Le osservazioni derivate dagli stati olotropici sono in generale
accordo con la teoria psicanalitica, che vede l'alcolismo e la
dipendenza da sostanze narcotiche in stretta connessione con le
malattie maniaco-depressive e con il suicidio. Ma esse
differiscono considerevolmente per quanto riguarda la natura dei
meccanismi psicologici coinvolti e il livello della psiche in
cui operano.
Come gli individui con tendenze suicide, i tossicodipendenti
sperimentano grandi sofferenze emotive quali depressione,
tensione generale, ansia, sensi di colpa e poca autostima.
Perciò sentono un forte bisogno di fuggire da queste sensazioni
insopportabili.
Abbiamo già visto che la psicologia della
depressione e del suicidio non può adeguatamente essere spiegata
dalla fissazione orale,che è l'interpretazione fornita dalla
psicanalisi freudiana.
Lo stesso però è valido per l'alcolismo e la tossicodipendenza.
La caratteristica psicologica fondamentale degli alcolisti e dei
tossicodipendenti e le profonde ragioni dell'assunzione di
sostanze intossicanti non dipende solamente dalla necessità di
tornare al seno materno, ma anche da un intenso struggimento per
la condizione di unità beata e indifferenziata della tranquilla
vita intrauterina.
Come abbiamo già visto, le esperienze di regressione di entrambi
gli stati simbiotici possiedono intrinseche dimensioni numinose.
La forza più profonda che sta dietro l'alcolismo e la dipendenza
è dunque un non riconosciuto e deviato anelito alla
trascendenza.
Come per il suicidio, questi disturbi contengono un tragico
errore, dovuto all'inadeguata comprensione delle proprie
dinamiche inconsce.
Nella nostra ricerca psichedelica e olotropica, gli alcolisti e
i tossicodipendenti che hanno avuto la possibilità e la fortuna
di raggiungere esperienzialmente una buona
MPB IV o MPB I, più
volte hanno raccontato che quelli erano gli stati che
desideravano tanto intensamente, non l'intossicazione alcolica o
narcotica.
Ma fino al momento in cui hanno sperimentato l'appagamento
prenatale e perinatale, non sapevano realmente che cosa stessero
cercando, e il loro struggimento aveva una forma indistinta.
L'eccessivo consumo di alcol o di sostanze stupefacenti sembra
essere un equivalente mitigato del comportamento suicida.
Alcolismo e dipendenza sono spesso stati descritti come lente e
prolungate forme di suicidio.
Il meccanismo principale caratteristico dei due gruppi di
pazienti è uguale a quello del suicidio non violento.
Riflette un bisogno inconscio di annullare il processo della
nascita e di ritornare nel grembo materno, nella situazione che
esisteva prima che cominciassero le doglie. L'alcool e le
sostanze stupefacenti tendono a inibire molte emozioni e
sensazioni dolorose; creano uno stato di offuscata
consapevolezza e di indifferenza nei confronti dei propri
problemi, passati e presenti.
Tale condizione possiede una somiglianza superficiale con la
coscienza fetale e con l'esperienza di unità cosmica.
Tuttavia, somiglianza non è identità: infatti vi sono alcune
differenze fondamentali tra intossicazioni da alcol e droghe e
gli stati trascendenti.
L'alcol e le sostanze stupefacenti intorpidiscono i sensi,
obnubilano la coscienza, interferiscono con le funzioni
intellettuali e procurano un'anestesia emotiva. Gli stati
trascendenti sono caratterizzati da un forte accrescimento della
percezione sensoriale, da serenità, chiarezza di pensiero,
abbondanza di intuizioni filosofiche e spirituali e da una
grande ricchezza di emozioni.
Malgrado condividano alcune qualità specifiche, l'intossicazione
da alcol e droghe pesanti è soltanto una caricatura pietosa
dello stato mistico. Eppure, la somiglianza anche se tenue
sembra bastare per indurre i dipendenti a un abuso
autodistruttivo.
La tendenza a sottrarsi alle emozioni dolorose associate con la
MPB II e con i relativi sistemi
COEX, nel tentativo di ricreare
la situazione nel grembo, sembra essere il meccanismo
psicodinamico più comune dell'alcolismo e dell'abuso di sostanze
stupefacenti.
Tuttavia, ho personalmente lavorato con alcolisti e
tossicodipendenti, i cui sintomi indicavano che erano sotto
l'influenza della
MPB III e che cercavano, anch'essi, una
soluzione farmacologica ai loro problemi.
Chiaramente, casi del genere implicano un meccanismo alternativo
e richiedono una spiegazione differente.
Tutte queste persone erano nate con una pesante anestesia e
molte, indipendentemente l'una dall'altra, hanno avuto
intuizioni persuasive che collegavano tale fatto con la loro
dipendenza.
Una simile spiegazione è rilevante; La nascita è la prima sfida
importante che incontriamo netta vita, ed è la prima grande
situazione dolorosa e stressante.
Possibili eccezioni a questa regola potrebbero essere
particolari circostanze in cui, già durante l'esistenza
embrionale, si sono verificate pericolose crisi.
La straordinaria influenza che gli eventi accaduti all'inizio
della vita hanno sul comportamento successivo è stata
ripetutamente documentata in esperimenti compiuti dagli etologi,
i ricercatori che studiano il comportamento istintivo degli
animali, i quali l'hanno denominata imprinting (Tinbergen 1965,
Lorenz 1983).
La qualità della nostra nascita e il modo in cui è stata gestita
hanno un impatto enorme sulla vita futura.
Quando il parto è di durata e difficoltà medie e noi entriamo
nel mondo dopo aver superato con successo questo momento, siamo
pervasi da una sensazione di ottimismo e di fiducia nei
confronti delle prove che dovremo affrontare in futuro.
Viceversa, un parto prolungato e debilitante crea in noi un
senso di' pessimismo e di disfatta;modella l'impressione di un
mondo troppo difficile da affrontare con buoni risultati e
un'immagine di noi stessi come creature inutili e impotenti.
Se il dolore e il disagio associati alla nostra nascita sono
alleviati o soppressi dall'anestesia, ciò lascia una profonda
impronta psichica: il sistema per affrontare le difficoltà della
vita è quello di evadere in una condizione narcotizzata.
Forse non è una coincidenza che l'attuale epidemia di abuso di
sostanze stupefacenti coinvolga individui nati nel tempo in cui
gli ostetrici hanno cominciato a somministrare anestesie come
consuetudine, spesso anche contro la volontà delle partorienti.
Da quando è stata fondata l'Association of Preand and Perinatal
Psychology and Health (Associazione di Psicologia e Salute
Prenatale e Perinatale) una disciplina che applica al parto le
scoperte fatte dalle terapie esperienziali e dalle ricerche sui
feti, gli ostetrici si rendono sempre più conto del fatto che la
nascita non implica soltanto i meccanismi del corpo.
La maniera in cui sono stati affrontati il parto e il periodo
postnatale ha una profonda influenza sulla vita emotiva e
sociale degli individui, oltre a importanti implicazioni per il
futuro della nostra società. Pone le fondamenta per una
relazione amorevole e altruistica con l'umanità o, viceversa,
per un atteggiamento di sfiducia e di aggressività nei confronti
della società (Odent 1995).
Può anche costituire un fattore decisivo che determina se
l'individuo sarà in grado di affrontare le vicissitudini della
vita in modo costruttivo, oppure se tenderà a evitare le sfide
dell'esistenza scegliendo l'alcol o le sostanze stupefacenti.
Il fatto che l'alcolismo e l'abuso di sostanze stupefacenti
rappresentino una deviata ricerca della trascendenza può
aiutarci a capire l'effetto curativo e trasformante di crisi
profonde, quando solitamente si dice di «aver toccato il fondo».
In molti casi, raggiungere un totale stato di bancarotta emotiva
e di annichilimento diventa il punto di svolta nella vita
dell'alcolista o del tossicodipendente.
Nel nuovo paradigma psicologico, ciò significa che l'individuo
ha sperimentato la morte dell'Ego come parte della transizione
dalla MPB III alla MPB IV.
A questo punto, l'alcol o le sostanze stupefacenti non sono più
in grado di proteggerlo dall'assalto del materiale proveniente
dal profondo inconscio.
L'uscita violenta delle dinamiche perinatali da luogo allora a
un'esperienza psicosomatica di morte e rinascita, che spesso
diventa un punto di svolta positivo nella vita dell'alcolista o
del tossicodipendente.
Le implicazioni di tali osservazioni per la terapia saranno
trattate in un capitolo successivo
Come tutti i problemi emotivi, l'alcolismo e la
tossicodipendenza non hanno soltanto radici biografiche e
perinatali, ma anche transpersonali.
Tra queste ultime, le più importanti sono le influenze
provenienti dalla dimensione archetipica.
Tale aspetto della dipendenza è stato esplorato soprattutto dai
terapeuti a orientamento junghiano.
Tra gli archetipi che rivelano un'importante connessione con la
dipendenza; quella del puer aeternus, con le sue varianti di
Icaro e Dioniso, sembrano svolgere un ruolo importante ( Lavin
1987 ).
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