenti periodi storici e provenienti
da vari paesi, che dimostravano come il modo in cui il nemico
venisse descritto e ritratto nel corso di una guerra od una
rivoluzione fosse uno stereotipo ben preciso ed avesse ben poco
a che fare con le peculiarità del paese o della cultura in
questione. |
| Egli suddivise queste immagini in numerose categorie
archetipiche sulla base delle loro principali peculiarità (per
esempio lo Straniero, l’Aggressore, il Degno Avversario, lo
Sconosciuto, il Nemico di Dio, il Barbaro, l’Avido, il
Criminale, il Torturatore, lo Stupratore, la Morte) e notò come
le presunte rappresentazioni del nemico fossero essenzialmente
proiezioni degli aspetti più oscuri, repressi e sconosciuti del
nostro inconscio.
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Benché si possano certamente ritrovare nella storia umana esempi
di guerre giuste, coloro che intraprendono attività belliche
sono solitamente alla ricerca di obiettivi esterni per aspetti
della loro psiche che dovrebbero, più propriamente, essere
affrontati nel corso di un cammino di ricerca personale
interiore.
Sam Keen non menziona esplicitamente nella sua teoria
l’universo prenatale dell’inconscio, tuttavia, analizzando le
immagini da lui raccolte, si può notare la prevalenza di
sequenze archetipiche caratteristiche delle BPM II e BPM III.
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Il nemico viene solitamente raffigurato come una piovra
pericolosa, un drago brutale, un hydra a più teste, una
gigantesca tarantola velenosa, oppure un leviatano ingurgitante.
Altri simboli frequentemente utilizzati sono brutali predatori
felini o volatili, mostruosi squali e terrificanti serpenti, in
particolar modo vipere e boa constrictors, ed abbondano, nei
periodi di guerre, rivoluzioni e crisi politiche, scene
rappresentanti strangolamenti o maciullamenti, minacciosi
vortici ed insidiose sabbie mobili. |
Si può dunque concludere dicendo che l’analogia tra le immagini
che raffigurano esperienze prenatali, nel corso di stati di
coscienza olotropici, e le collezioni di immagini storiche di
Lloyd de Mause e Sam Keen costituiscono una prova rilevante
delle radici prenatali e transpersonali della violenza
umana.
Sulla base di queste nuove riflessioni, derivanti sia
dall’osservazione della ricerca sulla coscienza sia dalle
scoperte della psicostoria, si deduce come tutti noi siamo in
possesso, nella profondità del nostro inconscio, di potenti
energie ed emozioni associate al trauma della nascita, di cui
non abbiamo sufficiente padronanza e che non sono state
adeguatamente assimilate, il cui simbolismo deriva da fonti
archetipiche. |
Per alcuni di noi, tale aspetto della psiche potrebbe rimanere
del tutto celato nell’inconscio, finché e se mai si
intraprendesse un percorso di analisi interiore con l’ utilizzo
di sostanze psichedeliche ed alcune potenti tecniche empiriche
di psicoterapia, come la respirazione olotropica ed il
rebirthing, mentre altri possono essere in possesso di vari
livelli di consapevolezza delle emozioni e sensazioni fisiche
provenienti dal livello prenatale e transpersonale dell’inconscio.
Tale
tipo di attivazione può comportare gravi psicopatologie
individuali, compreso un livello di violenza immotivato, e
sembra che, per motivi sconosciuti, la consapevolezza dei
fattori prenatali possa aumentare simultaneamente in un gran
numero di persone, sviluppando un’atmosfera di tensione, ansietà
ed aspettativa generale. |
Un leader altro non è che un
individuo
influenzato da una maggior carica di energie prenatali rispetto alla media delle altre
persone, per di più in possesso della capacità di negare le
sue sensazioni più difficili da accettare (ciò che Jung chiama
L’Ombra), proiettandole su situazioni esterne a lui.
La causa del
malcontento generale viene attribuita al nemico e l’unica
soluzione che viene offerta è l’intervento militare. |
Le ricerche storiche ed astrologiche di Richard Tarnas
contribuiscono in maniera affascinante a gettare nuova luce
sull’idea di de Mause di una tensione collettiva, proveniente
dall’inconscio prenatale, che solitamente precede situazioni di
guerre o rivoluzioni.
Nel corso delle sue meticolose ricerche, Tarnas mostrò la
profonda connessione tra lo studio dei fenomeni da me denominati
Matrici Prenatali di Base (BPMs) e gli archetipi astrologici
(BPM I con Nettuno; BPM II con Saturno; BPM III con Plutone; BPM
IV con Urano), e dimostrò come lungo il corso della storia umana
vi sia stata una profonda correlazione dei periodi di guerra e
rivoluzioni con gli aspetti più violenti di Plutone e Saturno (Tarnas
2006). |
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| 5. La Ricerca di un Nuovo Mito
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| Planetario Gli studiosi, quali
Arnold Toynbee e Joseph Campbell, notarono che tutte le
culture del passato erano governate da un mito predominante
oppure da un complesso di più miti, e spesso Joseph Campbell si
chiese quali fossero i miti che guidano la civilizzazione
occidentale, sottolineando quanto fosse importante il mito della
Ricerca del Sacro Grail in relazione all’individualismo che
caratterizza la società occidentale. |
Potremmo anche considerare i due miti più rilevanti nell’era
moderna: il Paradiso Perduto e l’Ascesa dell’Uomo, ed
altrettanto appropriati sembrano essere il Rapimento e lo
Stupro, la Contesa, la Morte/Rinascita e tanti altri, quali
Faust, l’Apprendista Stregone, Frankenstein, il Figliol Prodigo,
la Torre di Babele e via discorrendo.
Joseph Campbell spesso si
domandò anche quali sarebbero stati i miti del futuro e non
nascose la speranza che la frammentazione e l’individualismo
potessero essere superati dalla creazione di una civiltà
planetaria dove le persone potessero vivere in armonia tra di
loro e con la natura, beneficiando delle più straordinarie
scoperte della scienza e della tecnologia, utilizzandole, però,
con la saggezza proveniente da un luogo profondamente spirituale
(Nuova Atlantide).
Raggiungere quest’obiettivo comporterebbe
anche una rinascita psicospirituale, una liberazione ed un
ritorno al femminile.
Dal momento che stiamo parlando della
civilizzazione del pianeta, vorrei riferirmi ad un’interessante
osservazione che credo sia di un certo rilievo a tal proposito.
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Infatti, una delle più sorprendenti scoperte nel corso della mia
attività con le sostanze psichedeliche e la respirazione
olotropica è stato rilevare l’estrema facilità con cui gli
individui, nell’ambito di stati di coscienza olotropici, possano
trascendere i confini del tempo e dello spazio e venire a
contatto con elementi, trame e scenari archetipici provenienti
da ogni cultura apparsa nel corso della storia umana.
Con gli anni, io stesso ho avuto modo di vivere, nel corso delle
mie sessioni psichedeliche, episodi provenienti da varie
mitologie e religioni del mondo, quali la religione Induista,
Buddista, Buddista-Tibetana, Musulmana, Cristiana, Egizia,
Scintoista, Aborigena, degli Indiani d’America, Sudamericana
.
Deve trattarsi di un nuovo fenomeno, in quanto molte culture
entrarono in contatto ed utilizzarono potenti tecniche di
alterazione della mente, incluse le piante psichedeliche, ma nel
nostro caso, avendo la possibilità di entrare in contatto con
l’intero inconscio collettivo così semplicemente come lo era per
costoro, non avremmo dovuto distinguere mitologie di culture
specifiche.
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Infatti è logico presumere che, per esempio, i Tibetani
entrassero in contatto con divinità Tibetane, e gli Indiani
Huichol facessero lo stesso con le loro divinità, non essendoci
riferimenti allo Spirito del Grande Cervo o Fuoco del Grande
Padre nel Libro Tibetano dei Morti o, viceversa, ai Cinque
Buddha nella tradizione Huichol.
L’impressione è che ciò che sta
accadendo nel nostro mondo materiale aumenti sensibilmente
l’accessibilità ai vari livelli dell’inconscio collettivo.
Basti
pensare che fino alla fine del quindicesimo secolo gli Europei
non erano in nessun modo a conoscenza del Nuovo Mondo e dei suoi
abitanti, ne tanto meno lo erano gli Indigeni d’America per
quanto concerne la società europea, e molte popolazioni
insediate in remoti angoli del pianeta rimasero sconosciute al
resto del mondo fino all’avvento della nostra era, così come i
Tibetani rimasero pressoché isolati fino all’epoca
dell’invasione Cinese del 1949. |
| Al giorno d’oggi, le stazioni radio ad onde corte, la
televisione, il trasporto aereo e, più recentemente, l’avvento
di internet, hanno cancellato molti dei confini passati, nella
speranza che quanto stia accadendo nel mondo materiale e
spirituale presagisca l’avvento di una civilizzazione realmente
globalizzata. |
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| 6. Ricerca sulla Coscienza,
Psicologia Archetipica ed Astrologia |
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| Le nuove conoscenze sulla natura
e l’attività degli archetipi, emerse nel corso degli studi sugli
stati di coscienza olotropici, hanno importanti implicazioni nel campo
dell’ astrologia.
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| Infatti, da una parte, questo nuovo scenario è di enorme
supporto per i principi astrologici a livello planetario (Grof
2009) e, dall’altra parte, sviluppa nuove interessanti
prospettive per la psichiatria, la psicologia ed un ampio
spettro di altre discipline. Tuttavia si tratta di un argomento
complesso che verrà trattato in altra sede. |
| |
© per gentile concessione del prof. Stanislav
Grof
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| Tradotto in italiano per Olotropica.it da Angelo Savio -
Revisione di Katia Soliani - Agosto 2010 |
| Articolo tradotto e
pubblicato con il consenso dell'Autore |
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